Agricoltura

Assieme alla pastorizia è stata una delle prime risorse che ha dato occupazione e sollievo economico agli abitanti di Santa Rania. Grano, orzo, avena, ceci, fave erano i cereali che venivano coltivati. Dopo l’aratura effettuata con aratri tirati da cavalli e buoi, seguiva la semina, la mietitura e la ” pisera”.
Su una superficie di terreno di dimensioni ridotte a forma di cerchio disponevano le “Gregne” mazzi di cereali che venivano frantumati con una pietra tirata da un bue, da un cavallo o da un asino.
Alla fine con una pala di legno, buttavano nell’aria il composto e con l’aiuto del vento separavano il grano dai pezzettini della paglia. Poi c’erano gli ulivi. In inverno con pertiche di legno facevano cadere le ulive per terra che venivano raccolte a mano dentro panari, che una volta pieni, venivano svuotati dentro dei sacchi.
Questi con l’asino erano portati nei frantoi dove due mole di pietra, fatte girare da un asino, spremevano le ulive da cui ricavavano l’olio. Altre attività agricole praticate erano la coltivazione della vite e degli orti.
Ancora oggi l’agricoltura occupa un posto di rilievo tra le risorse, naturalmente con sostanziali cambiamenti, rispetto al passato, nelle varie fasi di coltivazione e produzione.

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