ULTIMO CONSIGLIO: sarà così!

Si è svolto, giovedì 18 settembre, con inizio verso le 19,30, in seconda convocazione, il consiglio comunale, convocato dal sindaco Arcangelo Rugiero, per discutere ed approvare il seguente ordine del giorno: approvazione verbali precedenti riunioni: dimissioni dalla carica di consigliere comunale del sig. Isidoro Salvatore; surroga e conseguente convalida; presa d’atto e ratifica delibera G.C. n. 67 del 10 luglio 2008 avente per oggetto “ prelevamento del fondo di riserva”. La convocazione della sera prima era andata deserta per mancanza del numero legale. La riunione ha inizio con l’appello dei consiglieri. Il sindaco, constatato che c’è il numero legale, dichiara valida la seduta. Si passa immediatamente al primo punto dell’ordine del giorno che viene approvato da tutti i consiglieri presenti tranne Maria Grazia Pignanelli che era assente alla trattazione degli argomenti. Il sindaco Arcangelo Rugiero, nella foto, illustra il secondo punto all’ordine del giorno, quello per cui è stato indetto, con urgenza, il consiglio e cioè le dimissioni da consigliere di Salvatore Isidoro. Nella sua breve presentazione, il primo cittadino di Caccuri, senza tanti peli sulla lingua, fa notare che nel testo, che poi legge, riguardante le motivazioni esposte da Isidoro, sono contenuti degli errori. E se anche fosse vero, certamente gli errori che ha commesso il professore Arcangelo Rugiero, sindaco di Caccuri, sono tutti da sottolineare con la matita rossa. Scrivere una parola o una frase non correttamente non provoca danni enormi allo sviluppo economico del paese e nemmeno all’immagine del paese. Al contrario, un sindaco che amministra un paese, che conosce la lingua italiana e non fa nulla di positivo per il suo territorio facendolo, tra l’altro, relegare all’ultimo posto tra i comuni della provincia di Crotone, farebbe certamente bene, prima di ridire sugli altri, di guardarsi la sua groppa per scoprire cosa c’è dentro. E sullo stesso punto smentisce che ci siano state divergenze politiche con l’ex vicesindaco Isidoro. Dal commento del sindaco viene fuori una realtà diversa, sembrerebbe che Isidoro si sia dimesso per altri motivi. Ma, io che ho vissuto le stesse vicissitudini di Isidoro, so che l’arringa del sindaco è solo di facciata e di sfavorevole circostanza. Dopo la lettura della lettera delle dimissioni di Isidoro il primo cittadino di Caccuri chiede di votare il punto. Ma la minoranza con il suo capogruppo, Marianna Caligiuri, nella foto insieme ad Illario Piccolo e Teodoro Aragona,chiede di intervenire e lo fa ringraziando inizialmente Isidoro per quello che ha fatto e per il suo modo di dialogare con la minoranza. Poi chiede di mettere a verbale che non ci sono gli organi democratici per fare andare avanti questa amministrazione poiché è sprovvista della giunta, non ha una maggioranza, può sostituire uno solo dei tre consiglieri dimessi. E chiede anche che questo verbale sia spedito al Prefetto. A Marianna Caligiuri fa seguito Ilario Piccolo, anche se il sindaco diplomaticamente ha tentato di non farlo intervenire. Il consigliere Piccolo parla di sfregio alle istituzioni affermando che in considerazione dell’attuale situazione, per potere svolgere un consiglio bisogna ricorrere alla seconda convocazione, bisognerebbe avere coraggio e prendere le dovute decisioni. Si passa al voto e la minoranza abbandona la seduta. Nasce un battibecco tra le due forze politiche. Si rinvia la votazione. Chiede la parola l’assessore Falbo, nella foto,che da subito chiarisce che la maggioranza eletta si è presentata agli elettori come lista civica per cui non potevano esserci divergenze politiche.. Poi rinfaccia all’ex vicesindaco di non essersi mai interessato dei problemi della frazione di Santa Rania e del paese. Esprime, pertanto, stupore sulle dimissioni di Isidoro che condanna per la decisione presa di cui dovrà assumersene le responsabilità. E sempre all’ex vicesindaco rimprovera il fatto di non essersi mai recato presso qualche assessorato regionale per risolvere alcuni problema e per chiedere finanziamenti per il paese. E gli ultimi lavori che sono stati eseguiti a Caccuri come il tratto di strada che collega le case popolari alla strada provinciale, la ringhiera posta sul margine della strada provinciale nei pressi del bar Pitaro, il ripristino del pozzetto con la sistemazione di una griglia da un lato all’altro della strada per evitare i soliti allagamenti nei pressi del campo sportivo, sono interventi che ha richiesto e fatto ottenere grazie al suo interessamento presso la provincia di Crotone. A questo punto si passa alla votazione del punto che passa con i sei voti della maggioranza. L’ultimo punto diventa una comunicazione del sindaco perché, come riferisce il sindaco, poteva anche non essere portato in Consiglio in quanto era sufficiente la delibera della Giunta per procedere al prelevamento dal fondo di riserva della somma necessaria per presentare un progetto relativo al borgo di Caccuri.. Dopo l’approvazione di questo punto, il sindaco, esauriti i punti all’ordine del giorno, dichiara sciolta la seduta. Ma la mattina seguente Mario Murgia, nominato consigliere in surroga di Salvatore Isidoro, rassegna le dimissioni. Un atto che certamente il sindaco Arcangelo Rugiero non aveva previsto. Perché forse da Mario Murgia, suo amico, si aspettava quella disponibilità necessaria per il prosieguo del mandato elettorale. Invece non è stato così. Un’altra dimostrazione che il sindaco, il grande sindaco, non è mai stato capace di tenere unita la maggioranza e che al contrario sembra che abbia lavorato per sfasciarla. Certo che non potere contare sugli amici nei momenti di bisogno, deve essere veramente penoso. E chissà perché questi amici si siano comportati in questo modo! Forse perché con i voti dell’elettorato del sindaco speravano di essere eletti? Forse perché non è stato offerto loro l’assessorato lasciato libero da Anna Calfa! Forse e soltanto forse. Ma sono dubbi che danno qualche appiglio per pensare che sono molto vicini alla verità. 

 

 

 

 

 

TENTENNARE: PER FARE COSA!

 

In questi giorni, a Caccuri, l’argomento principale che i cittadini preferiscono trattare, nelle loro discussioni, sono le dimissioni del sindaco. E lo fanno con molta cautela e prudenza perché, in merito alla scelta fatta dal primo cittadino, Arcangelo Rugiero, vige un mistero che obbliga chiunque ad usare il condizionale. Per adesso, quello che ormai è diventata una notizia di dominio pubblico, è che, giorno 24 settembre, il sindaco ha presentato al protocollo dell’Ente le dimissioni. Oltre ai consiglieri rimasti in carica, nessun’altra persona conosce il contenuto di questa famosa e storica lettera. E proprio questo stato di attuale situazione di sapere (dimissioni) e non conoscere(motivazioni), ha generato nell’animo della gente di Caccuri una serie di sentimenti che spesso si materializzano con civili e contenuti sfoghi. E niente si saprà se non dopo la scadenza dei venti giorni previsti dalla legge che il sindaco ha a disposizione per revocare o confermare le dimissioni. E la scadenza di questo periodo di tempo non è lontana, qualche altro giorno e poi la verità verrà a galla. Intanto, però, circolano con insistenza alcune voci secondo le quali, il sindaco, coadiuvato da alcuni cittadini, sta cercando di rimettere in piedi un gruppo che consentirebbe di portare a termine la legislatura. E sembrerebbe che questa fase che precede l’eventuale conferma delle dimissioni, sarebbe caratterizzata da un copioso calendario di appuntamenti che dovrebbe servire a convincere qualche cittadino ad accettare la nomina di assessore esterno. E in merito parrebbe che le difficoltà più grosse verrebbero dalle titubanze dimostrate da un cittadino di Santa Rania. Sicuramente questo cittadino di Santa Rania non accetterà. Perché non esistono i presupposti favorevoli perchè questo sapientone possa accettare una proposta così palesemente discutibile. Non può fingere di non sapere che questo sindaco ha mandato a casa tre consiglieri di Santa Rania. Quindi, questo presunto “salvatore” della piantina che non è mai cresciuta perché il “papà putativo ” non è stato in grado di alimentarla, dovrebbe capire che è arrivato per lui il momento di mettersi da parte anche perché, diversamente, farebbe la fine di Giuda. E tra l’incertezza di restare o di andare a casa da una parte e la determinazione di proseguire dall’altra, è stato creato, a Caccuri, un clima variabile con qualche possibile tempesta all’orizzonte.

SINDACO: VADA VIA!!

Un altro duro colpo subisce la giunta Rugiero. Dopo Giovanni Marasco, assessore esterno, fortemente voluto dal sindaco, si dimette anche Salvatore Isidoro. Un atto che nessuno si aspettava. Nessuno poteva immaginare che proprio quel giovane che aveva pensato lo slogan della Lista, che aveva salvato la giunta Rugiero, poco più di un anno fa, in occasione della revoca di Loria da vicesindaco, voltasse le spalle a quel sindaco che tanto aveva acclamato. Eppure è successo. E questo fa ancor più riflettere se si considera che è avvenuto a pochi mesi dalla fine naturale della legislatura di questa maggioranza. Insomma noi abbiamo motivo di pensare che se Isidoro è arrivato a tanto vuol dire che avrà avuto dei validi e concreti motivi che l’hanno indotto a prendere una così drastica decisione. Ed è così. Non poteva essere diversamente. Nella sua lettera di dimissioni indirizzata al sindaco Arcangelo Rugiero si legge “E’ ormai da tempo che la situazione politica del comune di Caccuri è compromessa irreparabilmente. L’attività amministrativa è oramai ferma, per le diverse vicissitudini accorse e non ultimo per il deterioramento dei rapporti di natura politica tra il sottoscritto ed il sig. Sindaco
Non ci sono le condizioni di un sereno confronto politico, per poter portare a termine il mandato,nonostante manchi poco, alla sua scadenza naturale.
E’ necessario che l’interesse dei cittadini sia sempre al di sopra di tutti e di tutto, e certamente la paralisi amministrativa causata dai cronici problemi che questa amministrazione ha visto sempre in primo piano nella sua storia politica, non favorisce certo i Caccuresi.
Allo stesso modo sono convinto che il perpetuarsi ancora a lungo, di questa situazione , sia dannosa e controproducente. ”
Desidero ringraziare fortemente chi mi ha sostenuto, in questa difficile esperienza di vita ,
sono certo che comprenderete la natura del mio gesto.
Profondamente rammaricato”.
Una impennata di orgoglio che ha messo in ginocchio una maggioranza che non c’è più. Con le dimissioni di Isidoro si è rotto quel vecchio sopramobile che qualcuno ha voluto rispolverare per rimetterlo su un mobile nuovo e moderno. Un abbinamento stonato che ha danneggiato il mobile bisognoso di altre attenzioni. Ora è necessario cercare con insistenza ostinata un abile falegname per ridare a quel prezioso mobile la sua naturale brillantezza per illuminare tutto il suo entourage. 
E sulle dimissioni di Isidoro abbiamo chiesto un commento a Francesco Loria, ex vicesindaco che si è espresso in questi termini “ Se avessi deciso di rassegnare le dimissioni prima della revoca che questo sindaco mi ha fatto notificare il 9 agosto del 2007, avrei adottato le stesse motivazioni che Isidoro ha esposto nella sua lettera di dimissione”. E adesso per rimanere ancora su quella poltrona il sindaco Rugiero dovrà risolvere tantissimi problemi. Come farà? Avrà l’abilità politica di rimettere insieme la sua maggioranza? Vero è che in un anno, e sempre d’estate, nella sua Giunta ci sono stati avvicendamenti non per accordi politici ma perché gli assessori si sono dimessi. Mai, in passato, si è verificato questo continuo cambio di assessori come nella giunta capeggiata da Rugiero. Un fallimento. E il sindaco di tutto questo deve assumersene la responsabilità senza minimamente tentare di scaricare queste responsabilità ad altri.

 

 

Inaugurazione Sede PD

Domenica 9 Marzo, alle ore 17.30, è stata inaugurata la sede della sezione del Partito Democratico di Caccuri. La cerimonia, organizzata con grande stile, è iniziata con il taglio del nastro che è stato eseguito da Eugenia Parrotta e Vincenzo Ferrarelli, due giovani appassionati del mondo della politica. La sala, sita in Via Misericordia, era completamente piena tanto che moltissimi sostenitori hanno dovuto assistere rimanendo all'esterno. Ad aprire la manifestazione e dare il benvenuto ai numerosi presenti è stata Eugenia Parrotta che con un breve ma interessante intervento ha così fatto il suo debutto di giovane promettente politico caccurese. A lei, ha fatto seguito l’altro giovane, Vincenzo Ferrarelli, che ha limitato la sua partecipazione ad un augurio di vittoria per la lista di Veltroni alle elezioni governative del 13 e 14 aprile. Poi è stata la volta di Ilario Piccolo e successivamente di Marianna Caligiuri che hanno iniziato il loro intervento ringraziando tutti coloro i quali hanno lavorato per ammodernare la sede per poi soffermarsi sulla nascita del Partito Democratico. Hanno anche annunciato le prossime iniziative della Sezione che punta soprattutto sui giovani e per questi sarà organizzato un corso di formazione politica coFranco Frontera ha elogiato quanto è stato fatto ed ha incoraggiato i due esponenti locali del PD, Ilario Piccolo e Marianna Caligiuri, a continuare ad impegnarsi per il bene del paese. Finiti gli interventi, i presenti hanno potuto gustare dolci ed assaggiare tante buone pietanze, preparate con l’occasionen incontri dedicati allo studio ed alla conoscenza della Costituzione Italiana. E’ poi intervenuto il vice coordinatore del Popolo della Libertà, Giovanni Marasco, che si è complimentato per il lavoro svolto ed ha poi affermato di guardare con attenzione al PD. Giuseppe Marino ha tracciato la storia della nascita del PD ed ha anche criticato il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, per avere strappato il programma del PD. Giovanni De Rose nel suo intervento ha annunciato la sua adesione al PD ed ha invitato a cominciare a pensare alle prossime elezioni amministrative.

SDRAMMATIZZIAMO UN PO'....

Bene, bene, bene. Esplode la campagna elettorale. E si innesca, così, una battaglia dialettica estremamente agguerrita. Una guerra che tutti vogliono vincere. La posta in palio è troppo alta. Perdere potrebbe comportare un allontanamento dal potere. Ma vincere significherebbe ereditare una montagna di problemi. Due ipotesi notevolmente sgradite. E’ un rischio che bisogna correre. Caccuri chiama. La gente avverte la necessità di cambiamento. Una sorta di benefico profumo di ottimismo entra meravigliosamente nelle case dei caccuresi. Un segnale che deve essere interpretato con saggezza. Perché per tirare fuori Caccuri da questa inquietante situazione non c’è bisogno né di un valente politico né di un eccellente mago e nemmeno di un affermato intellettuale. Caccuri ha bisogno di ritrovare un clima sereno in cui dialogo e condivisione siano il metro di riferimento per ogni tipo di discussione. Caccuri non può essere amministrata da cani sciolti che abbaiano ai loro stessi patroni, né tanto meno guidata da un “cacasotto”. Non è e non può essere questo il denominatore comune di una squadra che si propone per amministrare Caccuri. E allora stiamo attenti alle ammucchiate! Stiamo attenti alla composizione delle liste! Un gruppo di amici, in questo momento e in questa particolare situazione, potrebbe essere il toccasana idoneo per guarire i mali che affliggono Caccuri. L’elemento umano non è da sottovalutare. L’ultima esperienza n’è una testimonianza lampante. Stima, fiducia e rispetto sono valori morali della vera amicizia e un gruppo legato anche da questi valori saprà far fronte a qualsiasi problema. Solo l’accettazione del programma elettorale non è sufficiente per fare parte di una squadra, perché, poi, al momento di attuazione del programma stesso, sopraggiungono i problemi che spesso sono causa di spaccature, di divisioni. Un gruppo affiatato non avrebbe simili problemi. A Caccuri è possibile comporre liste di amici con tutte le caratteristiche necessarie per essere ottimi e onesti amministratori. Perciò sdrammatizziamo un po'

 

ROCCO di MONPELLIER

Lunedì 11 agosto alle ore 21,30 in Piazza Annunziata a Caccuri, e domenica 30 agosto in Piazza Italia a S. Rania, è stata portata in scena, per la prima volta, una rappresentazione teatrale sulla vita e le opere di San Rocco, Patrono di Caccuri. Gli organizzatori, di questa rappresentazione, sono stati il Comitato festa S. Rocco e l’associazione culturale G.T.M.C. Ai componenti dell’associazione G.T.M.C, da tempo frullava nella mente la realizzazione di questa rappresentazione, ma per svariati motivi hanno poi sempre dovuto rimandare. Poi quest’anno, su iniziativa di Anna Calfa e grazie all’aiuto del parroco di Caccuri, Don Girolamo Ronzoni, con non poche difficoltà, si è riusciti a concretizzare l’idea e quindi a realizzare l’opera. Già dal mese di aprile si è cominciata la stesura del copione sulla falsa riga di un dvd realizzato nel 2004 a Bufera, gentilmente concesso, dal suo Parroco alla parrocchia Santa Maria delle Grazie di Caccuri.
Lo scopo di questa rappresentazione è stato quello di far conoscere ai fedeli le tappe salienti della vita del Santo protettore. Si comincia con la confessione di Libera a Margot del suo desiderio di avere un figlio per poi continuare con il ringraziamento di Libera a San Francesco per avere accolto la sua preghiera. Rocco, rimasto senza genitori e proprietario di beni e terreni, è tentato sempre di più a volere rinunciare alle sue ricchezze per dedicarsi alla vita spirituale, a portare la parola del Signore nel mondo, ad aiutare i deboli e i sofferenti, a seguire l’esempio di San Francesco. E così fa. Parte per l’Italia e qui comincia ad aiutare le persone colpite dalla peste. Nel Lazzaretto salva Cecilia accogliendo le suppliche della mamma Clotilde. Poi anche lui si ammala di peste ma supera il brutto momento grazie all’aiuto di un cane che gli portava da mangiare. 
Gli interpreti, sono stati in tutto 24, di cui buona parte membri dell’Associazione Culturale G.T.M.C, le musiche utilizzate sono del Maestro Luigi Antonio Quintieri che ha realizzato un cd di musiche e canti dedicati a San Rocco, tra cui “ INNO EUROPEO” utilizzato in tutti i raduni organizzati dall’associazione Europea AMICI DI SAN ROCCO, quattro brani di questo CD, sono stati cantati dal vivo dal bravissimo Cristian Drago, giovane talento vocale Caccurese. Tra gli interpreti segnaliamo Giovanni Raimondo, nelle vesti di Rocco, che ancora una volta ha recitato magistralmente, Lucy Falbo, Pamela Sganga, Giovanna Lacaria e Salvatore Guzzo.
I costumi sono stati realizzati, per l’occasione, da Anna Calfa e da suor Claudia.
Anche il gruppo di preghiera di Padre Pio, ha dato il suo sostegno per la realizzazione di questo evento.
Le acconciature ed il trucco sono state realizzate da Roberta Pasculli. La visione di questa appassionante rappresentazione, ha sicuramente lanciato un messaggio di preghiera, altruismo e umiltà, in un mondo ormai saturo di ingiustizie ed egoismo.


PERSONAGGI ED INTERPRETI

 

 

Margot ,Grazyna PIetrukz; Libera, Giovanna Lacaria; Giovanni, Luigi Gallo; Lucia, Lucy Falbo; Rocco, Giovanni Raimondo; Virginia, Margherita Falbo; Filiberto, Salvatore Guzzo; Contadino, Fortunato Pisano; Elvira, Pina Falbo; Edoardo, Domenico Durante; Paolo, Giovanni Falbo; Giuseppe, Gianmarco Pasculli; Prima Guardia, Fortunato Pisano; Seconda guardia, Cristian Falbo; Sebastiano, Raffaele Falbo; Clotilde, Pamela Sganga; Elisabetta, Antonella De Marco; Cecilia, Martina Tamburello; Gottardo, Luigi Silletta; Lorena, Beatrice Aloisio; Giacinta, Valentina Gallo; Gaetano, Fabio Napoli; Giuseppina, Elisa De Rose; L’Angelo, Eleonora Pitaro

 

 

RIUNIONE PUBgruppomorrison.jpg - 62.23 KbBLICA: domenica I° febbraio

Doveva essere l’incontro clou per l’iniziativa “Costruiamo un Progetto”. Dovevano essere delineate le linee guida per raggiungere intese ed accordi sullo svolgimento delle primarie. Invece la riunione è finita con un ragionevole e condivisibile aggiornamento. Il luogo e la data verrà definita dopo gli incontri dei due più rappresentativi partiti politici locali, il Partito Democratico e il Popolo della Libertà, già programmati per domenica 8 febbraio. Il rinvio, certamente non preventivato, non dovrebbe comunque comportare particolari problemi al proseguo del progetto. La strada è stretta, difficile, complessa. Troppe congiunzioni dubitative. Del resto la novità difficilmente è condivisa da subito senza condizioni. Ma con un po’ di buona volontà e forte determinazione è possibile raggiungere la meta. L’accoglimento del rinvio è dovuto alla richiesta legittima dei rappresentanti politici di avere la possibilità di illustrare ai propri iscritti la proposta “ Costruiamo un Progetto” per scegliere, in caso di condivisione, i loro candidati. In sostanza dovrebbe avvenire una sorta di primarie interne prima di quelle proposte dal gruppo. La riunione è iniziata con l’intervento introduttivo di Salvatore Loria che ha ribadito che lo scopo delle primarie è solo quello di dare una svolta al modo di gestire la campagna elettorale. Sempre il giovane promettente “politico” caccurese ha criticato duramente gruppomorrison3.jpg - 62.99 Kbil sistema vecchio di scegliere “a tavolino” sia il candidato a sindaco sia i candidati a consigliere. A lui ha fatto seguito Nicola Di Gioia che ha esposto le due funzioni delle primarie e cioè: modificare il modo di affrontare la campagna elettorale e ritornare alla democrazia invitando il popolo a scegliere i candidati della lista o di una delle liste che si presenteranno alle prossime elezioni. Di Gioia, in merito, ha dichiarato “ Con le primarie desideriamo creare un nuovo clima nel paese partendo proprio dalle elezioni, che in passato sono state causa di divisioni e malcontenti trascinatesi anche per anni”. Di Gioia si è anche soffermato sul disinteressamento dei cittadini alla vita politica del paese nel senso che dopo le elezioni pochi sono quelli che seguono l’andamento del Consiglio comunale. Infine, ha auspicato la necessità di creare un clima di armonia che può realmente formarsi solo in assenza di contrasti e conflitti e individualismo. E per ultimo ha proposto di nominare il Collegio dei Garanti per assicurare il corretto funzionamento della campagna elettorale. Su questo argomento è intervenuto anche Antonio Porcelli che ha illustrato la proposta di regolamento delle elezioni primarie per la designazione del candidato a Sindaco e del Consiglio comunale. Una proposta composta da otto articoli che regolano lo svolgimento delle primarie. Nella proposta di regolamento l’art. 3 definisce la composizione e il ruolo il Collegio dei Garanti che avrebbe dovuto essere nominato nel corso della riunione. L’art. 7 riguarda le candidate e i candidati e recita ” Possono partecipare alle “Elezioni Primarie” in qualità di candidate/i tutte le cittadine e tutti i cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di sindaco e consiglieri comunali. Le candidature sono presentate previa sottoscrizione del documento di “ Progetto Programmatico Comune” e di questo regolamento”. Il dibattito si è concentrato soprattutto sulla modalità introdotta con l’art. 7. Tra i presenti c’è stato chi ha ribadito che le primarie solitamente vengono indette all’interno di una coalizione per scegliere, da una lista, il nominativo che poi verrà candidato nella competizione elettorale. E sul punto si è riscontrato un po’ di confusione. Insomma dopo due ore di discussioni nessuno accordo è stato raggiunto se non quello di aggiornare la riunione. Che direzione prenderà o quale fine avrà la proposta” Costruiamo un Progetto” del gruppo di giovani, si saprà dopo l’otto febbraio, quando conosceremo la decisione del Partito Democratico e del Popolo della Libertà.

 

 

INCREDIBILE MA VERO:
il sindaco ha ritirato le dimissioni
.

 

L’epilogo dei venti giorni non è stato quello che molti immaginavano. Le dimissioni del sindaco non sono state confermate. Martedì 14 ottobre, il primo cittadino di Caccuri, con un ripensamento che ha dell’incredibile, ha revocato le proprie dimissioni. Un atto certamente legittimo che sicuramente altri sindaci hanno compiuto e di certo quello di Caccuri non sarà l’ultimo a prendere una tale decisione. Ma le dimissioni del sindaco di Caccuri hanno avuto una evoluzione caratterizzata da colpi di scena. Intanto perché nell’articolo “ Non ho tradito gli elettori” a firma Giuseppe Pipita, apparso nel numero 81 de “il crotonese” di martedì 14 ottobre, sono stati riportati i punti più salienti della lettera di dimissioni del sindaco che ha così informato i cittadini sui motivi che l’hanno spinto a prendere questa decisione. Poi perché sembrerebbe che nella mattinata di martedì 14, il primo cittadino di Caccuri avrebbe fatto recapitare alle Istituzioni provinciali e locali una lettera con la quale avrebbe comunicato le dimissioni e ringraziato per la collaborazione. E soprattutto perché la revoca delle dimissioni sembrerebbe avvenuta dopo la chiusura degli uffici dell’ente. E tutto questo sarebbe successo nell’ultimo giorno utile per revocare le dimissioni. Un avvicendamento di azioni che solo perché avvenute il 14 ottobre meritano una attenta riflessione e alcune accurate considerazioni. Perché il sindaco ha voluto informare i cittadini sulle sue dimissioni attraverso la stampa, se poi sapeva che le avrebbe revocate? Perché avrebbe dovuto ringraziare le Istituzioni, se poi sapeva che avrebbe continuato a fare il sindaco? Per quale motivo le avrebbe revocate dopo la chiusura degli uffici? E per quale motivo il sindaco di Caccuri avrebbe seguito, in questa vicenda delle dimissioni, un cerimoniale così insolito? E’ possibile che tutti i problemi indicati nella lettera di dimissioni siano stati risolti nelle ultime ore della giornata di martedì? Ma, allora, se c’era la volontà di proseguire con il mandato amministrativo, perché fare esporre così tanto il sindaco? Perché l’assemblea pubblica dell’assessore Enrico Falbo? Sicuramente, nei prossimi giorni, verrà fuori la risposta di qualcuna di queste domande.

QUALE SINDACO PER CACCURI?

Ormai, questi inutili cinque anni di gestione della giunta Rugiero sono giunti al traguardo, alla fine del proprio ciclo. Stanno per essere racchiusi nel cassetto degli annali della storia politico-amministrativa di Caccuri che contiene i nomi delle peggiori amministrazioni comunali che hanno governato il paese di Cicco Simonetta. Un cassetto che certamente pochi vorrebbero aprire. Le sorprese è meglio evitarle. Del resto, se in molti affermano che Caccuri sta vivendo, da parecchio tempo, stagioni infelici, vuol dire che, in quel tetro cassetto, devono esserci altri nomi oltre a quello del sindaco Ruggiero. In ogni modo, mai come oggi, Caccuri ha pianto così tanto e dolorosamente per i numerosi sberleffi che ha dovuto ingoiare a causa di un gruppo di amministratori che hanno voluto tenere a galla un sindaco senza proposte e senza stimoli. Un periodo, dunque, nero che non ha portato nulla di positivo in un territorio ricco di tante risorse naturali, storico-monumentali che potevano essere ulteriormente valorizzate con progetti da realizzare facendo ricorso ai Fondi Strutturali. E allora, consapevoli di tutto questo, dobbiamo sottoporci seriamente e onestamente la domanda: Quale sindaco per Caccuri? Se vogliamo dare un taglio netto con il passato caratterizzato da troppe inadempienze che hanno penalizzato il paese, dobbiamo inevitabilmente soffermarci e riflettere sul quesito: Quale sindaco per Caccuri? E proprio perché la domanda riguarda il futuro del nostro paese, non possiamo minimamente pensare di evitare di dare una risposta. Non rispondere, non riflettere, non valutare sarebbe il più infame tradimento che un cittadino potesse infliggere al proprio paese. E’ tempo che ogni cittadino, ogni elettore si rende protagonista per dare un nuovo slancio nel futuro economico, sociale e culturale del proprio paese attraverso una saggia, libera e oculata scelta del futuro primo cittadino che nella prossima primavera sarà eletto alla guida del paese. E allora: Quale sindaco per Caccuri? La campagna elettorale è iniziata. Le persone interessate alla candidatura a sindaco cominciano a fare i primi passi. Intanto si moltiplicano le riunioni limitate, per il momento, a poche persone e si accende la discussione sul candidato anziano e su quello giovane. Ma, comunque, il problema più importante da risolvere resta sempre “QUALE SINDACO PER CACCURI?”

 

ILARIO PICCOLO: PRIMO SEGRETARIO DEL PD CACCURESE

Ilario Piccolo(nella foto) è stato proclamato segretario della sezione del Partito Democratico di Caccuri. L’investitura è avvenuta nel corso di una riuscitissima manifestazione, organizzata dallo stesso PD nella sala della propria sede, nel tardo pomeriggio di sabato 14 febbraio. La sezione era gremita di compagni ed amici che hanno voluto così testimoniare la loro stima e fiducia al primo segretario del Partito Democratico di Caccuri. L’incontro è poi concluso con un rinfresco “addolcito” da una torta oltre che buona anche magnificamente bella. Ad aprirei lavori della riunione, allargata a tutti, è stata Anna Napoli(nella foto in alto)che nella sua introduzione ha voluto principalmente rivolgere un invito ai giovani chiedendogli di avvicinarsi alla politica, di lavorare per il loro paese dato che essi rappresentano il futuro di questo territorio. A lei ha fatto seguito Peppino Marino(foto centro)si è soffermato sull’importanza del programma elettorale invitando gli organi dirigenti della sezione di mettersi da subito a lavorare sulla stesura di questo importante documento politico. Sempre sull’argomento Marino ha sottolineato la necessità di elaborare programmi organici di lungo respiro che individuano non solo i problemi da risolvere, ma anche il modo di affrontarli e risolverli, programmi settoriali che si prefiggano lo sviluppo economico, sociale e culturale del paese e che ovviamente, prevedano interventi e decisioni non limitati ai soli cinque anni di vita dell’amministrazione e che per tali motivi, comportino anche scelte discriminanti in mancanza delle quali non si capirebbe perché in una elezione si presentino due o più liste. Su un programma di questo tipo potrebbero anche realizzarsi delle convergenze tra forze politiche anche di diverso orientamento politico, seppur per periodi limitati, ma che discriminanti o aggregati dovrebbero essere, in ogni caso, le scelte, non il modo di realizzare il programma, in questo caso, dipenderebbe esclusivamente dalla capacità e dalla voglia di lavorare degli amministratori. Per questi motivi è fondamentale il ruolo dei partiti nella vita amministrativa.Gli interventi di Salvatore Loria(foto in basso) e Maria Giovanna Loria( foto in basso) sono stati un encomio al neo segretario, ringraziandolo per avere svolto un lavoro di “cucitura” nei rapporti tra cittadini di Santa Rania e Caccuri. A dover del vero più che Ilario Piccolo è stata Marianna Caligiuri che ha saputo intelligentemente adoperarsi per riportare serenità e dialogo in uno strato della popolazione, agguerrito per gli esiti delle ultime elezioni amministrative, anche se in questo delicato e complesso compito hanno lavorato entrambi. Conclusi gli interventi ha poi preso la parola Ilario Piccolo che ha esordito con il ringraziare tutti gli intervenuti e particolarmente i tesserati che con il loro voto lo hanno eletto segretario. Poi ha affronta la questione locale, del territorio e lo ha fatto con considerazioni e proposte che nascono dalla sua grande conoscenza dei problemi che affliggono Caccuri. “ Dopo gli incoraggianti segnali, ha affermato Ilario Piccolo, arrivati dalle primarie è giunto il momento di tornare tra la gente, per le vie del paese, nella frazione, chiedere partecipazione, includere e coinvolgere tutte quelle persone rimaste sulla porta, in attesa di novità” E l’essere continuamente presenti è sicuramente una delle tante medicine necessarie per guarire il paese. L’informazione e il contatto diretto aiutano a capire le esigenze e i bisogni della gente per poi programmare interventi concreti ed efficaci. Ma una buona parte del discorso di Ilario Piccolo è concentrato su come dovrà essere il PD di Caccuri. “ Vogliamo costruire un partito aperto, ha dichiarato il neo segretario, a quelle persone che intendono la politica come un servizio e non come un privilegio. Costruiremo insieme, e sempre in merito a come sarà il PD caccurese ha espresso il segretario Piccolo, un partito aperto, innanzitutto ai giovani, un partito composto da un gruppo dirigente giovane unito a persone che hanno sempre creduto nei partiti e portatrici di esperienze sane. Costruiremo un partito aperto, ai cittadini, alle associazioni che nel corso di questi anni hanno interpretato meglio la domanda di cambiamento, di un rinnovamento della politica e della società caccurese”. E sempre sulla necessità di dare il giusto valore alla politica Ilario Piccolo ha enunciato”La politica non è soltanto arroganza e privilegi, ruberie e fango. La politica è anche la gestione corretta dell’esistente, la capacità di dare le regole per il vivere civile e di cambiare quelle che non si adattano ai tempi. La politica è visione, una visione speciale del futuro. Un cammino da tracciare per i nostri figli e per quelli che verranno dopo di loro”. E il concetto sulla presenza dei partiti nella vita amministrativa di Caccuri si rafforza quando il segretario Ilario Piccolo ha pronunciato “ Forse quello che maggiormente è mancato in questi anni a Caccuri è stata proprio la presenza forte dei partiti. Da quando i partiti sono fuori dall’attività amministrativa è iniziato il lento e inesorabile degrado del nostro paese”. Saggia ed innegabile riflessione. Le vicende della Amministrazione in carica ne è una testimonianza lampante. Poi ha rivolto un appello a tutti coloro i quali desiderano lavorare per costruire e non distruggere guardando all’interesse generale, al bene comune, all’interesse dei cittadini. A riguardo Ilario Piccolo ha detto “ Se vogliamo cambiare veramente le cose, dobbiamo essere uniti, tutti insieme per affrontare e vincere questa dura battaglia per il cambiamento. Se il fine ultimo è il bene di Caccuri, non ci sono ragioni per andare divisi, troviamo insieme la strada per arrivare a questo ambizioso obiettivo, siamo in tempo per costruire la Caccuri del domani”. E termina il suo applaudito discorso con un monito “ Tutto questo è necessario per non trovarci domani a non saper giustificare un comportamento inerte davanti alle nuove generazioni, quando ci chiederanno come mai nessuno si fosse accorto di quello che stava succedendo”. Al lungo e caloroso applauso hanno fatto seguito gli abbracci e gli auguri dei numerosi presenti che sono poi rimasti a festeggiare insieme al segretario.

 

 

 

NUMERO: " LEGALE O MORALE "

E’ passato poco più di un anno dal nove agosto 2007. Da quando, Arcangelo Rugiero, sindaco di Caccuri, attraverso la guardia municipale, Libero Ventura, in quel caldo e afoso pomeriggio di agosto, notificava la revoca da vicesindaco e da assessore a Francesco Loria. Un provvedimento che aveva minacciato, in più occasioni, di mettere in atto. Si. Perché lui, il sindaco, non sopportava che il vicesindaco lo richiamasse ai suoi doveri di primo cittadino. Lui, il sindaco dalla lunga e sperimentata esperienza, non poteva accettare che il vicesindaco lo rimproverasse, in presenza degli altri assessori e di alcuni consiglieri, per le sue debolezze politiche dimostrate in occasioni in cui bisognava prendere decisioni, assumersi responsabilità, avere coraggio, affrontare con più energia e fermezza i problemi del paese. E per farsi ragione, accecato o meglio illuminato da un articolo sul campo sportivo, apparso su “ il crotonese”, a firma del vicesindaco, decide di attuare la vendetta che da sempre covava nel suo cuore contro quel vicesindaco di sinistra e rompiscatole. Questo atto lo galvanizzava, pensava di essere tornato il sindaco degli anni settanta, di avere una solida e compatta maggioranza. E lo faceva capire nel consiglio comunale quando nel motivare il provvedimento, sprigionava contentezza e soddisfazione per il raggiungimento del suo scopo. E faceva allegare al verbale le motivazioni che aveva scritto per essere preciso, per evitare di dire qualche inesattezza come ha fatto nel decreto di revoca assegnando a Loria Francesco deleghe che non gli aveva conferito. Pensava di andare avanti in armonia, di progettare e realizzare qualche progetto. Invece, le cose andarono diversamente da come lui aveva immaginato o meglio sperato. Litigi, litigi e solo litigi. E intanto indaffarato da questi “utili” problemi, dimenticava la sfida con l’ex vicesindaco che, al contrario, studiava le mosse da utilizzare per mettere in difficoltà il grande sindaco degli anni settanta. E finalmente, aggrappandosi alle dimissioni del vicesindaco Salvatore Isidoro, rassegnate qualche giorno primo, l’undici settembre scorso, Francesco Loria completava la sua rincorsa allo disfacimento della peggiore Amministrazione comunale che Caccuri abbia mai avuto. La mattina dell’undici settembre Salvatore Loria e Francesco Loria rassegnavano le dimissioni da consiglieri. Con questo atto si è ricomposto il gruppo di Santa Rania ed ha punito quel sindaco che approfittando di questa “divisione” ha proseguito il suo mandato elettorale sempre con lo stesso interesse e la stessa determinazione. E ora che sono emersi i limiti del grande sindaco ed è venuta a galla la verità che a bloccare l’attività amministrativa non era l’ex vicesindaco Francesco Loria, è legittimo urlare : Che soddisfazione! Che gioia immensa! Già Perché i lavori di quel consiglio in cui tanto accanimento è stato riservato a Francesco Loria, adesso possono essere conclusi in modo assai diverso. Al verbale di quel consiglio, oggi possiamo allegare una motivazione chiara, vera, incontestabile di poche righe, ma mortificanti e dure più di quelle che lui, il sindaco degli anni settanta, ha fatto, con un gesto di compiacimento, allegare dalla segretaria al verbale. Io la inizio così “ Caro sindaco, lei ha revocato la delega da vicesindaco a Francesco Loria perché bloccava l’attività amministrativa. Ma da quel giorno, Lei, quale progetto ha realizzato? L’assessore esterno, tanto voluto da Lei, come mai si è dimesso? Che fine ha fatto il finanziamento concesso dalla Provincia per allargare il tratto di strada vicino alla Santa Croce? Come mai non sono iniziati i lavori della palestra scolastica, nonostante siano stati appaltati? Come mai il campo sportivo è ancora in uno stato di abbandono nonostante la Cassa Depositi e Prestiti abbia concesso il mutuo? Questa volta non può dire che a bloccare tutto sia stato Francesco Loria!! Questa volta chi è il colpevole di turno? Caro sindaco, Lei, a questo punto, deve andarsene a casa perché il Suo rendimento non ha prodotto nessun beneficio al paese”. E voi, quali motivazioni adottereste? 

 

NOTTE BIANCA: 7 AGOSTO 2008

Anche a Caccuri, il 7 agosto, ha avuto luogo la notte bianca. Ad organizzarla è stata la Fondazione Terzo Millennio con la collaborazione delle associazioni culturali Universitas, Arco di Murorotto, GTMC, del comitato Rifiutiamo i Rifiuti e del Gruppo Danza Moderna e con il patrocinio della provincia di Crotone e il comune di Caccuri. In modo particolare l’associazione organizzatrice ringrazia l’assessore provinciale al turismo, Carlo Colucci , per l’attenzione riservata alla richiesta di contributo avanzata dall’associazione caccurese. La manifestazione è iniziata nel tardo pomeriggio con alcuni giochi popolari, svolti nel piazzale Convento, sotto lo sguardo attento e divertito dei numerosi presenti. Poi il programma è proseguito in Piazza Umberto I° con la commedia in vernacolo “ A gioventù ieri er’oie”, scritta e diretta da Anna Calfa. La tematica trattata riguardava il rapporto tra un nipote e un nonno. Il giovane non prendeva mai in considerazione i consigli del nonno, poi, dopo un incidente, ha capito che il nonno andava ascoltato. La rappresentazione è stata seguita da tantissime persone che hanno trascorso poco più di un’ora in modo spensierato. In contemporanea lungo il Belvedere venivano esposti prodotti tipici caccuresi e calabresi. Ma il momento clou della manifestazione è stato il concerto di musica classica e leggera presentato dai maestri Gino Mastracolo alla chitarra e Paolino Copetto al mandolino nel Bastione del castello medievale. Prima di iniziare il concerto Luigi Ventura, presidente della Fondazione Terzo Millennio, nel dare il benvenuto ai numerosi presenti, ha sottolineato il fatto che all’organizzazione dell’evento hanno partecipato tutte le associazioni caccuresi. Poi Francesca Chillemi ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile organizzare la manifestazione, in modo particolare la famiglia Fauci per l’ospitalità, l’assessore provinciale Colucci, le Forze dell’ordine e il comune di Caccuri. Dopo il concerto i gruppi di musica rock alternative Last Revange, the Blast, Appetite for Destruction, Over 90, hanno intrattenuto con la loro musica la folla presente formata soprattutto da giovani. Un evento che ha riscosso un notevole successo sia per la presenza dei partecipanti e sia per l’ottima organizzazione. Un evento che ha animato Caccuri, regalando momenti di cultura, di arte, di musica, di sport e soprattutto la possibilità a vecchi amici di ritrovarsi seduti attorno ad un tavolo raccontandosi i fatti vissuti nel tempo passato bevendo una birra fredda.

 

 

Nella foto: Luigi Ventura, Romeo Fauci e consorte mentre ascoltano il concerto di musica classica e leggera presentato dai maestri Gino Mastracolo alla chitarra e Paolino Copetto al mandolino nel Bastione del castello medievale

 

 

 

“CUI PRODEST? IL POPOLO CAPIRA’ E DECIDERA’…..” *

Si è deciso di intervenire solo ora nelle vicende amministrative degli ultimi tempi, perché non è sintomo di rispetto soprattutto verso se stessi il pontificare inutile prima che un evento raggiunga il suo naturale epilogo. C’è infatti un momento in cui risulta doveroso tacere ed un altro in cui è altrettanto doveroso esternare i propri pensieri allo scopo di fare un’analisi lucida dei fatti con cui ci si misura.
Gravissime risultano le considerazioni svolte dal Sindaco nella lettera di dimissioni presentata in data 24 settembre 2008, crudele e tragica la stigmatizzazione di un fallimento amministrativo con l’elencazione di alcune cause volutamente esagerate ed esasperate circa le loro ripercussioni nello svolgimento del mandato ed al contempo con la ricercata volontà di tacerne altre, forse ben più gravi.
Eppure, nonostante la stessa vacuità dei pretesti accampati, alcuni elementi oggettivi venivano riportati a giustificazione flebile e grottesca di un irrimediabile disastro.
Nulla da allora risulta cambiato:
Ora come allora rimangono valide ed operanti le dimissioni dei consiglieri Isidoro, Loria Francesco e Loria Salvatore, invero immediatamente irrevocabili;
Ora come allora il Prof. Mario Murgia non siederà mai sugli scranni cigolanti del gruppo di maggioranza Progetto per Caccuri.
Risulta quindi naturale chiedersi : CUI PRODEST? A CHI GIOVA? Quali sono i reali motivi sottesi alla revoca repentina e NOTTURNA delle “rassegnate” dimissioni?
Si è deliberatamente iniziata questa nostra con le espressioni poste in calce alla lettera presentata dal sindaco perché, nonostante questa sia rimasta un mero esercizio stilistico senza alcun seguito, pur tuttavia offre uno spunto interessante, quasi freudianamente da la chiave di lettura degli eventi futuri; tutto può essere infatti rettificato e modificato, ma non la certezza che quanto più le azioni umane rimangono inspiegabili ai molti tanto più giovano agli interessi dei pochi.
Alla fine di questo scellerato balletto, rimangono tuttavia alcuni dati certi:
1. Questa amministrazione non ha adottato una solo delibera di giunta da luglio;
2. I servizi già carenti sono ulteriolmente diminuiti ed alcuni spariti.
1. Il Sindaco non ha più una maggioranza in Consiglio Comunale e mai l’avrà, con la conseguente implicazione che dovrà agire sempre in seconda convocazione.
2.Il Consiglio Comunale non vede più la presenza di un solo rappresentante della Frazione di Santa Rania, sintomo questo della frattura che si è creata con la frazione ed al contempo del fatto che i superstiti parlano sempre più per se stessi e sempre meno per la collettività.
Questa maggioranza, assolutamente incapace di operare ha malamente inteso i propri doveri e si limita a considerare compito unico e solo quello di arrivare alla fine del mandato, come se i cittadini conferissero la rappresentanza con l’unico fine di essere certi che le poltrone rimangano occupate per i tempi canonici, come se garantito oggi l’ adempiendo di quello, i cittadini si sentissero finalmente al sicuro e protetti sotto quella che è solo una coltre di bugie, confusione e continue guerre fratricida e senza quartiere.
Probabilmente il Sindaco ed i suoi Consiglieri (comunali ed esterni, semmai ve ne sono rimasti)avrebbero almeno potuto evitare ai cittadini di Caccuri questa ultima inutile e ridicola farsa; ed altrettanto probabilmente il primo cittadino, avrebbe dovuto rimettere la grave crisi al consiglio comunale,organo principe di ogni ente ed al contempo baluardo ultimo ed estremo della democrazia.
E’ infatti ulteriormente oltraggioso che il tutto sia stato “Sanato”nelle segrete stanze con un’azione terminata nel cuore della notte, con il modo di fare tipico di chi considera la politica fatto privato e personale e non arte nobile che riceve consacrazione solo dall’essere esercitata alla luce del sole.
C’è un momento per tacere, uno per parlare ed uno in cui è necessario rassegnare le proprie scuse ed andare via ed un uomo deve essere sempre in grado di distinguere un’ora dall’altra se non vuole fare , parafrasando il celebre Totò, la figura del semplice e tronfio caporale.

 

MANIFESTAZIONI

Chi, in questa prima metà di agosto, era a Caccuri ha sicuramente visto gli spettacoli che sono stati presentati. E chi era presente alla messa in scena di queste manifestazioni ha certamente trascorso momenti di autentico relax. Spettacoli intelligentemente organizzati. Nulla è stato sbagliato. Tematica, scenografia, trucco, regia, interpretazioni magistrali, accoglienza e ordine da favola. Un lavoro riuscito nonostante la sua intrinseca complessità. Un lavoro che merita un encomio. Un encomio vero, autentico, non di facciata o di circostanza. E noi di “ santarania.it” ringraziamo con onestà intellettuale le associazioni: GTMC, Arco di Murorotto, Terzo Millennio, per avere offerto, ai numerosissimi spettatori intervenuti, questo spettacolo che poteva essere presentato anche ad un pubblico specialista. Ma ringraziamo queste associazioni anche perché, con il loro lavoro, hanno evitato a tanti concittadini emigrati di passare serate monotone, senza un minimo di divertimento. E questo perché il programma dell’Amministrazione comunale deliberato non ha, per il momento, rispettato luogo, date e orario stabilito. Per il momento l’Amministrazione comunale è completamente assente; sembra che abbia deciso di assumere le sembianze di un fantasma timido, pauroso che preferisce stare lontano dai luoghi frequentati. Chissà per quale motivo! Per fortuna che ci sono le Associazioni culturali che sopperiscono alle mancanze di questa Amministrazione. E il programma inizia con la manifestazione “ Notte Bianca” di altissima qualità per la varietà degli spettacoli presentati in una notte che per i caccuresi è diventata storica. Alla realizzazione di questa novità hanno partecipato tutte le associazioni culturali caccuresi. Poi ha fatto seguito, qualche giorno dopo, la rappresentazione teatrale “ Rocco di Montpellier” sulla vita e le opere di San Rocco , patrono di Caccuri . Ad organizzarla sono stati il Comitato Festa San Rocco e l’Associazione culturale “GTMC. Successivamente ha avuto luogo la “ Giornata Medievale” organizzata dall’Associazione “ Arco di Murorotto” che ha portato a Caccuri tantissima gente. Una manifestazione che è ormai una tradizione che riscuote sempre più successo. E’ uno spettacolo che diverte ed istruisce attraverso la messa in scena di momenti della vita medievale come il torneo, il combattimento, l’investitura e gli sbanderiatori. La commedia scritta e diretta da Giuseppe Marino, “ Caccuri 'e 'na vota” ha messo in evidenza la vita quotidiana di Caccuri della primavera del 1946. E’ un altro successo di Peppino Marino e della associazione culturale “ Arco di Murorotto”. Tra gli attori che hanno recitato in questa rappresentazione citiamo Loria Maria Rosae Loria Antonella per la loro magnifica interpretazione nonostante fossero delle esordienti. All’amico Giuseppe Marino vogliamo invitarlo a continuare a scrivere commedie in vernacolo. Attraverso le sue opere, messe in scena, tante persone sia giovani che meno giovani, apprendono la storia di Caccuri. Se smetti, caro amico Peppino, è come se venisse chiusa una speciale biblioteca in un paese dove, in questi tempi, è sempre più difficile trovare interlocutori disposti a fare e promuovere cultura. Ripensaci!

 

 

 

 

 

 

 

LA MAGGIORANZA ABBANDONA IL CONSIGLIO

E’ finito in anticipo, tra urli, accuse ed insulti, il consiglio comunale di Caccuri di mercoledì scorso. All’origine dello scontro la sconcertante ed imprevedibile decisione della maggioranza( nella foto)di far saltare il numero legale per togliere la possibilità di discutere i punti all’ordine del giorno proposti dalla minoranza. Erano sette punti, tutti di interesse pubblico, che riguardavano opere finite e in fase di realizzazione e servizi ugenti non ancora attivati. I tre consiglieri Maria Grazia Pignanelli, Mario Pisano, Franco Lacava e i due assessori, Salvatore Guzzo ed Enrico Falbo, hanno preferito voltare le spalle ai problemi dei cittadini, in cambio, probabilmente, di una squallida rivincita sulla minoranza perché come ha riferito nel corridoio, il sindaco, in un momento di rabbia, il giorno prima i consiglieri di minoranza avevano, con la loro assenza, reso infruttuosa la seduta consiliare. Erano stati approvati i primi quattro punti presenti all’ordine del giorno quando l’assessore Falbo, prendendo spunto della comunicazione di Marianna Caligiuri alla segretaria di assentarsi momentaneamente dal consiglio, chiedeva una interruzione di dieci minuti dei lavorii. La proposta veniva accettata da tutti. E così mentre la maggioranza raggiungeva il piano di sopra, la minoranza e il pubblico presente si sono soffermati nello spazio antistante la sala consiliare del pian terreno. Dopo alcuni minuti i consiglieri di maggioranza con passo svelto raggiungevano l’uscita anziché la sala consiliare. Stavano andando via sfidando la pioggia che in quel momento cadeva a dirotto. Andavano via in fretta e silenziosamente come chi doveva nascondersi per avere assunto un atteggiamento che non aveva nulla a che fare con il buon senso e la democrazia. E a loro ha fatto seguito il consigliere Domenico Sperlì rimbeccato dalla minoranza. Tra la confusione generale rientravano nella sala consiliare il sindaco, l’assessore esterno Mirandi, la segretaria, i consiglieri di minoranza e il pubblico. Ma le proteste dei tre consiglieri di minoranza non si placavano e il sindaco, dava ordine alla segretaria di fare l’appello per verificare la legittimità del Consiglio comunale. E constatato che non c’era più il numero legale il sindaco dichiarava sciolta la seduta. E a contestare il sindaco, a questo punto, non erano più solo i consiglieri di minoranza, ma anche il pubblico presente che non ha gradito il comportamento della risicata maggioranza. Ma vediamo che cosa è stato discusso e deliberato con l’approvazione dei primi quattro punti all’ordine del giorno. Il primo, il secondo e il quarto che rispettivamente riguardavano i verbali della seduta precedente; la comunicazione del sindaco della nomina dei nuovi assessori e rispettive deleghe, la richiesta del comune di Savelli di adesione al P.S.A. venivano approvati in pochissimi minuti, mentre il terzo “ Bilancio di previsione 2008. Stato di Attuazione dei programmi. Ricognizione equilibri finanziari.- Salvaguardia artt. 193 e 194 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Variazione di bilancio” è stato oggetto di discussione che alcune osservazioni della minoranza non hanno avuto una risposta chiara ed esauriente da parte del sindaco. Il punto in discussione riguardava un debito fuori bilancio relativo a spese legali di circa otto mila euro. Marianna Caligiuri, capogruppo della minoranza, ribadiva alla segretaria, che dava l’impressione di essere lei a condurre i lavori del consiglio, che il debito andava riconosciuto nel 2007. Anche Ilario Piccolo faceva rilevare che la copia della proposta di deliberazione del sindaco consegnata alla minoranza era incompleta, mancava una pagina. E su questo, come al solito, la manchevolezza era di qualche dipendente comunale. Ma la proposta di delibera del sindaco, letta dalla segretaria, ha indicato i capitoli, dopo aver fatto una serie di considerazioni tutte a sostegno del movimento di fondi, da dove prelevare i finanziamenti per effettuare la variazione di bilancio. E nella variazione di entrata è contenuto l’avanzo di amministrazione del 2007 di euro 12.397, la riscossione di crediti ( Endesa Italia spa) di 66.650 euro e proventi diversi di euro 19.439 mentre nella variazione di spesa si è proposto di aumentare il capitolo relativo agli organi istituzionali - prestazioni di servizi di 16.827 euro, il capitolo organi istituzionali – imposte e tasse di 1.820, il capitolo relativo alla segreteria generale – prestazione di servizi di 8.870, il capitolo altri servizi generali – imposte e tasse di euro 3.700, il capitolo assistenza scolastica - prestazione di servizi di euro 1.192, il capitolo viabilità – prestazione di servizi di euro 1.500. Per aumentare queste voci del bilancio sono state diminuite quelle relative alla scuola materna – acquisizione beni immobili di euro 23.000, assistenza scolastica – assistenza scolastica – acquisizione di beni immobili di euro 10.650, viabilità – acquisto di beni specifici di euro 18.000, parchi e giardini – acquisizione beni immobili di euro 15.000. Le tre ultime voci di capitolo sono rimaste completamente senza un solo centesimo. In pratica con questa variazione di bilancio i consiglieri di maggioranza hanno consentito di pagare gli arretrati del sindaco, della segretaria anziché realizzare quelle opere programmate con i 66.650 euro provenienti dall’ Endesa Italia spa. E appena hanno raggiunto il loro scopo con l’approvazione dei quattro punto all’ordine del giorno proposti dalla maggioranza hanno escogitato quel piano che ha il sapore di una vera e propria sceneggiata per poi andarsene fuggendo come degli intrusi preoccupati di essere scoperti. Non hanno voluto discutere del depuratore Zifarelli, della Palestra scolastica, dell’esproprio del terreno in località Bruciarello, dei lavori di consolidamento costone roccioso Serra Grande, dei lavori di consolidamento costone roccioso in località Santa Filomena, dell’attivazione dei servizi di refezione scolastica e trasporti alunni a Caccuri e Santa Rania, dei lavori di rifacimento rete idrica a Santa Rania e ripristino manto stradale. Per loro è stato più importante risolvere i problemi relativi agli arretrati. Solitamente ad abbandonare la sala consiliare sono i consiglieri di minoranza perché la maggioranza, essendo tale, non dovrebbe avere nessun problema nell’affrontare un punto all’ordine del giorno: può approvarlo o non approvarlo. Perché dovrebbe evitare il confronto? A Caccuri in questo periodo succedono tantissime cose strane ma finora non era mai successo che la maggioranza del consiglio comunale abbandonasse la sala consiliare lasciando il sindaco in balia degli attacchi della minoranza

 

LA VERITA'

Le bugie hanno le gambe corte, tutti i nodi arrivano al pettine. Due proverbi, inventati da antichi saggi, a sostegno del trionfo della verità. Nessuno, quindi, nemmeno i più furbi, possono scampare al giudizio rigoroso e giusto di questo naturale e severo processo di giustizia. Scaricare la colpa agli altri è la scelta più infelice che si possa fare.Questo una persona intelligente dovrebbe saperlo. Eppure, questa estate, qualche notabile di Santa Rania, ha tentato di attribuire la responsabilità della revoca di vicesindaco e di assessore del consigliere Francesco Loria al solito pappagallo di turno.A distanza di mesi, a mente serena e alla luce di nuovi ed importanti retroscena, la verità è venuta a galla. L’artefice del fatto più eclatante del 2007 non è stato il sindaco. Del resto il sindaco e il vicesindaco, problemi relativi al metodo di amministrare, li hanno avuti sin dall’inizio della legislatura. E nessun provvedimento è stato preso. Le divergenze amministrative, il sindaco non le ha avute solo con Loria ma anche con Falbo. Del resto è noto a tutti che il sindaco qualche settimana prima di Pasqua voleva revocare a Falbo la delega di assessore. Poi, un efficace e determinato intervento politico del PDM, ha fatto ritrattare al sindaco quella posizione. La situazione politica è poi peggiorata con la nomina dell’assessore esterno. I litigi politici all’interno della Maggioranza non sono diminuiti, la Giunta non ha lavorato come si sperava e nuove difficoltà sono state aggiunte a quelle già esistenti. Nasce il problema del revisore dei conti: parentela tra il vicesindaco e il revisore dei conti. E su questa scoperta lavorano con scaltrezza alcuni “falsi” amici. Il revisore dei conti deve essere un professionista che non ha parenti all’interno della Maggioranza. Il vicesindaco deve essere revocato dall’incarico e dalla delega di assessore. Un programma con qualche difficoltà ma non impossibile. E così, dopo una serie di incontri a cui ha partecipato anche qualcuno di Santa Rania, è stato dato il via alla più meschina ed infame azione politica mai successa a Caccuri. L’ostacolo più arduo è stato quello di riportare nelle proprie file l’assessore Falbo che, fino a pochissimi giorni prima della votazione in Consiglio, sosteneva l’ex vicesindaco Loria. A Santa Rania, invece, una singolare coppia “ Fantozzi e Chioccia” ha lavorato con grande abilità per convincere anche con visite casalinghe, l’altro assessore che ancora dimostrava qualche perplessità sull’operazione. Alla fine si concretizzava il piano politico di chi a parole dichiarava amicizia e lealtà separando " Jeppu e jumara e corchja e nucilla” elementi di intralcio e soprattutto difficili da gestire. Un disegno politico che non ha solo spaccato Santa Rania ma soprattutto ha creato problemi relazionali in alcune famiglie che difficilmente il tempo potrà risolvere. Un rischio che gli autori sapevano di correre eppure sono andati fino in fondo. Allora viene spontaneo chiedersi: qual è il vero fine di questa operazione politica? Quale interesse nasconde? Quale pietanza bolle in pentola? Se è vero come è vero che ogni “ fimmina prena figliari”, scoprire il vero traguardo di questi “falsi” amici dovrebbe essere alla portata di qualsiasi intelligenza. Intanto c’è da dire che su 36 delibere di Giunta solo qualcuna riguarda Santa Rania.

 

 

L'INCUBO DEI GRILLI

I grilli sono ricomparsi. A dirlo sono alcuni cittadini di S. Rania che hanno manifestato anche forti preoccupazioni. E se per caso le supposizione esternate dovessero verificarsi, gli agricoltori caccuresi potrebbero rivivere una primavera simile a quella di cinque anni fa quando queste cavallette non solo hanno arrecato danni consistenti alle varie coltivazioni ma hanno rappresentato anche una seria minaccia per la popolazione in quanto sono giunte a pochi chilometri dal paese. Attualmente si troverebbero lungo il versante del Neto, ricadente in territorio comunale di Caccuri. Ma già saltellano, non in numero considerevole, tra l’erba cresciuta lungo gli argini della strada che collega la Superstrada a Cotronei. Ritorna, così, dopo qualche anno, l’incubo delle voraci cavallette. Una paura che tormenta agricoltori ed allevatori che ancora oggi non riescono a dimenticare l’invasione dei grilli di qualche anno fa. Un ricordo amaro contrassegnato dalla perdita di raccolte di prodotti agricoli e soprattutto dell’insufficiente intervento delle Autorità che non sono riuscite, nonostante gli insetticidi nebulizzati con l’ausilio di un elicottero, ad eliminare o per lo meno bloccare l’invasione delle cavallette. Per adesso, saltellano in quella striscia di terreno che un tempo è stata il letto del fiume Neto, confinante alla strada provinciale che dalla Superstrada porta a Cotronei. Sono lì fermi perché in quel tratto di strada provinciale sono in corsi lavori di ammodernamento per cui la presenza di operai e soprattutto di mezzi meccanici impediscono a questi animaletti alati di oltre passare la strada. Il rischio che questi grilli possano moltiplicarsi in poco tempo esiste concretamente. Ma non solo. Se non si interviene subito, impiegando idonei ed efficaci strumenti, tra qualche settimana, con l’aumento della temperatura, invaderanno tutta la zona e allora fermarli sarà assai problematico.

 

I GRILLI CI SONO

 

Che spettacolo! Che straziante spettacolo! Una povera e indifesa pianta d’ulivo assalita da un esercito di grilli. Salgono, a piccole zampate, arrampicandosi al tronco fino a raggiungere i rami più alti. E tra le fronde verdi cariche di fiori si muovono lentamente tra una foglia e l’altra danneggiando la pianta e mettendo anche a rischio una possibile inattesa raccolta di ulive. Tutto questo avviene in località “ Forestella ” a pochi chilometri dal bivio tra la strada provinciale n° 32 e quella che porta a Cotronei. I protagonisti dello spettacolo sono quelle cavallette avvistate qualche settimana fa da alcuni cittadini di Santa Rania. Sono quelle che da alcuni anni perseguitano agricoltori e allevatori. Sembrava fossero state eliminate, invece sono ricomparse in numero assai più consistente di quello di cinque anni fa. I sassi presenti lungo gli argini della strada sono ricoperti di questi insetti tanto che sembrano essere stati verniciati di marrone. Mentre il manto stradale, in quel tratto, sembra essere tappezzato con queste cavallette. Attratte dal caldo della catrame, sulla strada restano immobili, finché non vengono disturbate dal passaggio di qualche auto che inevitabilmente ne schiaccia una quantità considerevole. Per il momento, per combattere questa invasione di grilli, non è stato fatto nulla. Alcuni cittadini, ma soprattutto agricoltori e allevatori, hanno manifestato l’idea di richiedere, attraverso i Consiglieri comunali, la convocazione straordinaria del Consiglio comunale. E’ una proposta seria, condivisibile che obbliga l’Amministrazione comunale ad intervenire concretamente per trovare strumenti e mezzi idonei alla eliminazione delle cavallette che sono lontane di qualche chilometro dal centro abitato di Santa Rania. L’invasione dei grilli è, per certi aspetti, una calamità naturale perché produce danni consistenti alle coltivazioni e soprattutto potrebbe essere causa di epidemie. Responsabile del territorio comunale è il sindaco, per questo il suo intervento è un obbligo istituzionale. Non si possono lasciare da soli agricoltori e allevatori a contrastare un fenomeno, l’invasione dei grilli, che è diventato un assillante problema che mette a rischio tutto il lavoro di un anno di fatiche. Bisogna assolutamente reagire. Stare a guardare o dare risposte di circostanza non è più possibile. I grilli silenziosamente avanzano distruggendo orti, erba da fieno, seminati e, ora anche piante d’ulivo. Un disastro che ancora è possibile evitare. Ma urge un intervento deciso, mirato, forte, sempre sotto osservazione. Le responsabilità non possono essere adattate mettendo in atto il solito “scarica barile”. Così facendo verrebbe annunciato automaticamente menefreghismo e indifferenza verso una categoria di lavoratori che sono stati anche accaniti sostenitori di questa Amministrazione comunale.

 

 

 

 

 

ASSEMBLEE PUBBLICHE:
Condanna unanime

Il weekend del 18 e 19 ottobre è stato vivacizzato dalla politica. Due assemblee pubbliche sono state tenute. La prima, sabato 18, a Caccuri; la seconda domenica 19, a Santa Rania.. A promuoverle ed organizzarle è stato il Partito Democratico caccurese. L’argomento affrontato e discusso nei due incontri è stato il ritiro delle dimissioni del sindaco.
In entrambi gli incontri è stato alto e duro il tono usato per condannare l’atteggiamento del sindaco che di notte, a qualche decine di minuti dallo scadere del tempo a disposizione per stabilire se ritirarle o confermarle, ha sbalorditamene deciso di continuare il suo mandato elettorale. Una decisione che ha fatto scalpore più della lettera di dimissione. Significative, in merito, sono le affermazioni di Ilario Piccolo “ Bisogna riconoscerglielo, Rugiero ha avuto il merito di aver trasformato l’istituzione Comune di Caccuri in un teatrino”. E la vicenda del ritiro delle dimissione somiglia ad una rappresentazione teatrale a tre atti. Il primo rappresenta la presentazione delle dimissioni al protocollo dell’Ente; il secondo alle varie lettere spedite alle Istituzioni; il terzo al ritiro delle dimissioni attuato di notte e a pochi minuti dalla scadenza. Azioni contrastanti che dimostrano incertezza ma anche attaccamento alla poltrona. E sempre Ilario Piccolo, commentando il ritiro delle dimissioni del sindaco afferma “ L’irresponsabilità di Rugiero mal si concilia con il ruolo istituzionale di primo cittadino. Un Sindaco deve tutelare gli interessi generali della comunità amministrata prima di ogni cosa, anche del proprio interesse politico alla sopravvivenza. Chi dimostra, come Rugiero, di non avere siffatta concezione del ruolo pubblico, non merita il nostro rispetto istituzionale, perché tradisce alla radice il senso della democrazia e della civile convivenza”. E anche alcuni cittadini che sono intervenuti, hanno espresso giudizi negativi sul ritiro delle dimissioni del sindaco. E i motivi delle dimissioni del sindaco sono a conoscenza dei presenti quando Marianna Caligiuri legge la lettera del sindaco. Si apprende così che il fallimento di questa Amministrazione, il sindaco vorrebbe affibbiarlo ai consiglieri di Santa Rania. E i cittadini di Santa Rania che hanno partecipato numerosi alla assemblea di domenica scorsa, hanno risposto con toni appropriati al primo cittadino di Caccuri che ha portato solo disguidi all’interno della popolazione della frazione. E le affermazioni di Ilario Piccolo “Vi è il tentativo di voler dimostrare a tutti i costi che si può detenere il potere ignorando una buona parte della comunità di Caccuri, creando uno steccato tra Caccuri e la sua frazione. Si vuole, per giustificare il fallimento politico di questa amministrazione addossare la colpa ai rappresentanti di Santa Rania. Adesso per giustificarsi, affermano che i consiglieri di Santa Rania tenevano sotto scacco il sindaco, i quali, non facevano altro che fare continuamente richieste e se queste non venivano accolte minacciavano le dimissioni. Noi, pensiamo che le cose non stanno così come li vanno dicendo. Ai consiglieri di Santa Rania va riconosciuto invece, il merito di aver avuto il coraggio di denunciare ai cittadini di Caccuri l’impossibilità di amministrare, per tanti fattori interni alla stessa compagine amministrativa. Ora vi pongo una domanda: si può avere la presunzione che si possa amministrare un paese ignorando una realtà come Santa Rania? Si può pensare di costruire qualcosa per il futuro di Caccuri senza il coinvolgimento di Santa Rania?” E ancora su questo argomento è stato rassicurante l’intervento di Marianna Caligiuri che con grande umiltà ha chiesto scusa ai cittadini della frazione per quanto è successo e sta succedendo. Nello stesso tempo ha garantito che i consiglieri di opposizione rappresenteranno in Consiglio comunale le richieste e i bisogni della popolazione di Santa Rania. Dopo sono intervenuti Isidoro Salvatore che ha fatto una analisi della sua esperienza amministrativa. E ha poi anche aggiunto che non si è riusciti a fare per che si passava troppo tempo a litigare. A lui ha fatto seguito Francesco Loria che ha ribadito ad alcune accuse del sindaco fatte nella sua lettera di dimissioni affermando che il fallimento di questa Amministrazione va cercato tutto nella persona del sindaco. Poi sono intervenuti Salvatore Loria e Maria Giovanna Loria che hanno messo in evidenza il degrado in cui il paese si trova.

 

 

 

INCENDIO ............ pauroso

Le due squadrfuoco3.jpg - 22.41 Kbe antincendio, la numero 21 di Caccuri dell’AFOR e la numero 25 di Cerenzia del Consorzio di Bonifica “ Valle di Neto”, e la K5 squadra addetta alla guida dell’autobotte, hanno domato, lo scorso martedì pomeriggio verso le 17,00, un incendio, in località S. Nicola, zona periferica residenziale del comune di Caccuri. A dare l’allarme sono stati dei cittadini che hanno richiesto l’intervento degli operai idraulici forestali, in questo periodo utilizzati per l’emergenza fuoco, sono stati alcuni cittadini che abitano nella zona. Appena giunte sul posto, le due squadre hanno, per prima, circoscritto l’incendio per salvaguardare sia le abitazioni e sia per impedire alle fiamme di espandersi ulteriormente. Un intervento assai difficile a causa della natura scoscesa della zona, per questo, incolta e lasciata in preda alla vegetazione abbondante di erbaccia secca e di folti cespugli che hanno favorito e alimentato il fuoco. Tuttavia, gli operai, come dei veri professionisti, con l’ausilio dei pochi mezzi a disposizione, hanno creato delle “strade” lungo le estremità della superficie colpita dall’incendio, per impedire alle fiamme, alte e poderose, di raggiungere le abitazioni. Determinante è stata la squadra K5 che con l’autobotte, percorrendo stradine che accedono alle abitazioni, ha raggiunto la parte superiore della zona incendiata e da questa posizione ha potuto contenere le fiamme che hanno distrutto qualche filare di vigna e alcuni alberi da frutta. L’incendio verso le 22.00, dopo cinque ore di intenso e pericoloso lavoro, era completamente domato. Ancora una volta, grazie alla presenza nel territorio delle squadre antincendio, si è potuto domare un incendio che poteva causare ingenti danni. Sul posto si sono recati il sindaco di Caccuri, Arcangelo Rugiero, I Carabinieri della Stazione di Caccuri e la Polizia municipale di Caccuri. Il giorno dopo, lungo gli argini della strada statale 107 che porta a Cotronei, si è sviluppato un altro incendio che ha bruciato alcune piante di ulivo. A spegnere il fuoco, avvertiti da alcuni cittadini, sono stati i vigili del fuoco di Petilia Policastro, la squadra antincendio di Caccuri e quella di Petilia Policastro. Anche in questo caso è stato prezioso l’intervento delle squadre antincendio che prontamente si sono recate sul posto impedendo alle fiamme di svilupparsi. I Vigili del fuoco, oltre a gettarsi con la pompa dell’acqua tra le fiamme, hanno anche regolato il traffico che in quel tratto, curva e lavori in corso, era reso pericoloso.

 

 

 

 

IN ATTESA ..... succede....

 

Più si accorcia il tempo, più s’intensificano le riunioni, più proposte nascono. Un susseguirsi di relazioni, di contatti, di candidature. Un lavoro frenetico, impegnativo che riserva, certe volte, anche qualche sorpresa. Tipico, diremo, calendario pre-elettorale. E in questo contesto politico di ricerca della migliore proposta da sottoporre alla autorevole attenzione del popolo caccurese, di tanto in tanto, una voce esile, timida osa, con impudente sfrontatezza, acclamare una sua eventuale scesa in campo sorretta dal favore del popolo. Un puro caso di presunzione. Una pietosa esternazione che traccia la personalità di un essere che non riconosce i propri limiti. E se questa sua misera autostima è sufficiente ad appagarlo, a renderlo felice, noi, con molta modestia e benevolo altruismo, facciamo finta di non sentire, di non vedere, di non parlare. E nell’attesa di tempi con meno parole e più fatti, rimarchiamo l’assenza degli attuali amministratori nelle riunioni che sinora sono state organizzate sia dai Partiti politici e sia dal gruppo di giovani, promotori della iniziativa ” Costruiamo un Progetto”. Un’assenza che si presta a più commenti. Forse, però, quello che più sembrerebbe vicino alla verità, potrebbe essere un ritiro dalla vita politica attiva, scaturito dalla esperienza maturata in questi cinque anni di amministrazione.

 

 

CACCURI

Un gruppo di balordi, martedì sera, hanno quasi demolito lo scuolabus del comune di Caccuri, adibito al trasporto degli alunni della frazione di Santa Rania. L’atto incivile ed incomprensibile è accaduto probabilmente verso le 19,00. Una mezzora presumibilmente è stata sufficiente per mettere fuori servizio lo scuolabus che come tutte le sere, dopo il trasporto dei bambini, era stato parcheggiato dall’autista Peppino Loria all’interno del locale sotterraneo dell’edificio scolastico. Nessuno poteva immaginare che qualche ora dopo sarebbe stato il bersaglio di alcuni malintenzionati. A recarsi per primo sul posto è stato lo stesso autista che verso le 19,30 riceveva una telefonata da una persona che lo avvertiva di aver visto torce illuminate e sentito forti rumori provenienti dal garage dove era posteggiato lo scuolabus. Ma sul luogo dell’accaduto il conducente non trova più nessuno se non la constatazione sconcertante dello stato malridotto dello scuolabus. Preoccupato, informava gli amministratori che sopraggiungevano quindici minuti dopo insieme al vigile urbano Giuseppe Napoli. Un breve sopralluogo e arrivava il comandante dei carabinieri della locale stazione, il maresciallo Merandi, che ispezionava con l’ausilio di alcuni strumenti lo stesso scuolabus e il luogo circostante al garage. I malviventi hanno raggiunto il garage percorrendo un viottolo tra gli ulivi che collega la scuola alla strada provinciale n. 32 dove probabilmente hanno lasciato il loro automezzo. Una serie di impronte di piedi avvalorano l’ipotesi. Poi si sono introdotti nel cortile dell’edificio scolastico scavalcando la rete di recinzione, alta poco più di un metro, del lato sud, quello più nascosto. Dopo di che hanno sollevato la saracinesca senza dover fare nessun sforzo in quanto, una volta parcheggiato lo scuolabus, viene solo abbassata perché sprovvista di qualsiasi sistema di chiusura. Entrati nel garage, illuminato da alcuni di loro con le pile, hanno subito incominciato a sferzare con una mazza e un piccone colpi all’indifeso scuolabus. In breve tempo, questi individui infuriati, senza paura, decisi a portare a termine il loro obiettivo, hanno messo fuori servizio lo scuolabus fracassando il vetro anteriore, il cruscotto e i vetri dell’uscita di sicurezza, rompendo le frecce e la porta, piegando i tergicristalli, facendo tagli alla tappezzeria e alle poltroncine, rubando lo stereo e la bombola antincendio usata per colorare il muro esterno dell’edificio scolastico. E prima di andare via, in fretta, perché scoperti hanno avuto il tempo di fracassare il vetro della finestra di un altro locale contiguo al garage. Complessivamente la meschina azione di questi vandali ha procurato un danno di circa settemila euro. Perché e chi ha commesso questo deplorevole gesto è difficile appurarlo. Certamente dietro questo gesto c’è un movente, un motivo che ha indotto questi vandali a mettere fuori servizio lo scuolabus appiedando i bambini della frazione. C’è chi pensa che siano state gente del posto ma se si considera che alcune mamme di bambini di Santa Rania hanno una denuncia in corso per avere bloccato, in segno di protesta, qualche anno fa, lo scuolabus perché assicurava, mancando quello di Caccuri, il servizio nel capoluogo e non nella frazione, si capisce quanta importanza è data al servizio di trasporto per cui nessuno del luogo avrebbe motivo per compiere un gesto simile. Ora, comunque la Giunta Rugiero dovrà impegnarsi al massimo per riparare lo scuolabus per garantire il servizio di trasporto dei bambini della scuola dell’infanzia e della primaria di Santa Rania che nel frattempo dovranno essere accompagnati a scuola dai loro genitori.

 

Caccuri: Il Capoluogo

Caccuri, situato nell’Alto Crotonese ad oltre 600 metri s.l.m., è abitato da circa 1.750 anime. Ha una superficie di 57,27 Kmq. e confina con i comuni di Cotronei, Roccabernarda, S. Severina, Belvedere Spinello, Castelsilano, Cerenzia e San Giovanni in Fiore. Ha un territorio ricco di risorse naturali che non sono mai state valorizzate nonostante siano sempre state inserite nei programmi amministrativi, presentati ai cittadini nelle varie campagne elettorali che si sono susseguite. Nessuno, eccetto il sindaco Enzo Megali che ha comprato una parte del Castello, ha avuto la scaltrezza politica per capire che acquistando il Castello, Bordò, i Campanelli, la Serra Grande e Bruciarello si sarebbero creati i presupposti per dare vita ad uno sviluppo economico forte e duraturo capace di generare una occupazione stabile che avrebbe evitato a tanti giovani di emigrare. Nonostante ciò Caccuri è un paese accogliente, da visitare per i suoi numerosi monumenti collocati sia nell’abitato sia nel suo vasto territorio. Arrivando a Caccuri, quindi, è possibile visitare il Castello medievale, la Chiesa di S. Maria del Soccorso, il Convento dei Domenicani, la Cappella del Santissimo Rosario, la Chiesa Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di S. Maria dei Tre Fanciulli. Si può volendo ammirare anche la singolare e curiosa fontana situata all’entrata del paese, denominata Fontana Canalaci e poi recarsi in località Bruciarello a fare un bagno, se si è coraggiosi, in una delle quattro bolle di acqua sulfuree che si trovano in questa località, non molto lontana dalla frazione di Santa Rania. Ancora non si sa perché si chiama Caccuri. Secondo lo storico Gabriele Barrio deriverebbe dal greco Kauchao-Mai(mi glorio), oppure dal latino Cacumen(cima - vetta) poiché la zona storica di Caccuri si erge su di una rupe. Ultimamente la professoressa Anna Russano, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro ha palesato una ipotesi assai interessante secondo la quale potrebbe derivare dal greco Kacos- oros(cattiva orografia) proprio per la tormentata orografia del luogo. A Caccuri sono nati: Francesco Simonetta, il fratello Giovanni e lo zio Angelo, l’agiografo Cornelio Pelusio, mons. Raffaele De Franco, vescovo di Chieti e poi di Catanzaro, mons. Giovanni Carnuto, vescovo di Cerinola(CE), di Cariati e Cerenzia, mons. Francesco Antonio Cavalcanti, arcivescovo di Cosenza, il professore Francesco Pasculli e l’ammira T. Joseph Lopez, comandante in capo delle Forze alleate del Sud Europa. Tra le tradizioni famosa è quella de “ I Giudei” un’opera in versi e prosa settecentesca che ricostruisce il processo intentato a Gesù dal Sinedrio che termina con la condanna a morte del Messia decretata dal procuratore romano della Giudea Ponzio Pilato. La rappresentazione viene proposta ogni sette anni e l’ultima è stata messa in scena nel mese di aprile del 2007. La Festa di San Rocco si svolge dal 14 al 16 Agosto, ed ha una origine molto antica e risale al periodo in cui i Caccuresi, a seguito di una delle tante pestilenza che nel XVII° secolo colpirono il paese, decisero di affidarsi alla protezione del Santo di Montpellier e di edificare la chiesetta in suo onore all’entrata del paese, poco al di fuori della cinta muraria della Porta Piccola. Il giorno di San Rocco la processione inizia presto dalla piccola chiesa del Patrono percorrendo le strade del paese. La sera, sul sagrato della chiesa si svolge la “Riffa” a cui fa seguito lo spettacolo musicale con un cantante o un gruppo famnoso.

 

 

 

UN GRUPPO DI GIOVANI...

Due importanti incontri sono stati organizzati da un gruppo di giovani. Il primo ha avuto luogo lunedì sera, a Caccuri, nei locali del “ Bar Pisano”. Il secondo a Santa Rania la sera successiva nei locali della pizzeria”Manuela”. “ Costruiamo un progetto” è stato il tema della discussione. Un argomento che ha attirato, soprattutto a Caccuri, tantissima gente. Le due manifestazioni sono state pubblicizzate, qualche giorno prima, con un manifestino che da subito ha suscitato tanta curiosità, voglia di conoscere i promotori di una iniziativa che solitamente è progettata da partiti politici. Invece. Questa volta, con grande sorpresa generale, sono alcuni giovani di Caccuri che prendono l’iniziativa di organizzare riunioni per tentare di far passare un messaggio che pone al centro di tutto i cittadini. E lo dice a chiare lettere Giusi Greco nella sua introduzione che, con l’ausilio di una serie di slide, illustra i quattro punti chiave del progetto e cioè collegialità, legalità, progettualità e promozione del cooperativismo. Un lavoro che mette in risalto tutti i mali di Caccuri . Una fotografia della situazione attuale di un territorio che ha bisogno di interventi strutturali per porre fine ad un lento e continuo esodo di giovani intellettuali caccuresi. Il loro primo impatto con i cittadini caccuresi è stato positivo. Hanno ricevuto da quasi tutte le persone intervenute espressioni di condivisione e di apprezzamento. “ Non vogliamo formare una lista da candidare alle prossime elezioni amministrative, afferma Salvatore Loria, ma il nostro scopo è quello di partire da un progetto partecipato e collettivo, da cui costituire una nuova fase politica, che affronti con metodo e chiarezza la difficile prospettiva dei prossimi anni”. E’ con queste prospettive che si presentano ai cittadini caccuresi. E lo fanno presentando un programma che sembra contenere tutte le soluzioni dei problemi che da tempo assillano la gente di Caccuri. “ Siamo stufi di essere rappresentati da amministratori che non ascoltano la gente e si impegnano poco per Caccuri, ribadisce Giovanna Loria, bisogna dialogare apertamente tra di noi e con i paesi vicini”. Il primo passo è stato fatto. Ora occorrerà proseguire. Proseguire su questa strada senza mai perdere di vista il loro scopo, la finalità del loro progetto. Nel corso dei due incontri sono intervenuti Enzo Megali, Marianna Caligiuri, Giovanni Aiello, Giovanni De Rose, Giovanni Marasco, Giovanni Raimondo, Salvatore Loria, Vincenzo Rao, Francesco Loria, Ezio Pisano e Nicola Di Gioia

 

 

 

2° FORUM PER LA SOSTENIBILITA'
del Centro di Esperienza di San Giovanni in Fiore

Sabato 21 giugno, nel primo pomeriggio, ha avuto luogo, nella sala consiliare del comune di Caccuri il secondo Forum per la Sostenibilità del Centro di Esperienza di San Giovanni in Fiore. Il manifestino che, qualche giorno prima, ne dava l’annuncio conteneva una serie di titoli che davano, a chi si soffermava a leggerlo, la sensazione che, attorno al problema della discarica di Vetrano e ai rifiuti in generale, c’è una attenzione forte sopportata da una disponibilità encomiabile. Solo i nomi degli Enti indicati in testa al manifestino sono una garanzia di credibilità, di riuscita nella soluzione del problema che in questi ultimi anni assilla la popolazione di Caccuri e particolarmente quella del centro abitato di Acquafredda. Ma a darsi da fare concretamente finora sono stati il Comitato “ Rifiutiamo i Rifiuti “ e la Legambiente che hanno sollevato il problema sottoponendolo più volte alla autorevole attenzione degli Enti Istituzionali preposti. Il lavoro continuo del Comitato e della Legambiente hanno obbligato l’Ente Gestore, l’ARPACAL, ad intervenire per eliminare parzialmente alcuni problemi derivati dal percolato che fuoriusciva dall’impianto della discarica per finire in un ruscello. A questo impegno concreto e diretto vanno aggiunte anche le manifestazioni che hanno organizzato per sensibilizzare la popolazione. E da quella tenuta a Caccuri, sabato scorso, realizzata nell’ambito delle attività previste dal Centro di Esperienza di Educazione Ambientale, di cui il Comune di San Giovanni in Fiore è il soggetto proponente, in riferimento al “ POR Calabria 2000 – 2006 Rete Regionale INFEA”, sono emerse poche novità. Ma non solo. Molti degli invitati a partecipare, non erano presenti. C’erano, alla presenza di un nutrito di numero di pubblico, Antonio Nicoletti, rappresentante nazionale di Legambiente, Gianni Alessio, presidente del Circolo di Legambiente di San Giovanni in Fiore, Nicola Di Gioia, rappresentante del Comitato “ Rifiutiamo i Rifiuti” Mario De Rosa, rappresentante del Consorzio ValleCrati, Arcangelo Rugiero, sindaco di Caccuri. Apre il Forum Nicola Di Gioia che riassume per grandi linee quanto è stato fatto finora. Poi è la volta del sindaco di Caccuri che saluta, ringrazia per l’invito ed esprime apprezzamenti per l’iniziativa. Si sofferma anche sulla differenziata che si sta attuando a Caccuri dichiarando in merito che non sono stati raggiunti gli obiettivi programmati, sulla piazzola ecologica che verrà realizzata nei prossimi mesi. E’ Mario De Rosa ad elencare alcuni miglioramenti che verranno introdotti nell’ampliamento dell’impianto. Intanto secondo il rappresentante di ValleCrati verrà effettuata una differenziata più attenta e particolare per ridurre la quantità dei rifiuti che vengono scaricati attualmente nella discarica di Vetrano. Verranno effettuati controlli periodici con esami per tutelare e valorizzare l’ambiente i cui esiti verranno inviati ai sindaci dei comuni interessati. Ma tra le tante cose che ha riferito il dottor Mario De Rosa una in particolare fa riflettere “ E’ stato scelto questo sito perché è uno dei migliori terreni in assoluto” Lo strato di argilla presente nel terreno in località “Vetrano” è di circa 15 metri, una sicurezza naturale di impermeabilità. Già, ma Vetrano, località del comune di San Giovanni in Fiore, a confine con il comune di Caccuri, non ha solo queste provvidenziali qualità ma è anche un meraviglioso paesaggio, a monte del fiume Neto, che visto dall’alto si presenta come uno dei più suggestivi spettacoli che la natura ci offre. Preoccupanti alcune affermazioni che sono venute da cittadini presenti in sala. Secondo questi i camion andrebbero a scaricare anche di notte perché i cancelli resterebbero aperti. Forti e giustificate le lamentele di alcuni cittadini di Acquafredda che dall’apertura della discarica la loro vita quotidiana è cambiata. Rumori, cattivi odori sono le principali cause di questo cambiamento. Antonio Nicoletti, intervenendo, ha proposto la convocazione di un Consiglio aperto dei comuni di San Giovanni in Fiore, Caccuri, Castelsilano, Cerenzia, proposta che è stata accolta, delegando l’impegno al presidente del Circolo di Legambiente di San Giovanni in Fiore, Gianni Alessio

 

 

L'ESTATE NON E' ...................
......LA STAGIONE DEL SINDACO

Martedì 29 luglio si è dimesso dalla carica di assessore esterno Giovanni Marasco. Le motivazioni delle sue dimissioni sono contenute in una missiva di poche righe, indirizzata al sindaco. Una collaborazione durata poco più di anno senza rivelarsi miracolosa come tanti pensavano e si aspettavano. Ma se i risultati non sono arrivati certamente la colpa non è di Giovanni Marasco, ma sicuramente di una condotta politica ordinata da regole che nessuno rispettava perché nessuno le faceva rispettare. Giovanni Marasco aveva accettato l’incarico per dare una mano ad una amministrazione che aveva sostenuto durante la campagna elettorale. Sapeva che il compito era arduo e complesso a causa di una serie di continui contrasti nella maggioranza e soprattutto nella giunta che limitavano e bloccavano ogni tipo di iniziativa. Eppure Giovanni Marasco ha voluto provare lo stesso, ha desiderato rendersi utile per il suo paese messo in ginocchio da una pessima ed inefficace politica amministrativa che lo relega sempre più in una posizione secondaria tra i comuni della provincia di Crotone come se fosse “ un vecchio abbandonato”. Non c’è riuscito; non ce l’hanno fatto riuscire. Questo si deduce dalla lettura attenta delle sue dimissioni. Infatti nella lettera si legge “ Con la presente, in considerazione degli ultimi fatti accaduti, poiché non vi è un clima sereno per poter proseguire il lavoro da assessore esterno, rassegno le mie dimissioni a far data della presente. Approfitto dell’occasione per ringraziare i dipendenti e i politici che in questo periodo mi hanno sostenuto. Distinti saluti”. Già, un clima sereno, forse non diverso da quello che è stato costretto a vivere l’ex vicesindaco; un clima che ha provocato forti cambiamenti nella giunta condizionata da un forzato avvicendamento di assessori. Eppure nessuno si è scomposto o ha sentito pudore di fronte ad evidenti fallimenti. Forse perché questa amministrazione comunale doveva passare alla storia come l’amministrazione alla ricerca di un vero sindaco, di una giunta, di un consigliere che doveva sostituire quello dimissionario. Una squadra senza mister o peggio una squadra con un mister che non sa azzeccare nemmeno una sostituzione, una squadra con un mister con obiettivi diversi dalla società, è destinata alla rovina. Una Amministrazione con un sindaco alla ricerca di un continuo capo espiatorio non può essere una amministrazione che fa gli interessi dei cittadini. Una amministrazione con un sindaco che non riesce a gestire le posizioni dei propri consiglieri, non può essere l’amministrazione del popolo e nemmeno di quella minima maggioranza che le ha fatto avere le chiavi del portone del Municipio. Una amministrazione con un sindaco che crea tormentoni estivi nel suo paese, non può essere l’amministrazione di un paese civile, ricco di storia, di personaggi illustri, qual è Caccuri. Un sindaco con una amministrazione litigiosa, assente, sorda, indifferente ai reali problemi del paese, deve coraggiosamente prendere atto del proprio fallimento e dimettersi. Un sindaco che non sa creare un clima sereno all’interno della sua maggioranza, della sua giunta, deve coraggiosamente prendere atto del proprio fallimento e dimettersi. Un sindaco che non riesce a realizzare le opere finanziate della precedente amministrazione, deve coraggiosamente prendere atto del proprio fallimento e dimettersi. Un sindaco che revoca la delega di assessore e di vicesindaco a Francesco Loria perché, secondo la sua giustizia, è la causa della bloccata azione politica dell’amministrazione, e che poi confida nella persona di Giovanni Marasco per sbloccare la stagnante situazione amministrativa, e che, a distanza di un anno, si trova nella stessa situazione di partenza costringendo lo stesso Marasco a dimettersi, deve coraggiosamente prendere atto del proprio fallimento e dimettersi. Restare attaccato ancora a quella poltrona sarebbe veramente la più convincente autorizzazione a far pensare che altri fini potrebbero essere alla base di questo inaccettabile atteggiamento. In ogni modo il fallimento dell’assessore esterno dimostra che il male di questa amministrazione non era Francesco Loria, ma quel padre di famiglia che volendo vivere adagiato sugli allori del passato, perdeva, giorno dopo giorno, le redini del controllo diventando pauroso e incapace di prendere decisioni incassando mortificazioni che hanno ridotto Caccuri ad essere poco considerato e facilmente escluso da quel giro di potere che poteva e doveva essere il punto di partenza per la rinascita economica, sociale, culturale del paese di Cicco Simonetta. Ora non è più tempo di scherzare! C’è bisogno di umiltà e consapevolezza della attuale drastica situazione per reagire con proposte politiche serie, affidabili, produttive che sappiano dare a Caccuri una partenza nuova con destinazione sviluppo, ripresa, occupazione e appropriamento di quella immagine che in passato lo aveva posto tra i primi della provincia di Crotone. Un compito difficile ma non impossibile e ne tanto meno derogabile. Con questo imputo si deve reagire per far dimenticare questo periodo che è stato il più nero di tutta la storia politico-amministrativa di Caccuri. Prima foto: Assessore Giovanni Marasco. Seconda foto: Sindacvo Arcangelo Rugiero

 

 

 

ENZO MEGALI A COLLOQUIO
CON I SUOI VECCHI AMICI

Dopo l’assemblea pubblica del Partito Democratico, sabato 25, nei locali di un cittadino, alle ore 18,00, a Santa Rania, si è tenuta una riunione organizzata ed indetta da Enzo Megali. L’argomento della discussione è stato “ Riflessioni sulla attuale situazione del nostro paese – possibili soluzioni”. Ad aprire la discussione è stato Enzo Megali che ha, per grandi linee, espresso le sue considerazioni sulla attuale amministrazione allacciandosi con riferimenti e confronti anche alle precedenti. E le sue osservazioni hanno fatto perno soprattutto sulla necessità di ricercare candidati esperti e competenti, un principio da considerare fortemente se si vuole amministrare un paese come gli elettori si aspettano. E a sostegno di questo criterio ha ribadito, l’ex sindaco di Caccuri della legislatura relativa al periodo 1995/99, che non bisogna fare liste per vincere ma al contrario occorre lavorare per comporre liste che poi amministrano. E su questo ha avuto il consenso di tutti i presenti. Non è stato così, quando in passaggio del suo intervento, ha proposto l’idea delle liste trasversali. Sul suggerimento ci sono state vedute contrastanti. Anzi il ritorno alle liste politiche è stato auspicato da più persone. Nel corso della riunione è stato messo in evidenza il fatto che l’operato dell’amministrazione spesso viene diretto e stabilito da cittadini esterni(Pasquale e Francesco Loria); che vengono fatte delle promesse e poi non sono mantenute(Giuseppe Megali); che a condizionare l’andamento di una amministrazione sono i litigi e non problemi di natura finanziaria( Giovanni Marasco); che bisogna che i candidati abbiano oltre alle competenze tanto tempo disponibile per potere svolgere il proprio mandato amministrativo con serietà e rispetto verso i cittadini(Antonio Loria). Una riunione che è sembrata in anticipo considerato che a Caccuri si voterà la prossima primavera. Ma è pure vero che, a causa di quanto è successo nell’attuale amministrazione, scendere in campo in anticipo potrebbe essere una garanzia per perseguire una ricerca oculata dei vari candidati. E comunque l’iniziativa, sicuramente interessante, stimolante, coinvolgente, è servita ulteriormente per far capire, a quanti ancora(sono veramente pochi) avessero dubbi, sul fatto che Caccuri sta vivendo il periodo più nero della sua storia politico-amministrativa. 

 

DOMENICA 9 FEBBRAIO

Domenica scorsa, è stata una giornata interamente dedicata alla politica. Infatti, le due Forze politiche caccuresi più rappresentative, Partito Democratico e Forza Italia, hanno chiamato a raccolta i loro iscritti. Naturalmente gli argomenti trattati non sono stati gli stessi. Mentre il Partito Democratico si accingeva a svolgere le primarie per l’elezione dei segretari della sezione e della federazione provinciale, Forza Italia, invece, ha convocato iscritti e simpatizzanti per concordare insieme se aderire o no alle primarie, volute dal gruppo di giovani, promotori dell’iniziativa” Costruiamo un Progetto”. Due tematiche completamente diverse, così come dissimili sono stati i risultati. Mentre quella del Partito Democratico ha raggiunto i risultati auspicati alla vigilia, partecipazione ed elezione del segretario, quella di Forza Italia, avvenuta nel tardo pomeriggio, si è conclusa con un nulla di fatto. A sminuire l’incontro è stata la scarsa partecipazione che ha di fatto ha modificato l’andamento della riunione stessa. E quindi l’argomento in discussione non è stato per nulla considerato, se non nelle conclusioni svolte dal coordinatore Pasquale Loria che in merito dichiarava di delegare la richiesta di adesione al Commissario on.le Esposito. Una decisione obbligata anche se ci sono stati interventi, tra questi l’ex sindaco Sandro Falbo, che hanno invitato il coordinatore a non drammatizzare perché Caccuri è un paese con una situazione particolare dato che le liste si formano solitamente negli ultimi giorni. Ma il fatto di non aver potuto prendere una decisione è stato un atto angosciante. Nessuno poteva immaginare una tale affluenza, anche se qualcuno, per sdrammatizzare ha sottolineato che sono sempre meno i cittadini che partecipano a riunioni. E l’assemblea terminava con la convinzione generale di essere in ogni modo stata utile perché attraverso la discussione sono state esternate indicazioni di alleanze politiche per le prossime elezioni amministrative. E dalla volontà dei pochi presenti sembrerebbe emersa la proposta di formare una lista di Centro Destra e di valutare attentamente i candidati. E con queste argomentazioni condivise, così è apparso, sembrava tutto rientrato. Ma, l’indomani, una notizia inaspettata, sollevava un polverone all’interno della sezione caccurese di Forza Italia. Il vice coordinatore Giovanni Marasco rassegnava le dimissioni. Una decisione che, almeno dalle dichiarazioni rese pubbliche dallo stesso interessato, sembra scaturita dalla scarsa partecipazione, registrata alla assemblea di domenica 9 febbraio. Eppure, l’assemblea pubblica era stata voluta e decisa nel corso del direttivo che era stato tenuto una settimana prima. In questo breve periodo che separa i due appuntamenti di Forza Italia, che cosa è successo? Perché l’assemblea pubblica, sufficientemente pubblicizzata, non ha suscitato interesse tra gli iscritti e i simpatizzanti? Sono quesiti che hanno sicuramente risposte. Risposte che molti conoscono, ma la politica è fatta anche di silenzio.

 

VINCENZO MIRANDI si è dimesso da assessore comunale

Un’altra notizia bomba arriva dalla sede municipale. L’assessore esterno Vincenzo Mirandi, dopo circa 58 giorni, ha rassegnato le dimissioni. Anche lui non ce l’ha fatta. Ma non perché non fosse capace o non avesse la volontà di fare. No. Non ce l’ha fatta perché anche lui come Giovanni Marasco, Salvatore Isidoro, Salvatore Loria, Francesco Loria, hanno avuto la sfortuna di collaborare con un sindaco che non è colloquiale con chi desidera onorare l’impegno preso con gli elettori. Eppure Mirandi era da subito entrato nell’ottica del buon amministratore. Del resto a suo favore parlano le cose che è riuscito a realizzare come ripristinare il campo sportivo, il progetto “donna” che era stato posto nel solito cassetto, l’attivazione della mensa scolastica con un serio controllo sui pasti, il riscaldamento degli edifici scolastici, il tentativo di valorizzare le terme di Bruciarello con il coinvolgimento di un locale imprenditore, il rifacimento delle strisce pedonali, l’istallazione di alcuni specchi in zone particolarmente pericolose del paese. Tutto questo non è bastato per conquistare la fiducia del sindaco. E così, accortosi di non essere gradito, in punta di piedi è andato via ringraziando tutti gli impiegati per la fattiva collaborazione dimostrata in questi due mesi di lavoro. Vincenzo Mirandi lascia quella poltrona che il sindaco gli aveva assegnato, la lascia amareggiato perché voleva aiutare questa amministrazione, il sindaco e quindi il paese, stavolta però le difficoltà riscontrate si sono dimostrate insormontabili. Altre volte, da semplice cittadino, ha saputo negoziare con chi voleva che questo sindaco andasse a casa, ha saputo riportare il sereno tra le acque torbide della maggioranza consentendo a questo sindaco di rimanere ancora al suo posto, ha accettato la nomina di assessore esterno per evitare la fine anticipata di questa legislatura. Un lavoro da gregario, svolto dietro le quinte, sempre a sostegno del sindaco che lui stesso ha appoggiato impegnandosi in una campagna elettorale difficile e incerta. Vincenzo Mirandi meritava da questa amministrazione stima, fiducia e onori come solitamente sono riservati a chi si è distinto per merito nella vittoria finale di una battaglia politica come le elezioni amministrative. Ora sono nove le persone che hanno, tra rifiuti e dimissioni, abbandonato la giunta Rugiero. Ha iniziato Anna Calfa, sostituita dopo mesi da Franco Lacava come consigliere e da assessore da Giovanni Marasco. Poi è stata la volta dello stesso Giovanni Marasco, di Salvatore Isidoro, Salvatore Loria e Francesco Loria, tutti e tre assessori. E infine Vincenzo Mirandi, assessore esterno. Dei quattro non eletti ha accettato la nomina di consigliere solo Franco Lacava, mentre Scutifero, Rao e Murgia hanno rifiutato. Una altalena di assessori che mai prima si era verificata. Due assessori esterni, Marasco e Mirandi, tre vicesindaci, Loria, Isidoro e Guzzo. Un avvicendamento di cariche, insomma, che ha solo consentito al sindaco di restare attaccato alla sua comoda e utile poltrona. E intanto queste vicissitudini dell’amministrazione affondano sempre di più il paese in uno stato di assoluto abbandono.

 

FARE I CONTI ..... senza l'oste

Già. Che bello sarebbe se tutto accadesse secondo la propria immaginazione! Niente sorprese. Nessuna delusione. Tutto a portata di “pensiero”. Un mondo di favola. Una vita con attorno solo e soltanto ciò che piace. Escludere i rompiscatole. Annientare gli avversari. Già. Che bello sarebbe! Già. Un potere magico tanto ricercato quanto invocato. Ma, finora nessuno l’ha trovato. Anche se qualcuno irresponsabilmente tenta di far credere di essere in possesso di questo straordinario potere. Un imbecille che sfida la realtà. Un sognatore che fantastiche vittorie, che considera gli altri incapaci di intendere e volere. Un ingordo che infarcisce il proprio stomaco di prelibate e costose pietanze senza fare i conti con l’oste. Una visione egoistica, unilaterale e prepotente del potere che non porta nessun vantaggio. Un discostante predicare non può che partorire un risveglio doloroso ed umiliante. E allora, non sarebbe meglio scendere dal pulpito e poggiare bene i piedi per terra per stare, alla pari, insieme alla gente! Non sarebbe meglio ascoltare la gente per fare quello che la stessa gente ritiene più necessario! OH, forse perché si pensa di avere la vittoria in tasca, si ritiene inutile questo moderno strumento di democrazia! Attenzione! Fare i conti senza l’oste può generare situazioni di… collasso. 

I CONSIGLIERI COMUNALI
di SantaRania in seno al Consiglio comunale di Caccuri

Dal 1947 ad oggi sono stati 18 i cittadini di Santa Rania che hanno fatto parte del Consiglio comunale di Caccuri.
Il primo a ricoprire la carica di assessore è stato Salvatore Isidoro nel 1976, mentre il primo vice sindaco è stato Scarcelli Giovanni nel 1980.
Dal 1980 in poi il vice sindaco di Caccuri è sempre stato un eletto di Santa Rania.
Il numero dei consiglieri riservato a Santa Rania inizialmente è stato uno solo, poi è aumentato di una unità negli anni '60 -'70 ed è salito a tre negli anni '70 - '80. Solo nella Giunta, Luigi Durante, i consiglieri sono stati quattro.
Il primo consigliere è stato Vincenzo Loria( P.S.I.), nel 1952.
Nel 1956 Rosario Loria( P.C.I.)
Dal 1960 al 1970 Silletta Domenico(P.C.I.).
Dal 1970 al 1980 Isidoro Salvatore(D.C.) e Antonio Loria(D.C.) Isidoro, un anno dopo (21gennaio 1976), è stato nominato assessore al posto di Giuseppe Lacava.
Dal 1980 al 1990 Giovanni Scarcelli(P.S.I.), Giuseppe Loria(P.C.I.) e Giuseppe Silletta(P.C.I.).
Dal 1990 al 1995 Pasquale Loria, Saverio Loria, Vincenzo Loria e Pasquale Loria.
Dal 1995 al 1999 Saverio Loria, Pasquale Loria e Rosario Loria.
Dal 1999 al 2004 Rosario Loria, Giuseppe Loria e Francesco Loria.
Dal 2004 sono in carica Francesco Loria, Salvatore Isidoro e Salvatore Loria.
Dal 2009 sono in carica Maria Giovanna, Antonio Loria, Daniela Loria(minoranza rassegna dimissioni dopo alcuni mesi)

 

 I SINDACI DI CACCURI

Lucente angelo 1812
De Frabco Antonio 1813
Principato Giovanni Antonio 1817
Ambrosaio Domenico 1818
Valentino Gaetano 1818
Pugliese Tommaso 1822
Trocini Bruno 1823
Abbruzzino Pasquale 1826
Procopio Giovanni 1829
Faccioli Gennaro 1832
Rao Giuseppe 1836
Oliverio Giovanni 1838
Ambrosio Raffaele 1840
Montemurro Pasquale 1844
Ambrosio Raffaele 1848
Oliverio Giovanni 1850
Procopio Filippo 1857
Ambrosio Vincenzo 1859
De Franco Luigi 1862
De Franco Raffaele 1865
Oliverio Luigi 1869
Ambrosio Vincenzo 1870
De Franco Gaetano 1872
Barracco Guglielmo 1874
Lopez Francesco 1888
Ambrosio Domenico 1890
De Carlo Antonio 1897
De Franco Gaetano 1898
Maida Francesco 1900
Lucente Ercole 1905
Ambrosio Domenico 1910
Leone Nicola 1919 ( Commissario Prefettizio)
Barberio Vincenzo Costantino 1919( Commissario Prefettizio)
Ambrosio Raffaele 1920
Ambrosio Raffaele 1926 ( Podestà)
Macrì Francesco 1933 ( Podestà)
Taiani Vincenzo 1933 (Commissario Prefettizio)
Guzzo Antonio 1933 ( Commissario Prefettizio)
Macrì Francesco 1933 ( Commissario Prefettizio)
Del Bene Enrico 1934 ( Podestà)
Ambrosio Umberto 1942 ( Podestà)
Ventura Libero 1944 Commissario Prefettizio)
Quintieri Luigi Antonio 1945 ( Commissario Prefettizio)
Chodo Alfonso 1946
Sicolo Emanuele 1946 ( Commissario Prefettizio)
Pitaro Sabatino Giuseppe 1947
De Rosa Angelo 1947
Falbo Salvatore Giuseppe 1948
Sperlì Francesco 1952
Rugiero Arcangelo 1970
Lacaria Rocco Antonio 1980
Durante Luigi Aurelio 1990
Megali Enzo 1994
Falbo Sandro 1999
Rugiero Arcangelo 2004
Caligiuri Marianna 2009

CACCURI 'E 'NA VOTA

“ Caccuri ‘e ‘na vota “ commedia brillante in 18 scene con musiche di Anonimo Popolare, Luigi Quintieri e Domenico Secreto, di circa un’ora e trenta minuti, scritta e diretta da Peppino Marino, è stata rappresentata la sera di martedì 12 nel suggestivo angolo di Largo Portapiccola nel Centro Storico di Caccuri. A promuovere ed organizzare lo spettacolo è stata l’associazione culturale “Arco di Murorotto”. Centinaia di persone hanno assistito all’opera teatrale che descriveva la vita quotidiana vissuta a Caccuri nella primavera del 1946. Miseria, degrado, emigrazione, un miscuglio di sofferenze che in quel periodo rendeva difficile la vita della povera gente che era costretta per sopravvivere a ricorrere a diversi artifici. Insomma un tuffo nel passato, un frammento della vita quotidiana che l’umile gente di Caccuri era costretta a vivere per superare le difficoltà economiche di quel tempo. Ma è stata anche una occasione per sentire termini dialettali, oggi sempre meno usati, e per conoscere un personaggio caccurese “Velociu” una sorta di “grillo parlante” che scopre e minaccia di raccontare a “ carnelevaru” i furti e gli incontri notturni tra povere mogli e il benestante del paese. E’ uno spettacolo coinvolgente, senza distrazione, ascoltato silenziosamente tranne le interruzioni dovute alle inevitabili risate a scena aperta e agli applausi scroscianti e lunghi. Peppino Marino ancora una volta ha saputo regalare novanta minuti di allegria e spensieratezza facendo dimenticare ai presenti le amarezze, le difficoltà e le preoccupazioni della vita di ogni giorno.

C H I ?

Mancano poco più di 7 mesi alle prossime elezioni amministrative e già a Caccuri è iniziata la campagna elettorale. Con stile e strategie diverse, in questi giorni, vari personaggi, interessati a formare una lista, avvicinano gli elettori. Per loro, questo primo approccio, è assai influente perché capire meglio le tendenze del popolo di Caccuri significherebbe attivarsi seguendo canoni graditi e condivisi. Oltretutto, è noto a tutti che questo momento che stiamo vivendo, è assai difficile, perché contrassegnato da una cattiva amministrazione che ha fatto scivolare il paese in uno stato di apatia, di abbandono e di degrado mai conosciuto prima. E’ proprio la consapevolezza della conoscenza di questo stato, obbliga tutti coloro i quali vorranno proporsi alla guida di questo paese ad essere leali, disponibili e pronti a sacrificare tutto per riportare Caccuri ad un livello di vita più sereno, più produttivo, più rassicurante. Sarà per tutti cosi? Auguriamocelo!
Ma l’atteggiamento di alcuni, assunto ultimamente in seno all’attuale maggioranza dell’amministrazione, mette paura e preoccupazione sulla unitarietà del territorio. Fare circolare tra i cittadini espressioni minacciose e sfidanti non fa certamente onore a nessuno ne tanto meno rafforza il potere di qualche imbecille senza scrupoli. Perché Santa Rania non dovrebbe avere più il vicesindaco? Perché qualcuno avanza la proposta di non includere candidati di Santa Rania nella lista della sua area politica di appartenenza? Sono espressioni che più persone hanno sentito affermare in luoghi pubblici con una considerevole presenza di cittadini. Per fortuna che la stragrande maggioranza di Caccuri non solo non la pensa in questo modo, ma anche condanna chiunque faccia simili dichiarazioni. E comunque questi sfoghi incontrollati lasciano intravedere alcuni punti di debolezza che una certa schiera di Caccuri accusa in questa stagione politica: non ha un leader capace di dare direttive condivisibili. E allora, se così è, chi potrebbe far parte della rosa dei candidati a sindaco? E se i pretendenti fossero più di uno? Tutto è possibile. A questo punto anche la presentazione di più liste. Siamo solo all’inizio della campagna elettorale più seria che Caccuri abbia mai vissuto. Sbagliare questa volta significa affondare definitivamente ogni speranza di ripresa a tutti i livelli. Ma oltre ai partiti politici, sembrerebbe che un gruppo di persone autonomamente sta lavorando per fare, al momento opportuno, proposte ai vari schieramenti. Siamo in campagna elettorale e quindi chi si sente deluso, chi non condivide più le scelte e l’operato dell’attuale sindaco e della maggioranza, risponde con iniziative anziché guardare dalla finestra chi scende in campo. Più compatta e meglio organizzata la sinistra di Caccuri. Intanto perché non ha problemi di candidati a sindaco. Chiunque dei tre consiglieri di minoranza potrebbe candidarsi a sindaco perché in questi anni di opposizione hanno ulteriormente aumentato la loro esperienza politico-amministrativa e hanno dimostrato in molte circostanze buon senso, responsabilità e serietà.

CARO Amico ti scrivo...

Per dirti che da quando sei partito, poco o quasi nulla è successo in questo paese. Tutto o quasi è rimasto come allora. La gente lavora dalla mattina alla sera senza mai concedersi un po’ di riposo vero.
Casa, lavoro, bar e niente più.
Ma in questo anno che sta per finire una grande novità stava per succedere. Per poco, il paese non rimaneva senza sindaco. Il primo cittadino aveva presentato le dimissioni ma poi le ha ritirate! E dal Municipio è arrivata la notizia che lavoreranno anche le donne. E poi realizzeranno le Terme di Bruciarello!! Ma per fortuna che nel nuovo anno che verrà ci saranno le elezioni amministrative e in punta di piedi qualcuno sparirà.
E poi per Caccuri inizierà un periodo ricco di feste per la gioia di tutti i cittadini.
Senti, caro amico, c’è nell’aria voglia di cambiamento: per i troppo furbi e i cretini di ogni età è arrivato il tempo di andare in letargo.
Tu che sei lontano e ami ancora il tuo paese, vorresti che io ti raccontassi fatti importanti, ma non è così. Purtroppo, per adesso.
Però l’anno che verrà porterà una forte e radicale trasformazione.
E allora Caccuri risorgerà e tutto ritornerà ad essere come quando il paese di Simonetta era tra i comuni più considerati della provincia di Crotone. Ci saranno tanti cantieri in corso, il campo sportivo e tante nuove case.
Ma per adesso qualcosa, a Caccuri, ancora non va.
Caro amico, l’anno che verrà per noi caccuresi sarà determinante.
Ti abbraccio fraternamente.

 

L'ASSESSORE VINCENZO MIRANDI CONCEDE IL CAMPO SPORTIVO

Il personaggio politico caccurese del momento è Vincenzo Mirandi. Dopo aver fatto ritirare le dimissioni al sindaco, con una determinazione encomiabile si è dedicato intensamente alla soluzione dei tanti problemi che per questa Amministrazione comunale erano insormontabili. Con la sua infinita pazienza e con il suo modo amichevole e disponibile di rapportarsi con gli altri, ha saputo, in pochissimo tempo, creare quelle condizioni, necessarie per amministrare Caccuri, che il sindaco Rugiero nella sua lettera di dimissioni aveva dichiarato di non sussistere. Insomma, possiamo dire che Vincenzo Mirandi è veramente il salvatore della Patria. E lo confermano sia gli interventi che è riuscito a portare a termine sia quelli che sta affrontando per rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l’esecuzione. E così dopo le strisce pedonali del centro abitato del capoluogo, della pulitura del campo sportivo ad opera degli operai del consorzio di bonifica, è riuscito a concedere il campo sportivo ai giovani della scuola calcio. Lunedì scorso questi ragazzi hanno potuto allenarsi sul campo sportivo di Caccuri fino a tardi perché parte del terreno è illuminato da lampioni. Questo evento lo possiamo chiamare “il miracolo di Mirandi” perché momentaneamente al campo sportivo, oltre alla eliminazione delle erbacce, non è stato effettuato nessuno dei lavori indicati, qualche anno fa, da alcuni esperti che avevano dichiarato inagibile il campo sportivo. Il progetto che verrà realizzato, come ci ha riferito l’assessore Mirandi , a breve è finanziato con un mutuo ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti, lo stesso di quello di alcuni anni fa che è perso per non aver completato la pratica in tempo utile. Evidentemente l’intervento del campo sportivo non rientrava nelle benevolenze del sindaco. Invece, l’assessore Mirandi, che ormai sembrerebbe avere avuto carta bianca dal sindaco, si può muovere con una certa libertà di azione in ogni settore delle attività amministrative. E’ giusto che sia così. Quando una persona dimostra competenze, disponibilità e di avere tanto tempo libero da dedicare ai bisogni e necessità dei cittadini, merita fiducia e libertà di campo. Un altro impegno assunto dall’assessore esterno Vincenzo Mirandi è l‘attuazione di un progetto di cui nessuno si interessava. Il progetto riguarda l’assunzione di alcune donne. Noi ci auguriamo che Mirandi, come ha fatto per il campo sportivo, riesca a portare a buon fine anche questa sua iniziativa.

 

ASPETTANDO IL 14 OTTOBRE...

Si discute, si commenta, si ipotizza. Nessuno si sottrae, ognuno esprime il suo giudizio, espone le proprie considerazioni. Un coinvolgimento generale in una discussione che ha, come unico argomento, la decisione del sindaco di mettere fine a questa tormentosa ed infruttuosa legislatura. In questi giorni, questa notizia, che si è diffusa velocemente all’interno del paese, tiene in ansia i cittadini caccuresi che vivono questa situazione per la prima volta nella storia politico-amministrativa. Tutti si chiedono cosa succederà dopo il 14 ottobre, ultimo giorno che ha a disposizione il sindaco per ritirare o confermare le dimissioni. Verrà il Commissario o il sindaco Arcangelo Rugiero continuerà il suo mandato fino al compimento della legislatura? Una domanda che tutti legittimamente si pongono. Nessuno però conosce con certezza la risposta. Eppure, nonostante la lettera delle dimissioni del sindaco fosse ricoperta da un velo di assoluta riservatezza, le motivazioni, contenute in essa, che hanno spinto il primo cittadino di Caccuri a dimettersi, sono diventate di dominio pubblico. E secondo queste notizie che circolano, sembrerebbe che il sindaco stia facendo passare le sue dimissioni come una conseguenza generata dalle dimissioni di Salvatore Isidoro, Salvatore Loria, Francesco Loria. Se queste sono veramente le giustificazioni del sindaco, possiamo affermare che, mai come in questa occasione, l’espressione “scarica barile” sia stata utilizzata con sfrontatezza per affibbiare le proprie responsabilità ad altri. Se l’ultimo consigliere dei non eletti rifiuta la nomina, non è certamente colpa dei tre dimissionari. Se non si riesce a portare avanti il programma elettorale perché la Giunta e la Maggioranza sprecano il loro tempo a litigare, la colpa non può essere data a chi, ormai stremato da questi futili comportamenti, decide di uscire da questa stagnante ed improduttiva situazione. Se nel prendere decisioni, i diretti collaboratori( gli assessori) vengono preferiti ai dipendenti e ad amici esterni, non è da condannare chi si dimette, se poi ci si trova con una esile Maggioranza. E’ invece da condannare chi ha determinato all’interno della Maggioranza spaccature che hanno reso impossibile ogni sorta di collaborazione. Così come è da condannare chi da subito ha gioiosamente suddiviso i componenti della Maggioranza in giovani e meno giovani. E’ altrettanto da condannare chi ha riconosciuto le deleghe solamente in circostanze in cui l’Amministrazione doveva assumersi la responsabilità di un impegno non concretizzato. E’ da condannare chi sa di disporre di una Maggioranza che non riesce ad impegnare attivamente per il bene del paese e continua a restare attaccato alla poltrona come se tutto procedesse per il meglio. E’ ancora da condannare chi inspiegabilmente fa aumentare la propria giunta di un assessore. E’ da condannare chi fa iniziare il proprio mandato con attriti dovuti alla scelta dei propri rappresentanti in seno al Consiglio della Comunità Montana “Alto Crotonese”. Nessuno, quindi, ha obbligato il sindaco a dimettersi. Se mai è stato il sindaco che ha costretto alcuni consiglieri a dimettersi. Perché, Anna Calfa, si è dimessa? Perché, Giovanni Marasco, assessore esterno, si è dimesso? Perché, Salvatore Isidoro, si è dimesso? Perché, Salvatore Loria, si è dimesso? Perché, Francesco Loria, si è dimesso? Perché, Mario Murgia, ultimo dei consiglieri non eletti, si è dimesso dopo la surroga? Dimissioni a catena che non hanno insospettito minimamente il sindaco che, attratto probabilmente da altri pensieri, non ha dato la dovuta importanza allo smantellamento della Giunta e della Maggioranza. E questa tendenza di volersi scagionare attribuendo colpe a chi non ne ha, sono emerse anche tra le righe della lettera delle dimissioni. Quello che oggi succede nella Maggioranza, a guida Arcangelo Rugiero, avrebbe dovuto succedere già qualche hanno fa, quando cominciarono a sorgere i primi dissensi, quando si è capito che non esistevano le condizioni politiche per amministrare il paese. Eppure, chissà per quali inspiegabili motivi, questa Amministrazione è andata avanti fino a pochi mesi dalla sua naturale fi

AGOSTO CACCURESE: MANIFESTAZIONI

Cominciano ad arrivare i primi emigrati. Rientrano a Caccuri per trascorrere qualche settimana con i parenti e gli amici nel loro paese di origine. Una vacanza speciale, in un luogo altrettanto speciale, che deve essere vissuta intensamente in un clima di profonda tranquillità e d’incontenibile divertimento. Il giorno al mare o in Sila, la sera a Caccuri. Un programma fattibile perché Caccuri dista pochi chilometri dal Mare e pochi chilometri dalla Sila ed è ottimamente collegata a questi luoghi turistici dalla Superstrada Crotone – Cosenza. Un contesto favorevole, dalle mille opportunità. E l’Amministrazione comunale vuole accogliere i suoi concittadini, residenti lontano da Caccuri, con cordialità per rendere la loro permanenza il più possibile simile a come vorrebbero. L’Amministrazione comunale ha già allestito un programma di spettacoli che nel mese di agosto. “Un programma, come ha riferito l’assessore Giovanni Marasco,nella foto, che ha dovuto tenere conto delle ristrettezze economiche delle casse comunali”. Eppure rispetto l’anno scorso sono stati fatti grandi progressi. Ad allietare le serate di agosto sono state principalmente le Associazioni culturali caccuresi Quest’anno il programma delle manifestazioni del comune di Caccuri riempie parecchie serate e soprattutto saranno presentate nella prima metà di agosto quando ancora gli emigrati sono a Caccuri. Bisogna dare atto all’assessore Giovanni Marasco per avere pensato ed organizzato l’agosto caccurese mettendo al centro del programma le esigenze dei villeggianti e degli emigrati e dei cittadini caccuresi residenti. Un programma che vede impegnati solo ed esclusivamente artisti locali. E anche su questo bisogna affermare che Giovanni Marasco ha ragionato aggrappandosi alla sua lunga esperienza politica. Far lavorare, dare l’opportunità ai giovani talenti del posto di mettersi in mostra, è sicuramente un atto condiviso da molti. L’agosto caccurese inizia il sette agosto con la Notte bianca, organizzata dalla associazione “ UNIVERSITAS”. Questa manifestazione a Caccuri è programmata per la prima volta. Il giorno dopo si terrà lo spettacolo musicale “Festival dei bambini”, organizzato e curato da Savino Pasculli. Mentre il 9 agosto è la volta della giovane banda di Caccuri “ZEUS” che, come in tante altre occasioni, saprà farsi applaudire per le magnifiche e perfette esibizioni. Il 19 agosto sarà presentata una commedia scritta da Anna Calfa, sempre più apprezzata per la sua eccezionale bravura. La serata si terrà a Santa Rania e sicuramente sarà piacevole, interessante, divertente e indimenticabile. “ Oltre a queste manifestazioni ricreativo – culturali, afferma l’assessore Giovanni Marasco, nel mese di agosto sarà organizzato un torneo di calcetto nel campo comunale, in località a S. Andrea. E in fine, continua l’assessore, ci sarà una targa ricordo in memoria del defunto concittadino Francesco Loria, deceduto nella tragedia della miniera di Monogah del West Virginia il 6 dicembre 1907.” Le manifestazioni si terranno tutte, eccetto quella di Santa Rania, nella stesso luogo che deve essere ancora stabilito. Questa è un’altra novità coraggiosa, voluta dall’assessore. Ringraziamo l’assessore Giovanni Marasco per la sua cortese disponibilità e la sua fattiva collaborazione.

7 AGOSTO: NOTTE BIANCA

Evento organizzato, con il patrocinio della provincia di Crotone e del comune di Caccuri, da Fondazione Terzo Millennio – Onlus – di Caccuri e con la collaborazione delle Ass. culturale “Universitas”, Ass. culturale “ Arco di Murorotto”, Ass. culturale teatrale “ GTMC”, del Comitato “ Rifiutiamo i Rifiuti” e del Gruppo Danza Moderna
PROGRAMA:
Dalle ore 20.00 in poi
Inaugurazione fiera espositiva prodotti tipici caccuresi e calabresi.
Dalle ore 18.00 alle ore 20.00: Piazzale Convento
Giochi popolari(corsa con i sacchi, corsa a tre gambe, riciclando, la moneta e la padella) Messa in scena di una piccola rappresentazione sul tema della raccolta differenziata con giovani attori protagonisti;
dalle ore 20.30 alle ore 22.30 Piazza Umberto I°
Rappresentazione teatrale in vernacolo dal titolo “ A gioventù ieri er’oie”
in contemporanea sul Belvedere, Piazzale chiesa, Piazzale Convento
Prima Mostra Estemporanea caccurese sei artisti che dipingono i monumenti del centro storico
dalle ore 22.00 alle 23.30 Bastione del Castello Medievale
concerto musica classica e leggera
maestri: Gino Mastroccola – chitarra, Paolino Copetto – mandolino
dalle 23.30 alle 02.00 Piazza Umberto I°
concerto di musica rock alternative, gruppi: Last Revenge, The Blast, Appetite for Destruction. Over 90
Dalle ore 03.00 alle ore 04.30
Torneo di calcetto a tre.
In contemporanea dalle ore 03.00 fino alle ore 05.30 Piazza Umberto I°
Serata danzante musica latino americana e moderna
Dalle ore 06.00 in poi
Cornetto e cappuccino

 

 

 

 

 

IL TEATRINO

Dall’anno scorso, nell’ambito dei festeggiamenti di Padre Pio, in Piazza Italia, viene messa in scena una commedia in vernacolo narrante un momento di vita del passato della gente di Santa Rania. Ad organizzarla, elaborando anche il testo e curando la regia, è Filomena Loria. Un’idea simpatica che ha permesso ad un gruppo di giovani, di diverse fasce di età, di mettersi in mostra per le loro innate capacità di recitazione. Una scoperta che è piaciuta, che ha acquisito ormai tutti i connotati di un appuntamento fisso che la gente aspetta con pazienza per poi poter passare qualche ora in allegria lontana dalle preoccupazioni che riserva la quotidianità.

" U MALATU 'PE NU JERE A LA GUERRA"


Commedia in vernacolo in tre atti, scritta da Filomena Loria, coudiovata da Emilia Loria, Giusi Caruso, Rosetta Silletta, interpretata da 16 ragazzi santaranesi.

I Fritti

I “fritti” sono delle ciambelle fatte friggere nell’olio per alcuni minuti. Dopo la cottura vengono cosparse di zucchero o di sale. E’ un “dolce” che veniva preparato qualche giorno prima della commemorazione dei defunti e durante le festività di Natale. Ora si propone in ogni occasione ed è sempre gradito. Farlo non è difficile. La preparazione, però, richiede qualche ora soprattutto per la lievitazione dell’impasto. Gli ingredienti sono:farina, acqua, sale, lievito e olio. A Santa Rania, le donne preparano da sempre i “fritti” considerati una leccornia da chi li ha assaggiati.

I FRITTI preparati da ...

In occasione della Festa di Padre Pio, Irene Lo Moro, Antonella Loria, Giovanna Loria, Rosaria Chimenti, Teresa Pignanelli, Rosetta Mancuso, Rita Papaleo, Loredana Lo Moro e Silvana Fratto, hanno preparato friiti che poi sono stati venduti per raccogliere soldi per la chiesa di Padre PIo.

RICORRENZE RELIGIOSE 

Da qualche anno, a Santa Rania , la Parrocchia di S. Maria delle Grazie di Caccuri, in collaborazione con il Comitato feste, composto da fedeli del piccolo centro abitato caccurese, organizza i solenni festeggiamenti di due feste religiose: quella di S. Antonio e quella di Padre Pio. Due importanti avvenimenti che ormai sono diventati un appuntamento per i numerosi devoti che provengono anche dai paesi limitrofi per assistere alle cerimonie religiose. La festa di S. Antonio si celebra il 13 giugno corrisponde con l’inizio delle manifestazioni che poi avranno luogo durante l’estate. Quella di Padre Pio si tiene il 23 settembre e coincide con la chiusura delle manifestazioni organizzate nel comune di Caccuri. Inizialmente ai festeggiamenti era dedicato un solo giorno, negli ultimi anni invece sono diventati quattro. I momenti dedicati alla preghiera sono molto di più rispetto a quelli dedicati al divertimento che, di anno in anno, è prevalentemente architettato su giochi tradizionali, rappresentazioni teatrali in vernacolo di fatti ed eventi successi in passato a Santa Rania, interpretate da giovani ragazzi santaranesi, e con la serata musicale con artisti di una certa notorietà. La processione del Santo per le vie del paese, accompagnata dalle note di una banda, solitamente è quella di Caccuri “Zeus”, rappresenta il momento più significativo della festa. Ai punti di sosta sono tanti i fedeli che si avvicinano alla statua del Santo per pregare in silenzio dopo aver fatto la loro offerta. A portare il Santo sulle spalle sono solitamente gli uomini, ma qualche volta sono anche le donne. La statua di S. Antonio dalla chiesetta dedicata al Santo dai fondatori di Santa Rania, i tre fratelli Loria, a portarla in spalle, per alcune centinaia di metri, sono le persone più anziane. Questi festeggiamenti rappresentano momenti di aggregazione religiosa e civile che fanno uscire il paesino dalla solita vita quotidiana per confrontarsi e discutere di tutto ciò che succede e di ciò che dovrebbe succedere. Un contributo non indifferente alla crescita sociale, civile e culturale delle circa quattrocento anime che vivono in questo ridente paesino del comune di Caccuri in provincia di Crotone.

 

 

AGOSTO SANTARANESE

E’ un’altra Santa Rania in questo mese di agosto. Sembra un piccolo centro di montagna. C’è più gente, più movimento, sia il giorno sia la sera. La mattina, all’ombra dei due maestosi pini del Belvedere di Piazza Italia, molti cittadini si siedono sulle vecchie e rotte panchine che l’Amministrazione comunale nonostante le numerose richieste non vuole sostituire, per passare alcune ore a discutere dei fatti passati e nuovi. Il pomeriggio, invece,sono in tanti a giocare a carte sul piazzale del Circolo ricreativo “Matyz“. E tra una giocata e l’altra facilmente si può sentire qualche imprecazione. Ma senza influire sul clima cordiale e amichevole che caratterizza lo svolgimento del più utilizzato passatempo della gente di Santa Rania.Un’aria di festa soffia per tutto il paesino. Una festa resa ancora più bella e partecipata per l’arrivo di tanti emigrati santaranesi che sono tornati per trascorrere qualche settimana di vacanza con i familiari. Sono venuti dal Canada, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna e dal Nord Italia. Sono all’incirca una cinquantina di persone. Tanti. Sicuramente tanti. Forse così tanti, in passato non ne sono mai giunti. E la cosa più mortificante è che in questo periodo, a Santa Rania, nessuna manifestazione è stata organizzata dall’Amministrazione comunale per allietare un po’ la permanenza di questi nostri compaesani. Ma anche senza manifestazioni i giorni, le serate sono trascorse comunque in armonia, in compagnia, all’insegna del divertimento e dell’amicizia, sentimenti che hanno sempre contraddistinto la gente di questo paese. Tra questi c’è Alessandra, una ragazza biellorussa, che da anni è ormai ospite di una famiglia di Santa Rania. Alessandra è una ragazza simpatica, carina che ha imparato a parlare, in poco tempo, bene la lingua italiana . In questi anni ha fatto tante conoscenze ed oggi ha tantissime amiche ed amici. E’ rientrato nel suo piccolo paese, insieme alla sua famiglia, anche il giovane campione di nuoto Alberto Loria che vive a Moncalieri, provincia di Torino. Alberto è un ragazzo simpatico che continua a fare dello sport ad alti livelli nonostante gli studi universitari. In una chiacchierata tra amici ci ha parlato del nuovo sport che pratica.Si tratta sempre di nuoto, definito nuoto per salvamento con regolari campionati italiani. E’ diverso dal nuoto che conosciamo tutti noi; questo è un po’ meno impegnativo e si gareggia con degli strumenti tipo salvagente, manichini. Anche Maria e Laurent, la giovane coppia che l’anno scorso si sono uniti in matrimonio nella chiesa di Padre Pio, sono qui a Santa Rania a trascorrere qualche settimana di ferie. Con loro c’è anche la piccola e bellissima Eleonora, frutto del loro amore. Sono ospiti dei genitori e del fratello di Maria.Il loro arrivo è stato accolto con grande ed immensa gioia sia dai parenti sia dagli amici.Peccato che tanto movimento, a Santa Rania, ci sia solo d'estate. E' davvero un'altra Santa Rania.

 

 

 

 

BRUCIARELLO: le Terme

Bruciarello, una superficie di 20 ettari ricadente nel Comune di Caccuri, conosciuta per le acque sulfuree che alimentano quattro bolle ciascuna di dimensione diversa, poco distanti l'una dall'altra. Una località dal paesaggio incantevole, giunchi che fanno da cornice alle bolle, frassino, pioppo e lentisco, conosciuto col termine dialettale "scinu", specie di alberi, tipici della macchia mediterranea, libellule che svolazzano liberamente senza avere timore delle persone che aspettano il loro turno per fare il bagno. Un luogo tranquillo, salutare, lontano da schiamazzi, vicino al fiume Neto e alla spettacolare vasca di raccolta, di recente costruzione, per risolvere il problema idrico a livello di irrigazione per la pianura e di acqua potabile per la città di Crotone. Bruciarello, una meraviglia della natura, un angolo di paradiso, con tutte le caratteristiche per essere trasformato in una zona termale. Fango ed acqua dalla temperatura mite e gradevole sono contenuti nelle bolle ricoperte in superficie da una patina generata dall'acqua stessa da dove ogni tanto fuoriescono delle bollicine che, agli occhi di chi osserva, sembrano identiche a quelle dell'acqua quando comincia ad andare in ebollizione. Un'acqua benefica che attenua i dolori reumatici e toglie pruriti e bruciori dalla pelle fornendo benessere e sollievo ai tanti che, in questo periodo, a Bruciarello fanno il bagno. E chissà che a dare il nome a questa località non sia stato qualcuno che aggredito da pruriti si sia immerso, per la disperazione, nelle acque di in una delle bolle e abbia avvertito, durante e dopo il bagno, una piacevole sensazione di liberazione del seccante fastidio. Una ipotesi che potrebbe essere anche vera. Intanto oggi sono numerose le persone anziane e giovani che affidano i loro guai alle mite carezze di queste acque. C'è chi si cosparge tutto il corpo di fango esponendosi al sole per farlo asciugare per poi fare un bagno di venti minuti in una vasca. Altri, invece, si buttano imprudentemente nella bolle aggrappandosi ad un cavo di acciaio che qualcuno ha fissato ai margini della bolle stessa. E altri scendono nella bolle utilizzando una scala di ferro poggiata su una base in cemento costruita sul margine della bolle stessa. Insomma da quando si è saputo che le acque di Bruciarello sin dalle prime analisi effettuate nel lontano 1840 dallo Scacchi, si sono rivelate di buona qualità e ottime per la cura di patologie epatiche, dell'apparato gastrointestinale, di dolori reumatici e di infiammazioni della pelle, tutti quelli con simili problemi di salute, si tuffano nelle bolle o si distendono nelle vasche per fare questo benefico bagno. E ogni giorno, una pompa elettrica riempie le vasche, situate in una artigianale baracca, una delle quali, in pietra, sembra sia stata utilizzata dal barone Barracco, un tempo proprietario di quel terreno. E per questo riempire e svuotare le vasche, nel corso della giornata, occorrono oltre cinquemila litri di acqua che svuotano la bolle di appena quindici centimetri. C'è anche un "traffico" di fango. Molte persone vengono a Bruciarello a prendere il fango. Si riempiono un secchiello e poi vanno in località Coniglio, a qualche chilometro di distanza, nel comune di Cotronei dove fanno la doccia. Altri, invece, prendono il fango per portarselo al mare. Un andazzo ancora per qualche mese. Poi, quando il Comune di Caccuri inizierà i primi lavori relativi al progetto finanziato dal PIT 12, lo scenario dovrebbe cambiare notevolmente e sicuramente in positivo

MARTINA ANNA 

S. Rania, nonostante sia un piccolo paese del comune di Caccuri, in provincia di Crotone, detiene una serie di primati che forse pochi conoscono. Tra questi, quello che maggiormente ha fatto conoscere il paesino in Calabria, in Italia e anche in gran parte dell'Europa, è stato senza dubbio la formazione della squadra di calcio A. C. S. Rania 96 composta quasi interamente da Loria. Ma sicuramente il più significativo e il più singolare è certamente quello conseguito dalla famiglia Martino. Infatti la signora Anna Martino è la capostipite di cinque generazioni. Anna Martino nasce a S. Giovanni in Fiore il 29 agosto 1916. A ventanni si sposa con Pasquale Silletta con il quale ha quattro figli. La loro storia d'amore è breve e segnata da continue sofferenze. Nel 1940 il marito parte in guerra e torna tre anni dopo ammalato e qualche anno dopo muore. Nello stesso anno la signora Martino perde il figlio Silletta Vincenzo di nove anni a causa di un incidente, scivola e cade sbattendo la testa contro una pietra. Ma Anna Martino nonostante tanto dolore e tanta sfortuna non molla e da sola, senza l'aiuto di nessuno né dallo Stato né dal Comune riesce a garantire ai suoi quattro figli il necessario per crescere. Con coraggio e volontà affronta e supera i tantissimi problemi economici che le classi più deboli vivevano in quel periodo amministrato da un Governo fascista. Quando i figli diventano adulti due di loro decidono di trasferirsi al Nord Italia. Mentre la figlia Antonietta nel febbraio del 1933 sposa Antonio Rao. Da questa unione nasce Barbara che il 19 febbraio 1978 sposa Crivaro Michele. Essi, a sua volta, hanno una bambina, Francesca, che poi diventa il 19 giugno 1999 la moglie di Francesco Morello. Il 25 gennaio 2003. da questo matrimonio nasce Barbara Morello, la cui trisnonna è Anna Martino. Cinque generazioni in solo 87 anni e a cominciare dalla capostipite sono tutte donne: Anna Martino, Antonietta Silletta, Barbara Rao, Francesca Crivaro e Barbara Morello. Ora Anna Martino vive serenamente con la figlia Antonietta a S. Rania, piccolo centro abitato di Caccuri. 

 

UNA VISITA INASPETTATA

Momenti carichi di emozioni e di passione sono stati vissuti a S. Rania, centro abitato del comune di Caccuri. A determinarli è stato un incontro avvenuto tra i Loria che vivono in America e i Loria residenti a Caccuri., piccolo centro della provincia di Crotone. Un lontano parente americano, Giovanni Loria, accompagnato da sua figlio Pasquale, che abita in Blue Fiald nello Stato della Virginia, è l'autore di questo storico e nostalgico ritrovo. E' partito dall'America con un elenco contenente i nomi dei fratelli del nonno e il forte desiderio di conoscere le sue origine. Da Napoli dove è giunto in aereo, parte in automobile, presa in noleggio, per raggiungere S. Giovanni in fiore, dove lui credeva di trovare i suoi parenti. Qui invece fortunatamente conosce prima Salvatore Cimino che appena comprende i motivi della sua venuta in Calabria, lo aiuta a ritrovare i suoi parenti e Pierino Mazza che gli fa da interprete. Ad accoglierlo a Santa Rania naturalmente sono stati i suoi numerosi cugini che, in poche ore, hanno fatto conoscere attraverso fotografie i fratelli di suo nonno e visitare la casa dove è nato suo nonno Saverio. Giovanni è felice, ascolta con attenzione e di tanto in tanto si emoziona pure. " Sono felice di essere a Santa Rania tra i miei parenti " afferma Giovanni, davanti la porta della casa in via Panaro dove ha abitato suo nonno. " S. Rania mi piace, continua Giovanni, perché c'è la mia gente ma anche perché somiglia al mio paese ". Giovanni guarda una per una le foto dei fratelli del nonno e fa delle foto con i suoi parenti perché una volta rientrato in America li farà vedere agli altri Loria che risiedono nello Stato della Virginia che non sono pochi. " Voi, dichiara Giovanni, in America avete una famiglia ". E da quel lontano inizio del '900 quando suo nonno Saverio Loria lasciò S. Rania per andare in America ad oggi i Loria sono aumentati e alcuni ricoprono anche, come ci ha riferito Giovanni, cariche importanti. In quel periodo assieme a Saverio partirono per l'America anche suo fratello Francesco, Loria Rosario e Loria Saverio che però poi per vari motivi rientrarono a S. Rania. Saverio vi rimase, si sposò, ebbe quattro figli e non venne mai in Italia anche se mantenne, attraverso lettere, per diverso tempo contatti con i suoi fratelli. Saverio era il nipote di Saverio Loria, uno dei tre Loria che hanno fondato S. Rania nella seconda metà dell' 800. Giovanni è stato sergente maggiore nell'esercito ed ha partecipato alla guerra del Vietnam e del Golf. Ora è impiegato in un ufficio postale a Blue Fiald dove vive con la moglie e i suoi tre figli Pasquale, Teresa e Angela.

 

 

 ALL'AMICO PEPPINO MARINO

Giuseppe Marino, più conosciuto con il nome Peppino, docente della scuola Primaria di Caccuri, dal mese di settembre andrà in pensione. A dare l’annuncio è stato proprio lui, qualche giorno fa, sul suo sito. La notizia non è stata una sorpresa per tutti. I suoi colleghi lo sapevano già da più mesi. L’effetto, comunque, della decisione ha generato tra gli animi di chi lo conosce ( e non sono pochi) sentimenti affettuosi contrastanti. Da un lato la felicità di sapere che dopo tanti anni di onorato lavoro, Peppino può dedicare interamente il suo tempo ai suoi hobbies; dall’altro il rammarico di riconoscere che il mondo scolastico di Caccuri perde uno tra i migliori docenti di tutti i tempi. Con la sua geniale semplicità e la sua infinità capacità di ascolto è sempre stato disponibile con tutti e non solo nell’ambiente scolastico ma anche in quello sociale. E’sicuramente difficile trovare qualcuno che non si sia mai rivolto, per una cosa o per un’altra, a Peppino Marino! Il suo amore per Caccuri l’ha palesato in tantissime occasioni. Al suo paese ha dedicato tanto tempo come consigliere comunale, docente, commediografo, poeta, giornalista, scrittore. I suoi libri, frutto di ricerche accurate, sono un punto di riferimento per chi vuole sapere notizie su Caccuri. Quando a settembre si ritornerà a scuola la sua assenza si farà sentire ancora di più. Mancheranno i suoi consigli, il suo modo di rendersi utile senza intaccare la sensibilità degli altri, la sua riconosciuta saggezza. A Peppino, amico e collega, auguro, con tutto il cuore, di vivere questa nuova fase della sua vita in piena serenità, in ottima salute e all’insegna del relax. Buon pensionamento, Peppino, goditi questo meritato riposo… però ogni tanto vieni a farci visita. La tua presenza sarà sempre gradita.
Francesco Loria

 

 

 

 

LA TIMPA DEI SANTI

A dare il nome a questa parte del versante collinare caccurese del fiume Neto è stata una grotta con numerose icone di Santi scolpite sulle parete interne della stessa grotta. L'antico luogo monastico è situato su un colle a picco da tre lati sulla valle del Neto.
Non si sa quando sia stata scavata, di certo si sa, invece, che è stata abitata per diverso tempo da monaci Basiliani che probabilmente sono stati anche gli autori delle cinque icone: il Cristo Pantocrator, l'immagine dell'Arcangelo Gabriele, della Madonna Odighiatria, la testa del Bambin Gesù. Questi monaci greci vennero in Italia nel VII secolo perseguitati in Siria, Palestina ed Egitto dai musulmani che avevano cominciato ad occupare le terre asiatiche dell'impero bizantino. La loro presenza aumentò nell' VIII secolo quando furono perseguitati anche dalle persecuzioni iconoclaste. Essi pensavano che le sacre icone potessero generare la trasposizione del pensiero umano dal terreno al divino. Il clero bizantino riteneva questa teoria come comportamento blasfemo. I Basileus di Costantinopoli non tolleravano l'ingerenza del monachesimo nella vita socio-politica del popolo così decretarono la distruzione di tutte le icone. I monaci non accettarono queste imposizioni e perciò preferirono l'esilio. Fu proprio in questo periodo che questi monaci raggiunsero il versante collinare del Neto dove condussero una vita da anacoreti abitando queste antichissime grotte. Oggi raggiungere la grotta è un po' difficoltoso perchè non c'è stata da parte degli Amministratori caccuresi la dovuta attenzione per salvaguardare questa località storica di particolare interesse culturale.
Oltre a consentire a chiunque di introdursi nella grotta che, per cercare tesori, hanno cancellato, a colpi di picozza, parte dei dipinti, è stato permesso anche a privati cittadini di modificare la parte antistante la porta rendendo l'accesso alla grotta un'impresa solo per pochi.
Ora è stata inserita tra le opere aristiche - storiche - monumentali da restaurare. Resta comunque una località da visitare.

 

LA GHIESIELLA

I ruderi di questo piccolo edificio si trovano a qualche chilometro a monte di S. Rania e non molto lontano dal fiume Neto e dalla Timpa dei Santi. Era probabilmente una dimora dei monaci Basiliani e non una chiesa come comunemente si dice.
I monaci che erano stabiliti nella grotta scavata nella Timpa dei Santi, sostavano in questa casetta di una superficie di circa 25 metri quadrati quando si spostavano seguendo il fiume Neto per raggiungere altre postazioni religiosi dislocate in Sila. Che non sia stata una chiesa si nota osservando attentamente le parti delle mura rimaste che presentano delle incavature fatte per contenere "lucerniera", contenitori di acqua in legno e altri utensili tipici di una casa.
Nei pressi della casetta c'erano e ci sono ancora delle buche profonde " Carnalere" dove, secondo quanto affermano alcuni del posto, venivano sepolti i morti. 
Ma è molto più probabile che queste buche - caverne servivano ai monaci per nascondersi quando sentivano avvicinare i briganti che all'epoca erano presenti nella zona.
La Chiesetta è stata abbattuta, non molto tempo fa, a colpi di piccozza da alcuni cittadini che credevano di trovare nelle mura dei tesori nascosti. Oggi questi ruderi sono ricoperti di erbacce e arbusti che minacciano la conservazione di questo monumento storico - culturale che, per una ricerca rivolta alla conoscenza del passato di questo misterioso e affascinante luogo, rappresenta un punto di partenza di notevole interesse ed importanza.

 

TENIMENTO DI UNA VOLTA:
"I mietituri"

Nel territorio comunale di Caccuri la località denominata Tenimento di proprietà fino a qualche decennio fa della famiglia Covelli di Cotronei, è testimone di tantissimi fatti di vita dura e sacrificata di gente che in questo territorio, nonostante le continue avversità, era impegnato alla ricerca di un futuro migliore. E la vita da eterno affittuario, da indiscusso sfruttato, è cambiata quando, verso la fine degli anni ’70. i contadini caccuresi decisero di riscattare le “loro” terre acquistandole. Questo territorio veniva utilizzato sin dai primi anni del 900 ad uso seminativo e durante l’estate come pascolo. Rappresentava forse l’unica risorsa per la gente del posto che lo coltivava con passione e duro lavoro. Nel mese di giugno, a partire dal 20, iniziava la raccolta dei cereali che durava per circa un mese. Si iniziava con i “faverielli”, orzo, avena, grano e si terminava con i ceci. Le qualità di grano che venivano seminate erano il “cappello” e il “pugliese” per il grano duro, la “cigna” per il grano tenero. Cominciava così per molte persone un periodo faticoso ma anche di speranza. Una raccolta copiosa significava avere di che mangiare per diverso tempo. Gli uomini che mietevano il grano i “metituri” erano muniti di particolari strumenti. Oltre alla fatidica falce avevano “a mantera” un indumento di pelle e a volte anche di tela ruvida che andava dal collo fino alle ginocchia, “u frazzale” una manica pure di pelle che serviva a proteggere il gomito quando legavano “ u iermitu”. Le dita della mano che afferravano il frumento erano protette da quattro “cannelli” tubi cilindrici ottenuti dalla canna. La testa era riparata dai raggi del sole da un grande cappello “ a pagliera”. Dalle prime ore di mattina fino al tramonto, con la sola interruzione del pranzo, mietevano, sotto il cocente sole, con ritmo continuo. Ogni falciata un “ iermitu”, quattro di essi formavano un fascio di spighe “ a gregna”, tanti fasci costituivano il covone “ u cavagliune”. Qualche volta succedeva che alcuni metituri davano vita a delle vere e proprie gare. Vinceva chi riusciva a mietere in meno tempo più fasci. Da quanto abbiamo saputo i più bravi erano Loria Rosario “ u machinante”, Cozza Michele, Loria Pasquale ( u barune) e Guzzo Michele che poi emigrò in America. Questi riuscivano a mietere anche 200 gregne. Naturalmente i “metituri” mentre falciavano il frumento, letteralmente bagnati dal sudore, tra un “iermitu” e l’altro cantavano brani folcloristici per rendere meno duro il loro lavoro. Cantavano “ gira cumpagnu ca pigliamu la quaglia, si la pigliamu ci facimu la festa. Ni la mangiamu cu tutte le pinne, tu te mangi a cura cu le pinne, iu mi mangiu u piettu cu le pinne” e ancora “ patrone si vu metere lu granu vatinne a S. Giovanni a pigliare vinu, ca u vinu è fattu pe’ li metituri e l’acqua pe’ le spigolare” . Quando terminava le mietitura iniziava il trasporto dei covoni all’area. Questa era uno spazio circolare creato in una zona esposta al vento. Per il trasporto, difficile e pericoloso, si usavano i buoi che tiravano un carro “ u carragregne” carico di fasci di spighe. I fasci sull’area venivano disposti a forma di casa “ a timugna” Sull’area, dopo aver fatto circolare per qualche ora sui fasci, tirando una grossa pietra, un animale che poteva essere un bue, un asino, un cavallo, avveniva la separazione del grano dalla paglia. Questa operazione era complessa e andava eseguita con maestria e pazienza. Con una pala di legno si prendeva la paglia sminuzzata assieme al grano e quando tirava un po’ di vento si lanciava in alto. Ricadendo sul suolo la paglia, più leggera veniva trasportata dal vento fuori dall’area, mentre il grano cadeva nell’area. Il grano veniva messo nei sacchi che poi a casa venivano svuotati nei “ casciuni” grandi contenitori di legno. La paglia invece si metteva nei “rituni” sacchi a maglia, per essere portata nelle stalle. La paglia veniva usata anche per riempire i “ saccuni” i materazzi di allora del letto. Solo verso gli anni 50, con l’arrivo della prima trebbia, quella dei fratelli Lopez di S. Giovanni in Fiore, diminuiva la fatica dei contadini che non dovevano più “pisare” separazione del grano dalla paglia. Per spostarsi da una zona all’altra del Tenimento, la trebbia veniva tirata dai buoi con enormi disagi a causa della mancanza di strade. A raccolta terminata, nel paese rientravano più di 60 quintali di cereali. Oggi i cereali coltivati sono il grano, l’orzo in pochi ettari. Il Tenimento è ricoperto di vigneti, oliveti e ortaggi ed ogni zona è raggiungibile percorrendo le tre importanti strade interpoderali che sono state costruite durante l’amministrazione Lacaria e Durante.. Ci sono pure alcune fattorie dove si possono trovare formaggi freschi e genuini. Il Tenimento, con la Forestella, è stato in passato un sostegno economico vitale per il comune di Caccuri. un sostegno che continua ancora oggi a rivelarsi l’alternativa più concreta alla mancanza di lavoro.

 

 

STRADA PROVINCIALE N° 32

Nei giorni scorsi, la Provincia di Crotone è intervenuta mediante lavori di ammodernamento sulla strada provinciale n° 32. L’intervento è stato utile e necessario perché quei tratti della strada erano quasi rimasti senza asfalto. Un lavoro che ha migliorato la percorribilità della strada eliminando anche alcuni pericoli dovuti ad alcune profonde cunette. Sono stati anche sistemati lungo gli argini della strada dei gard rail che sono sicuramente un altro strumento di garanzia per la sicurezza. Un intervento atteso che ha trovato tutto il consenso degli utenti. Peccato però che siano stati ignorati due punti di questa strada in cui si formano sempre delle buche. Sono due curve, una in località “Caria” e l’altra in località “ Zifarelli”. Sono entrambe pericolose a causa di queste buche che si formano sicuramente a causa dell’acqua sia piovana che dalla possibile presenza di sorgenti. Gli operai del Consorzio di bonifica che operano nel territorio comunale di Caccuri, nei giorni scorsi, sono intervenuti riempiendo con bitume le buche solo della curva in località “ Zifarelli” senza però eliminare del tutto la pericolosità a causa dei limitati mezzi che hanno a disposizione. Un altro “pericolo” ignorato sono le diverse discariche abusive presenti lungo gli argini della strada provinciale n° 32. Tanti ammassi di vario materiale anche pericoloso che giacciano da mesi senza che nessuno si preoccupa di fare eliminare. Ammassi che ora sono diventati un’esca dove tutti gettano il loro materiale ingombrante. Per completare l'opera, ora, bisognerebbe bitumare i tratti esclusi da questo intervento e rifare le striscie per dilimitare le corsie.

 

 

Vie Interne: erbacce

Caccuri pulito, Santa Rania invasa dalle erbacce. Gli operai idraulici forestali possono essere impiegati più volte a Caccuri per eliminare le erbacce che in questo periodo dell’anno invadono sia le aree verdi sia i marciapiedi e sia le parete dei muri delle strade interne. Ed è certamente un ottimo servizio che l'Amministrazione comunale offre ai suoi cittadini. A Santa Rania invece il prezioso intervento di questi operai avviene una sola volta l’anno. Infatti, solo in occasione della festa di S. Antonio, gli operai idraulici forestali che operano nel territorio comunale di Caccuri, puliscono, soprattutto, qualche giorno prima della festa, muniti da decespugliatori e scope, la strada principale che è poi quella attraversata dalla Processione. Le panchine che sono state sistemate lungo il marciapiede in via delle Sorgenti, a ridosso del campetto di bocce, sono completamente sommerse dagli arbusti. Sedersi è quasi impossibile, e poi c’è anche il rischio di essere morsi da qualche vipera nascosta tra l’erba. In Via Nazionale lungo i muretti, l’erba spunta e vegeta meravigliosamente. Persino qualche segnale stradale è stato quasi ricoperto dagli arbusti, un esempio è quello posto all’entrata del paese nei pressi di Via Romitine. I due assessori comunali, di cui uno è pure vice sindaco, che rappresentano Santa Rania in seno al Consiglio e alla Giunta comunale, sono a conoscenza di questa situazione perché possono ammirare questo “spettacolo della natura”, quando percorrono le strade interne di Santa Rania dove loro vivono. Sono in tanti i cittadini che spontaneamente affermano con grande preoccupazione che Santa Rania viene sempre più esclusa dai piani d’intervento dell’attuale Amministrazione comunale. Una sensazione! Forse! Ma i fatti tolgono ogni forma di dubbio. E’, invece, una vera e propria constatazione. Peggio di così non si può!

PASQUALE LORIA
E LA SUA PASSIONE PER GLI ANIMALI

Una serpe entra in un pollaio e divora le uova che le galline avevano deposto. E’ accaduto domenica mattina a Santa Rania. A scoprire l’amara sorpresa è stata la proprietaria, Luisa Loria, mentre effettuava il suo abituale controllo giornaliero. La serpe era in posizione di riposo in un angolo del pollaio. Tutta attorcigliata se ne stava tranquilla e felice in attesa di iniziare la digestione. Poi l’arrivo della signora Loria ha completamente rivoluzionato il piano del rettile. La signora, come ogni giorno, è entrata nel pollaio per prendere le uova, riempire le vaschette di acqua e versare mangime nelle appositi contenitori, quando ha intravisto la serpe. Un urlo e velocemente ha abbandonato il pollaio. Poi è andata a cercare suo padre, un uomo coraggioso ed esperto nel catturare rettili. Giunto sul posto, Pasquale Loria, con un ramo a due punte di circa 50 centimetri, è entrato nel pollaio, blocca la serpe e poi la prende con le mani. A questo punto è uscito dal pollaio con la serpe per nulla impaurita forse perché ha intuito le intenzioni amiche di Pasquale Loria che, con molta cautela, ha fatto scivolare il rettile in un sacco. Poi è stata trasportata in una zona lontana dal pollaio e sicura per la serpe. Un intervento che ha richiesto poco più di cinque minuti. Questa è la seconda serpe che ha fatto visita al pollaio. Quella dell’anno scorso era più piccola sia di dimensioni sia di età. Questa era lunga poco più di un metro e all’incirca poteva avere quattro anni. Alla fine Pasquale Loria ci ha confidato come ha imparato a catturare i rettili. Tutto è nato da una sorta di rivalità con un altro ragazzo. Partendo dal principio “ lui ci riesce perché non dovrei riuscirci anch’io?” ha superato ogni paura ed è riuscito poi a diventare anche “amico” di questi animali.

 

SANTA RANIA: TRA IL FIUME NETO E BRUCIARELLO

Lungo la sponda sinistra del fiume Neto, direzione mare Ionio, si estende un territorio collinare e pianeggiante andando verso valle, con scoscese verdeggianti scarpate e massi di notevole grandezza, dalla tipica vegetazione mediterranea, che è stato luogo di vicende, fatti ed eventi che, ancora oggi, per mancanza di concrete conoscenze, si pone come una affascinante sfida alla ricerca storica per svelare i misteri consumati tanti anni fa. E in questo lembo di territorio, una serie di località costituiscono un riferimento storico strategico, di grande aiuto, nelle ricerca di elementi necessari per risalire alla nascita di Santa Rania. Queste località sono Casalinuovo, la Timpa dei Santi, la Ghiesiella, la Jumarella di Calusia, il Tenimento, Bruciarello, la Forestella, la Tana del brigante Pietro Monaco, il Cozzo dei Briganti, la Casa, a Laconi, dove venne ucciso Antonio Maria Loria. In mezzo a queste località, si estendeva una limitata superficie, alberata principalmente di pioppi e querce, con la presenza di più sorgenti di acqua, denominata probabilmente “Santa Rania” che fu occupata dai tre fratelli Loria, provenienti da San Giovanni in Fiore, attorno ai primi anni della seconda metà dell’ottocento. Sicuramente non sono stati i fratelli Loria, fondatori del paese, a dare il nome, Santa Rania, a questa località. Quando loro presero possesso di questo territorio, si chiamava già così. E’ probabile che il nome “Santa Rania” i Loria lo trovarono, esplorando il luogo conquistato, su un vecchio stemma affastellato nei pressi della Ghiesiella o nel Tenimento, già abitato secoli prima, come attestano reperti trovati da agricoltori. Se a dare il nome al paese fossero stati i Loria, senza dubbio, l’avrebbero denominato con un nome che avesse a che fare con le loro origini. Come del resto è successo con la chiesetta costruita attaccata ad una delle prime case di Santa Rania sottana che l’hanno intitolata a S. Antonio perché uno di loro si chiamava Antonio. I Loria, secondo visione di documenti e attestazioni verbali rese dagli anziani del posto, non hanno nessuna relazione con il nome Santa Rania Insomma, ancora oggi, non si sa quali siano le reali origini di questo nome e nemmeno si sa chi è stato a portarlo in questa area del territorio comunale di Caccuri. Anche la Timpa dei Santi rappresenta una fonte storica di grande rilevanza nella ricerca storica delle origini di questo tranquillo e pacifico paesino. Sulle appendici di questa Timpa, secoli fa, i monaci basiliani scavarono una spaziosa e profonda grotta che abitavano, nel corso delle soste che effettuavano durante i viaggi lungo il fiume Neto, per recarsi ad altri insediamenti religiosi esistenti in Calabria. Il significato religioso del nome “Santa Rania” potrebbe avere una concreta relazione con i “passaggi” dei monaci che avevano dipinto le pareti interne della grotta con icone di santi. E’ anche possibile che una delle figure potrebbe raffigurare “Santa Anania” e che successivamente gli stessi monaci abbiano potuto intitolare la Ghiesiella a Santa Anania. Ipotesi che potrebbero essere molto vicino alla verità. Bruciarello, ricco di acqua sulfurea, è stato un centro di benessere dei Romani. Ad attestarlo sono vasche e tubazione di rame, ritrovati durante gli scavi eseguiti per la realizzazione della centrale idroelettrica “ Calusia”. I particolari cimiteri con presenza di ossa, rinvenuti nel Tenimento a pochi chilometri da Bruciarello attestano l’esistenza di popolazioni, forse soldati romani che decisero di rimanere definitivamente in quel luogo, che vissero a poca distanza da Santa Rania. Perciò anche queste popolazioni potrebbero avere avuto un legame con il nome Santa Rania. Le altre località, dislocate attorno a Santa Rania, racchiudono una storia più recente e meglio conosciuta. Sulle pendici di queste colline situate a confine tra il comune di S. Giovanni in Fiore e quello di Caccuri, nel 1862 il brigante Pietro Monaco si costruì una tana tra le rocce dove abitò insieme alla sua donna, Maria Oliviero, soprannominata Ciccilla. Ma nel dicembre del 1863 fu ucciso, mentre dormiva nella sua tana, con due colpi mortali, sparati da Marrazzo, Celestino e De Marco, tre suoi uomini. Dopo oltre ottanta anni due ragazzini di Santa Rania nei presisi della grotta trovarono alcune monete di oro che sicuramente facevano parte del bottino del brigante. La grotta purtroppo sprofondò durante le piogge che nel 1973 imperversarono su queste zone. Il Cozzo dei Briganti, non molto lontano da Santa Rania, era un punto d’incontro per i briganti che perlustravano la zona. Non molto alto, ma sufficientemente per avvistare eventuali arrivi di militari. E’ un luogo che ha, senza dubbio, assistito a tanti raduni per organizzare attacchi, rapine e a consegne di informazioni. La casa dove è stato ucciso Antonio Maria Loria, ora circondata da erbe e arbusti, ubicata in località Laconi, conserva la storia dell’avvenimento che ha segnato negativamente il futuro di Santa Rania. Antonio era diventato in poco tempo un abile ed intelligente imprenditore. Investì i suoi risparmi sull’agricoltura comprando una buona parte della località Laconi dove costruì una casa ad un piano con più stanze, alcune usate come stalle. Antonio è stato ucciso, di notte, barbaramente da persone che lui conosceva con le quali aveva avuto qualche giorno prima, un diverbio per futili motivi.

 

 

FINALMENTE LA PIOGGIA

Finalmente dopo mesi di siccità, è arrivata la pioggia. Dopo una nottata caratterizzata da tuoni e lampi che sembravano un bombardamento aereo, è venuto giù dal cielo un acquazzone che è continuato, ad intervallo, per tutta la giornata di domenica. E nonostante un fulmine, verso le 9,30, ha fatto rimanere senza energia elettrica i cittadini abitanti in Via Calabria e Piazza Italia, creando anche danni per avere messo fuori uso apparecchi telefonici e decoder, questo evento atmosferico è stato salutato e accolto da tutti come una manna dal cielo. “ C’era veramente bisogno di questa pioggia, affermano gli agricoltori del paese, gli alberi e in particolari quelli da frutta, cominciavano ad ingiallire le foglie. E anche la vendemmia rischiava di essere parzialmente compromessa. Invece con questa pioggia si può sperare in una ripresa delle varie piantagioni e degli ortaggi di stagione”. Ma questa propizia pioggia che ha fatto e farà sicuramente tanto bene ha anche creato qualche disagio alla ditta che in questi giorni sta realizzando i lavori relativi al progetto sul miglioramento della rete idrica. Infatti il tratto della strada provinciale 32 che attraversa il centro abitato di Santa Rania è stato smantellato per scavare il fosso dove è stata posizionata la tubatura della nuova rete idrica. Lungo il fossato, a distanza di dieci metri, sono stati creati dei pozzetti che permetteranno agli utenti gli allacci per portare l’acqua potabile nelle proprie abitazioni. Ora questi pozzetti sono tutti pieni di acqua e il manto stradale rimosso, quello più ghiaioso, è stato trasportato dalla pioggia lungo la strada otturando anche delle griglie. Ma a questo inconveniente si può mettere rimedio, perciò tutti possiamo gridare “ BENVENUTA PIOGGIA!!!” 

 

 UNA GRANDE RACCOLTA DI PORCINI

Pasquale Spatafora, un cittadino di Cotronei con parenti a Santa Rania, è stato protagonista di una
eccezionale impresa. La settimana scorsa è riuscito a raccogliere, in poco più di due ore, oltre venti chili
di funghi. Una cassetta stracolma di porcini tutti in ottimo stato pronti per essere essiccati o consumati nell’immediato.
Erano tutti di una notevole grandezza, eccetto alcuni che si distinguevano dagli altri proprio
per essere assai più grandi. Quando ha mostrato i funghi, togliendo la cassetta dal suo motocarro per poi poggiarla
su una panchina in Piazza Italia, i cittadini di Santa Rania che erano presenti, sono rimasti sbalorditi
per la quantità e qualità dei porcini. Pasquale Spatafora è un esperto raccoglitore di funghi, oltre a conoscere
le varie specie sapendo distinguere quelle commestibili da quelle velenose, sa anche in quali luoghi della Sila recarsi
per ritornare a casa con le ceste colme.

 

 

 SAN ROCCO A SANTA RANIA

 

 

 

 

 

 Domenica 3 agosto, la statua di San Rocco è stata portata nella chiesa di San Pio. Lunedì 4 agosto, dopo la celebrazione della Santa Messa, è iniziata la processione per le vie principali del paese. Una folla di fedeli, insieme a don Girolamo Ronzoni, ha seguito la statua trasportata da un comion di proprietà della dita edile Lacaria di Caccuri. In alcuni punti del tragitto la processione si è fermata per consentire ai fedeli di fare la loro offerta e di dissetarsi. Questo è il secondo anno che San Rocco viene portato a Santa Rania. Non succedeva da circa quaranta anni.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROSETTA SILLETTA:
LA FORTUNA NON L'AIUTA

Non è stata fortunata Rosetta Silletta al programma televisivo “Affari tuoi”. Una serata decisamente sfortunata. Sin dal primo pacco è incappata in quello contenente cifre alte. E così è stato fino alla fine del gioco. Non è servito l’incoraggiamento del marito, Antonio Loria, che affettuosamente ed intelligentemente ha saputo sollevare il morale di sua moglie che, nonostante la dea bendata non fosse apertamente dalla sua parte, ha degnamente rappresentato in televisione la gente del suo piccolo paese, Santa Rania. Disinvolta, sorridente, con la risposta sempre pronta e in un ambiente nuovo per lei, è riuscita ad accattivarsi la simpatia dei telespettatori che hanno guardato il programma televisivo. Con lei, oltre al marito, nello Studio televisivo, c’erano i due fratelli, Salvatore, venuto appositamente dalla Germania, Pasquale e la figlia Isabella Loria. Rosetta non ha vinto nulla però, il suo nome rimarrà nella storia del paese per avere contribuito a fare conoscere Santa Rania anche e fuori dall’Italia. Ci dispiace immensamente per come è finito il gioco, e comunque ci sentiamo in obbligo di ringraziarla per avere portato in alto il nome di Santa Rania.

FESTA
IN ONORE DI PADRE PIO

Come da tradizione, anche questo anno a Santa Rania, centro abitato del comune di Caccuri, verrà organizzata una festa in onore di Padre Pio da Pietralcina. Ad organizzare la solenne cerimonia è don Girolamo Ronzoni, sacerdote della Parrocchia S. Maria delle Grazie e un comitato composto da fedeli del paesino caccurese. Il programma che prevede un triduo di preghiera in onore di Padre Pio da Pietralcina, contiene momenti religiosi con appuntamenti di preghiera e momenti di divertimento con più proposte di spettacoli. Gli appuntamenti di preghiera sono previsti nei seguenti giorni: Sabato 20 settembre, ore 20,30, recita del Rosario e S. Messa nella Chiesa di S. Pio da Pietralcina;
Lunedì 22 settembre, ore 21,30, veglia di preghiera;
Martedì 23 settembre, ore 16,30, Festa di Padre Pio, solenne celebrazione eucaristica e processione per le vie del paese.
I momenti di divertimento avranno luogo a partire da
Sabato 20 settembre, ore 21,00, insieme con allegria in Piazza Italia, serata musicale con i “ Live Music” e fritti in Piazza;
Domenica 21 settembre, ore 21,00, Sfilata di abiti da sposa “ Un ritorno al passato legato al presente”, proposto dai giovani di S. Rania;
Martedì 23 settembre, ore 21,00, rappresentazione teatrale “ L’emigrante” in Piazza Italia.
La processione sarà accompagnata dalla banda musicale “ Zeus” di Caccuri. Ma in questi giorni sono in corso i lavori del progetto relativo al miglioramento della rete idrica. E il tratto di strada della provinciale 32 che attraversa il centro abitato è stato rimosso per realizzare il fosso dove verrà posta ed interrata la tubatura della rete idrica. Tutti, ci auguriamo che per i giorni predisposti per la manifestazione, i lavori siano finiti, altrimenti l’andamento della festa potrebbe anche essere condizionato da questi lavori.

DOMENICO LORIA E' IN PENSIONE

Era appena conclusa la discussione sul terzo punto all’ordine del giorno, quando il dipendente Domenico Loria, mentre si avviava a lasciare il tavolo consiliare, riceveva dal sindaco i ringraziamenti per la collaborazione e gli auguri di buon riposo. A questo punto, per qualche minuto, si interrompevano i lavori del Consiglio per dare merito e attenzione ad una persona che per circa quaranta anni ha servito con dovizia e abnegazione il Comune di Caccuri. Una foto di gruppo e qualche parola di circostanza hanno fatto da cornice ad una cerimonia improvvisata, fredda, breve e assai lontana da quella che il dipendente Loria avrebbe meritato. E anche tra i cittadini presenti in sala consiliare c’è stato qualcuno che non ha condiviso il riguardo manifestato al neo pensionato Loria. Del resto anche con altri dipendenti, questa Amministrazione comunale, ha già dimostrato di non ricorrere a festeggiamenti e a discorsi elogiativi per dare rilevanza al lavoro svolto. Basta la presenza. Un augurio fatto in fretta. Poco conta passare una serata insieme, attorno ad un tavolo, mangiando qualcosa rievocando qualche aneddoto successo in questi anni di lavoro. Eppure Domenico Loria è stato un punto di riferimento per tutti gli altri dipendenti. Ma non solo. La sua lunga e collaudata esperienza è stata anche una garanzia per gli amministratori. E l’attuale Amministrazione comunale, se è riuscita a superare enormi difficoltà di bilancio, lo deve proprio a lui, a questo dipendente che passava pomeriggi e serate nel suo ufficio per trovare le soluzioni ai tanti impellenti problemi economici. E questo suo attaccamento al lavoro, queste sue capacità professionali hanno varcato i confini del comune di Caccuri. Tanti, infatti, sono stati colleghi suoi di altri Comuni che hanno richiesto la sua consulenza. Sostituire il ragioniere Domenico Loria non sarà facile. Così come non sarà facile per lui abituarsi a dimenticare il suo ufficio, i libri contabili e tutti quegli aggeggi che ha utilizzato e fatto funzionare per quasi quaranta anni. Buon riposo, caro “Micuzzo”, così gli amici lo chiamano, e ancora buon meritato riposo.

 

 

   DAMIANO ..... ora può

 


 
Nei locali del ristorante “ La Roccia” di Caccuri, sabato 11 ottobre, Damiano Loria ha festeggiato il diciottesimo anno. La festa, in suo onore, è stata organizzata con particolare attenzione, nulla è stato trascurato. Al magico evento erano presenti oltre al papà, alla mamma, al fratello, ai nonni, alle zie, agli zii, ai cugini e alle cugine, tutti i suoi amici. A Damiano, per nulla emozionato, è stata dedicata una serata all’insegna del divertimento e dei ricordi. Sua cugina, Daniela, con la complicità di mamma Marisa, ha realizzato una presentazione di fotografie che ha riassunto, in poco più di venti minuti, la vita di Damiano dalla nascita ai giorni attuali. Una sorpresa che Damiano ha scoperto con piacere e vissuta certamente da primo attore. Ad animare la serata sono stati i djs Dario Loria, cugino di Damiano, e Rosario. I due hanno fatto scatenare i numerosi amici di Damiano che hanno ballato fino alle prime ore del mattino. E tra le tante ragazze presente, c’era naturalmente Marianna, la ragazza di Damiano, che insieme sono una simpatica coppietta. A Damiano, santarania.it, formula gli auguri più sinceri e nello stesso tempo auspica un futuro ricco di soddisfazioni nonchè il raggiungimento di tutti i suoi obiettivi. Tuo zio Francesco

 

 

IL CORAGGIO DI DIMETTERSI...

Mai come in questi ultimi mesi è rivolta tanta attenzione alla politica locale. Si dibatte intorno alle vicende della amministrazione comunale; si fa l’analisi dell’operato della giunta e della sua incidenza sullo sviluppo economico, sociale e culturale; i cittadini si dividono a favore o contro la decisione del sindaco di ritirare le dimissioni; la minoranza si mobilita e intanto il sindaco resta al suo posto continuando ad amministrare il paese a modo suo. E tra tutti questi dilemmi il paese è sommerso da grossi ed importanti problemi che riguardano il degrado, i finanziamenti non ancora utilizzati, le denunce e i ricorsi indirizzati all’attenzione degli Organi istituzionali superiori che coinvolgono amministratori, dipendenti e cittadini. Tegole dopo tegole cadono infliggendo duri colpi sulla testa di una amministrazione comunale che ha voluto essere protagonista e artefice del proprio fallimento. Occhi chiusi e orecchie tappate sono gli strumenti convenzionali che danno ai nostri cari amministratori comunali il coraggio di andare avanti senza scomporsi ignorando eventuali nobili suggerimenti interiori. La loro coscienza e il loro cuore non si impietosiscono di fronte al pianto di un paese che non trova più la forza di ribellarsi, di risorgere. Basta farsi un giro per le vie interne del paese per imbattersi in alcuni dei tanti disagi che condizionano la vita quotidiana dei caccuresi. Buche, lavori interrotti, servizio trasporto alunni assicurato a metà, frane su alcune vie interpoderali e sulla strada provinciale n.32, alcuni alberelli dei parchi comunali senza nessuna manutenzione, lamentele sulla carenza di personale nell’Ufficio postale. E poi mancano cinque giorni alla festa più grande dell’anno e ancora non sono state illuminate e decorate le vie del paese come è sempre stato fatto negli anni passati. Mentre gli amministratori dei paesi vicini hanno saputo creare quella atmosfera natalizia che non solo si pone come benvenuto e augurio per una buona permanenza agli emigrati che rientrano, ma anche come richiamo a tutti i cittadini a trascorrere queste feste in pace, allegria, serenità e solidarietà verso chi non ha. L’amministrazione comunale di Caccuri ancora non ha fatto nulla, ma la speranza si dice è l’ultima a morire e chissà che, poco prima di Natale, non vedremo le strade decorate ed illuminate come mai prima. Da questa amministrazione comunale ci si può aspettare di tutto!!!

 

 

COMMENTO E CONSIDERAZIONI DIMISSIONI SINDACO

La lettera di dimissioni del sindaco di Caccuri, Arcangelo Rugiero, è finalmente nota a tutti. Poco più di quattro fogli di protocollo per spiegare ai cittadini i motivi che l’hanno spinto a prendere questa decisione. Una lettera molto simile ad una delibera che enuncia una sorta di confessione improntata sulla menzogna e antichi rancori verso persone che, al contrario, meriterebbero un encomio senza precedenti, per quanto in passato hanno fatto per lui. Un sindaco che giustifica il suo atto addossando tutte le responsabilità ai tre consiglieri di Santa Rania. Una giustificazione assai comoda che può essere paragonata ad una maschera di carnevale, bella di fuori e vuota dentro. Un modo come un altro per offendere l’intelligenza di una popolazione che, saggiamente e pazientemente, è sempre stata clemente nei confronti di un sindaco che, in questi quattro anni di amministrazione, non ha risolto nessuno dei tanti problemi che assillano Caccuri. Eppure Lui, il grande sindaco, nella sua lettera di dimissione ha avuto il coraggio di affermare” E’ doveroso anche, che il popolo sappia che il sindaco, sul piano personale, ha dato tutti i giorni l’anima e il corpo, senza risparmio di energie, sacrificando la salute personale e dedicando minor tempo alla famiglia, senza mai una possibilità di svago o di riposo pur di garantire al meglio, in mezzo a mille difficoltà di ogni genere, le soluzioni dei vari problemi nell’interesse della cittadinanza che gli ha dato l’onere e l’onore di rappresentarla, senza inseguire interessi personali” Che belle parole! Si, sono solo belle e toccanti parole. Perché ad esse non è possibile assecondare una sola soluzione, infatti in questi anni di amministrazione non ha risolto nessun problema. Del resto se fosse vero quello che afferma, Caccuri dovrebbe essere un gioiello di paese. Invece è sommerso da mille problemi. Come mai non iniziano i lavori della palestra scolastica? Come mai non iniziano i lavori del depuratore in località “Ziferelli”; Come mai non inizia la mensa scolastica? Come mai il servizio del trasporto degli alunni è garantito a metà? Come mai non si sa nulla dei 68 mila euro destinati inizialmente al miglioramento della Piazza Annunziata? Che fine ha fatto il finanziamento della Provincia, destinato all’ampliamento del tratto della strada provinciale n. 32 in prossimità della Santa Croce? Come mai le strade interpoderali sono completamente in uno stato di abbandono? Sono solo alcune delle tante domande alle quali, questo sindaco, non ha dato, a tuttora, una risposta. Eppure con una sfrontatezza senza precedenti, in un passaggio della sua lettera di dimissione, afferma “ A questo punto risultano naturali e legittime alcune considerazioni di ordine generali sui comportamenti di chi è chiamato a rispondere e a dar conto dei determinati impegni assunti con la popolazione. I consiglieri che con le loro dimissioni hanno determinato il venir meno della maggioranza in Consiglio, irresponsabilmente a pochi mesi dalla scadenza naturale, hanno dimostrato scarso senso di dovere e di lealtà verso l’Ente e l’elettorato perché non hanno onorato, come dovuto e fino in fondo, il mandato popolare ricevuto”. Perché questa Amministrazione una maggioranza l’ha mai avuta? E il sindaco è sicuro di avere dimostrato senso di dovere e di lealtà verso l’elettorato! Non ci risulta. Perché se così fosse avrebbe dovuto seguire l’esempio di Anna Calfa. Perché da allora aveva una maggioranza con le dimissioni in tasca e nella borsetta. E il sindaco tutto questo lo ha sempre saputo. Ma lui ha voluto andare avanti lo stesso. E questa sua volontà ha prevalso anche quando tutti si aspettavano il Commissario. Quando, con un gesto che resterà nella storia del paese, ha ritirato le dimissioni dimostrando che, le motivazioni adottate nella lettera di dimissioni, erano solo e soltanto di comodo e di circostanze. A questo punto ci è spontaneo chiederci. CHI E’ IL VERO IRRESPONSABILE! CHI HA DIMOSTRATO SCARSO SENSO DI DOVERE E DI LEALTA’ VERSO L’ENTE E L’ELETTORATO?

AGOSTO 2008

Chiusura dell’acqua, incendi e interruzione del servizio telefonico sono state le principali “ attrattive” di questa estate santaranese. Per oltre un mese l’erogazione dell’acqua ha subito continue interruzioni prima di notte e poi anche di giorno. Il serbatoio dell’acqua, sito a poche centinaia di metri a monte del paese, si svuotava completamente. E nessuno degli addetti ha saputo dare una valida e convincente spiegazione. Per loro il fenomeno era dovuto all’aumento della popolazione e alle provviste stagionali. Falso. Perché a Santa Rania sono rientrati pochissimi emigrati e le conserve sono state le stesse degli altri anni. Un mistero. Tutta questa faccenda diventava un fatto incomprensibile quando il provvedimento adottato dall’Amministrazione comunale anziché migliorare la situazione la peggiorava sostanzialmente perché l’erogazione dell’acqua veniva interrotta anche di giorno. E intanto nessuno si preoccupava di controllare la rete idrica per verificare se ci fossero rotture. Dopo oltre un mese un cittadino scopre che la scarpata, soprastante alla vasca di raccolta di acqua per annaffiare gli orti, era completamente inzuppata di acqua. Nascono i primi sospetti che poi diventano veritieri dopo un accurato controllo: in quel tratto la tubatura della rete idrica era rotta. Non si sa però da quando! E le sorprese sulla carenza dell’acqua non finiscono qui. Un altro cittadino scopre una nuova rottura. In località denominata “ Pepparielli” nei pressi di una abitazione, viene scoperta una vasta superficie allagata. Il primo pensiero va alla rete idrica. Ed è così. Anche in questo tratto la tubatura presenta rotture con fuoriuscita di acqua. I guasti vengono aggiustati ma stranamente l’interruzione della erogazione dell’acqua avviene lo stesso. Evidentemente il disagio è diventato uno spettacolo estivo. L’altra “attrattiva” estiva è il fuoco. Un pazzo, diversamente non si può chiamare, si è divertito ad appiccare fuoco. E la fa per tre sere di seguito. La prima sera, tra la notte del 14 agosto e la mattina del 15 agosto è stato un incendio che le squadre antincendio dell’AFOR e dell’ARSSA con l’ausilio delle autobotte e la collaborazione di cittadini di Santa Rania riescono a domare. La seconda sera è tutta un’altra musica. L’incendiario fa sul serio. Sceglie una zona di bosco fitta e con sottobosco secco a causa della siccità. L’incendio divampa in poco tempo ettari di macchia mediterranea. Il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Caccuri, Giuseppe Merandi, presente sul posto, richiede l’intervento dei vigili segnalando la vastità e la pericolosità dell’incendio. Arrivano sul posto i vigili del fuoco, le squadre antincendio dell’AFOR e dell’ARSSA con i coordinatori Antonio Cariano, Giuseppe Costantino e Giovanni Carvelli nonché una squadra del Corpo Forestale. L’incendio arde per tutta la notte. La mattina i tre coordinatori e il comandante della squadra della Forestale decidono di richiedere l’intervento di un elicottero e di un canadair. Poco dopo mezzogiorno l’incendio è stato domato. E la paura e le preoccupazioni di una paese cessavano nello stesso tempo. Ma un’altra sorpresa c’era per la gente di Santa Rania. L’incendio ha letteralmente bruciato i cavi e i pali della linea telefonica. Un danno che ha lasciato il paese per oltre una settimana senza ricezione telefonica. Tante paure e disagi che hanno movimentato la vita quotidiana di un paese solitamente tranquillo. Lasciato alle spalle incendi e ricezione telefonica ma non l’interruzione della fornitura dell’acqua, arrivano le prime serate di vero divertimento. E a far sorridere i santaranesi è l’associazione GTMC che presenta una commedia dal titolo “ I giuvani e ieri e d’oie” scritta e diretta dalla bravissima Anna Calfa. Novanta minuti di relax e di divertimento per le tantissime persone presenti. Piazza Italia era completamente gremita. Gli attori sono stati bravi e la tematica è piaciuta ma soprattutto il ricorso ad espressioni dialettali ha maggiormente coinvolto gli spettatori che hanno manifestato la loro approvazione attraverso lunghi applausi e spensierate risate. Anche la sagra della birra e dell’ortolano, organizzate dalla associazione “ Arco di Murorotto” hanno ottenuto un notevole successo. Gli intervenuti hanno potuto assaggiare panini imbottiti con salsicce, pancetta, peperoni e melanzane accompagnati da un ottimo bicchiere di birra seduti o alzati mentre l’armoniosa voce di Panteleone allietava il magico momento. “ Caccuri ‘è ‘na vota”, commedia scritta e diretta da Peppino Marino, viene proposta al pubblico di Santa Rania il 23 agosto nello spazio sito in via dei Rovi. Un nuovo successo, un ennesimo trionfo. Tutti gli attori ricevono applausi e alla fine dello spettacolo anche i complimenti da parte dei numerosi presenti. Lunedì 25 agosto, verso le 19,00, un altro incendio, sempre lungo la strada provinciale n.32, allerta gli abitanti di Santa Rania. Questa volta il fuoco è stato appiccato sul margine della strada nei pressi del vecchio frantoio, un tempo del conte Barracco. In poco tempo ha raggiunto le piante secolari di ulivo che hanno preso subito fuoco. Un centinaio circa di piante sono state bruciate nonostante l’intervento della squadra antincendio dell’ARSA e l’utilizzo dell’autobotte della squadretta di Cerenzia, coordinate da Antonio Cariano.

 

 

 

 

COGNOMI

Circa l'80% degli abitanti di Santa Rania, piccolo centro abitato di Caccuri, porta il cognome Loria. Non è raro trovare, tra i circa 400 cittadini di questa frazione, uomini che abbiano lo stesso nome e lo stesso cognome. Come tanti Loria Francesco, Loria Salvatore, Loria Pasquale, Loria Antonio, Loria Giovanni. Ma il problema non è solo una questione prettamente maschile.
E' anche diffuso tra donne. E così è possibile trovare tante Loria Maria, Loria Giovanna, Loria Rosa. Per il portalettere, fino a qualche tempo fa, consegnare la posta era, quindi, una impresa assai difficile. Poi da quando nel 1996 l 'Amministrazione comunale decideva di intitolare le vie, il lavoro del postino diventava facile e normale. Gli altri cognomi esistenti a S. Rania per quanto riguarda gli uomini sono:

Silletta, Murgia, Rao, Ferrarelli, Isidoro, Fabiano, Scarcelli, Secreti, Spatafora,

Caruso mentre per quanto riguarda le donne: Chimenti, Gallo, Pisano,

Papaleo, Nigro, Mascaro, Fratto, Falbo, Girimonte, Bombino, Drago,

Pupo, Lo Moro, Mancuso, Scalise, Dardani, Marrelli, Spina e Aquila.

 

 

PUNTO D'INCONTRO:
strada interpoderale - superstrada

Nel tratto della superstrada, in località “ Manco-Tenimento”, a qualche decina di metri prima di imboccare la prima galleria, e precisamente all’inizio del ponte, gli automobilisti provenienti da Crotone, dovendo raggiungere Santa Rania, possono svoltare a destra per immettersi poi sulla strada interpoderale “Pizzetto – Forestella”. La manovra semplice, facile non richiede particolare bravura, può essere eseguita, senza andare incontro a pericoli, anche da principianti patentati. Non è così, invece, quando si fa l’operazione opposta. Quando da Santa Rania, percorrendo sempre questa strada interpoderale, bisogna immettersi sulla superstrada per prendere direzione Crotone o San Giovanni in Fiore. E’ una manovra che richiede pochissimo tempo, sono sufficienti pochi minuti. Ma va eseguita con massima attenzione, con rigorosa cautela per sfuggire alle numerose insidie che si nascondono in quel punto d’incontro. L’entrata alla superstrada è regolata da un segnale che obbliga l’automobilista a fermarsi per poi ripartire lentamente, allungando il collo per assicurarsi, guardando a destra e a sinistra, che non provengono autoveicoli. L’atto di sporgersi con il corpo, il più possibile in avanti, è dovuto alla presenza di erbacce e di arbusti che limitano la visibilità rendendo la manovra di entrata alla superstrada assai pericolosa. Oltretutto in quel tratto rettilineo, in entrambi i sensi di marcia, chiunque lo percorre lo fa a velocità sostenuta. E nonostante questi pericoli nessuno si preoccupa di eliminare le erbacce e gli arbusti che crescono spontaneamente.
Ultimamente, un autista di Santa Rania che, ogni giorno per motivi di lavoro, percorre la strada interpoderale “ Pizzetto – Forestella”, munito di buona volontà e di un grande senso di altruismo, ha eliminato le erbacce e gli arbusti rendendo libero e visibile l’imbocco alla superstrada. Un gesto spontaneo che ha fatto senza che nessuno glielo chiedesse. Un gesto che è uno schiaffo morale sferzato sul viso di chi preposto sta a guardare senza fare nulla. Sul viso di chi ignora la pericolosità di quel punto d’incontro tra la strada interpoderale e la superstrada. Un tratto dove sono avvenuti tanti incidenti, alcuni gravi. Eppure nessuno interviene. Ma questo stato di cose non può restare così per altro tempo ancora.
Per il semplice fatto che questa strada interpoderale è diventata l’anello di congiunzione tra l'attività commerciale e Santa Rania. Non c’è camion che non percorre questa strada per raggiungere Santa Rania. E i camion che transitano, carichi di vari prodotti, sono veramente tanti. Intervenire, quindi, è un obbligo che rimandare alle calende greche è rischioso perchè potrebbe, in caso di incidente con morti, sollevare un polverone di responsabilità da cui uscirne sarebbe difficoltoso.

 

 

CACCURI SI é FERMATO A .... CARIA

Nessuno poteva immaginare che un giorno un sindaco potesse escludere Santa Rania dal piano degli interventi destinato a migliorare l’efficienza del proprio territorio. Eppure è successo. E a volerlo è stato il sindaco della peggiore amministrazione di tutta la storia del comune di Caccuri: Arcangelo Rugiero. Mai prima, si era verificata una tale situazione. C’è sempre stato tra il capoluogo e la frazione di Santa Rania un buon rapporto sia a livello relazionale sia a livello di distribuzione dei proventi incassati. Oggi non è più così. E l’affermazione che titola questo trafiletto è carica di una polemica che contiene una grossa verità. Una espressione che svela l’atteggiamento decisionale unilaterale di una persona che di fatto ha escluso una parte del territorio dei benefici che provengono dalla riscossione delle tasse. E’ una costatazione che trapela dalla totale assenza della amministrazione in quella fetta di territorio situata oltre Caria. Un raggio di azione che favorisce solo chi abita nel capoluogo. Denunciare questa scelta non è solo volere sollevare un polverone di polemica. E’ un atto di accertamento sull’operato di chi è stato messo a capo del paese anche e soprattutto con i voti degli elettori che abitano a Santa Rania. E’ un dissentire con chi pretende che la gente di Santa Rania sia puntuale con il pagamento delle tasse. E’ un urlo contro chi dai contribuenti di Santa Rania ha preteso senza mai dare eccezione fatta per i servizi primari garantiti sempre con i soldi degli stessi utenti. E’ un appunto a chi ha concesso aree fabbricabili e terreni in affitto a pochi cittadini di Caccuri; a chi ha costruito case popolari solo a Caccuri, a chi ha avuto in donazione dai cittadini di Santa Rania una superficie per realizzare il campo sportivo, un locale per dare vita al Museo dell’Arte Contadina. Caccuri si è fermato a Caria. Una espressione mai così veritiera. E se poi c’è qualcuno che ha qualche dubbio, basta farsi una camminata fino a Santa Rania per rendersi conto in quale stato di degrado versa questo piccolo centro abitato del comune di Caccuri.

CUCULLO: una strada d'asfaltare

Gli ultimi lavori che sono stati eseguiti dall’Amministrazione comunale a Santa Rania, centro abitato del comune di Caccuri, hanno sollevato un polverone di questioni. Ad alimentare la discussione sono stati i cambiamenti sostanziali apportati agli interventi di alcuni progetti. La strada interpoderale Pizzetto – Forestella che collega la superstrada “Crotone – Cosenza” alla provinciale n. 32, sarebbe dovuto essere bitumata interamente invece, ignorando completamente il progetto e la somma destinata, sono stati catramati semplicemente quei tratti danneggiati da buche. Già qualche mese fa circolavano voci sul ridimensionamento dell’intervento e in quelle occasioni in cui è stato sollevato il problema, l’assessore Salvatore Loria, con molta franchezza e risentimento ebbe a dichiarare pubblicamente che se la strada interpoderale non fosse stata asfaltata totalmente avrebbe rassegnato le sue dimissioni. Il fattaccio, in tanto, è successo e lui è ancora lì attaccato alla sua poltrona di assessore. E ad avvalorare ancor di più le rimostranze dei cittadini della frazione di Santa Rania sono le richieste di chiarimenti di alcuni consiglieri rivolte al sindaco Arcangelo Rugiero. Infatti, sia il consigliere di minoranza Ilario Piccolo che l’assessore Enrico Falbo chiedono spiegazioni sull’intervento realizzato differentemente dal progetto. In particolare l’assessore Falbo si domanda spontaneamente come mai la somma di 40 mila euro prevista inizialmente e poi ridotta “ impropriamente”a 17 mila euro non sia stata sufficiente per asfaltare questa strada interpoderale che per i cittadini di Santa Rania per comodità e collegamento è di primaria importanza. Lo stesso assessore chiede al primo cittadino di Caccuri una verifica dello stato dei lavori e similmente l’asfalto di tutta la strada come previsto dal progetto esecutivo approvato dalla Giunta comunale. E’ sintomatico questo lodevole interessamento ai problemi del piccolo centro abitato caccurese da parte di Consiglieri non abitanti a Santa Rania. Un interessamento che colma il vuoto di chi dimentica troppo facilmente di essere stato eletto con i voti degli elettori di Santa Rania.

FONTANA STORICA  

Dove oggi c'è una fontana, racchiusa in una gradinata a forma di cerchio, rivestita con piccole pietre di porfido, oltre mezzo secolo fa, c'era una sorgente che sgorgava acqua limpida e fresca dalle profonde viscere della soprastante collina.
Un posto alberato da pioppi altissimi e maestosi che piacque subito ai tre fratelli Loria tanto che decisero di stabilirsi definitivamente in questo luogo.
Per prima cosa raccolsero tutta l'acqua incanalandola con delle tegole per poi poterla utilizzare ad uso domestico, per annaffiare gli orti e abbeverare gli animali.
Una fontana rudimentale ma assai efficace che per tantissimi anni rimase in quello stato primitivo.
Poi, molti anni dopo, venne trasformata dall'Amministrazione Comunale che fece costruire una galleria di diversi metri e incanalò l'acqua con dei tubi di metallo fino alla fontana.
Attorno ad essa vennero create delle vasche alcune di esse per lavatoio dove le donne andavano a lavare i panni ed altre per abbeveratoio dove venivano condotti gli animali per dissetarsi.
Una fontana che ha segnato la storia di Santa Rania anche se all'occhio del visitatore di oggi non è altro che una gradinata con un tubo di metallo da dove fuoriesce, in annata piovose, acqua.
Meritava sicuramente un altro riguardo.
Quella zona andava certamente dichiarata di interesse storico.

 

 

 

 

 

Chi

Abbiamo 9 visitatori e nessun utente online

Visite

Visite agli articoli
474315

Località

Piatti tipici

Tradizioni

Copyright © 2018 santarania. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information