Cenni storici

 

Santa Rania, piccolo centro abitato del comune di Caccuri, in provincia di Crotone, è stato fondato agli inizi della seconda metà dell’ottocento da tre fratelli di cognomi Loria, provenienti probabilmente da S. Giovanni in Fiore. I Loria scelsero questo luogo perché c’era una sorgente che sgorgava un’acqua buonissima e anche perché ricco di selvaggina e di pascoli. Non si sa, con certezza, invece, perché gli è stato dato questo nome. Gli anziani del paese ricordano poco e quelli che certamente sapevano qualcosa ora non ci sono più. Nemmeno una approfondita ricerca recentemente effettuata ha schiarito i molti dubbi esistenti sul nome Santa Rania. Certamente però dalla ricerca sono emersi dati e fatti che consentono notevolmente di avvicinarsi alla verità. Il nome di questa fiorente frazione, poco distante da Caccuri, deriva molto probabilmente dal greco, in quanto esistono toponimi simili(Gradia, Lupia, Caria, Sprascia) o più probabilmente da toponimi monastici ( Madre di Dio, I Tre Fanciulli, S. Marco, S. Anania, S. Nicola, S. Lorenzo, S. Andrea) che possono far risalire l’arrivo degli asceti basiliani a qualche secolo prima dell’attuale millennio. Una conferma della loro presenza è la Timpa dei Santi, uno dei più importanti insediamenti basiliani della zona, poco distante da Santa Rania. A qualche chilometro a monte del fiume Neto e della stessa Timpa dei Santi esisteva una costruzione( ora si possono vedere i ruderi)chiamata “Ghiesiella” che probabilmente è stata utilizzata dagli stessi monaci. A conferma che il nome possa derivare da S. Anania( uno dei primi discepoli di Gesù e maestro di San Paolo dopo la conversione) è il ritrovamento, presso l’archivio di Napoli, di un fascicolo contenente tra l’altro la Platea n°1534, che richiama più volte il nome Santa Anania e quello del terreno Tenimento oggetto di controversia tra i feudatari di Caccuri e la Badia di S. Giovanni in Fiore. Le liti durarono per secoli ed ebbero fine nel 1606 quando papa Paolo V, per rinuncia di don Vincenzo Forcellato, abate di S. Giovanni in Fiore, accordava il beneficio all’abate commendatario Rodolfo de Rodolfis di Caccuri, che concludeva successivamente un compromesso con il barone don Paolo Cimino, il quale riceveva, con ipoteca, il terreno detto S. Anania( atto notarile 22.11.1619 notaio Crispino di Napoli – Catasto Onciario fascicolo 6/4). Il nome Santa Rania, inoltre non trova riferimento nella Biblioteca Sanctorum( libro che elenca tutti i santi riconosciuti dalla Ponteficia Università Laterenense). Come è facile intuire, il nome si è probabilmente trasformato per una evoluzione fonetica o corruzione dialettale in Santa Rania( Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti – Rohlps-dizionario dialettale delle tre Calabrie). Secondo alcuni, Rania, originariamente Eurania, deriverebbe etimologicamente dal greco Ouranos che significa cielo. I resti di una chiesa, a pochi chilometri dall’attuale centro, confermerebbero la tesi di coloro i quali sostengono che S. Rania derivi da quello della chiesa.

 

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