ALLA SCOPERTA DI UN TEMPO
Sulle colline a nord di Santa Rania, una serie di ruderi risalenti a periodi storici non ancora bene identificati, stimolano la curiosità e la fantasia di chi si reca a vederli. La località che ospita queste rovine, che sembra siano fuori da ogni attenzione, si chiama “a Ghiesiella”. La zona è facilmente raggiungibile, basta lasciare la strada provinciale 32 che collega S. Rania a Caccuri, nel tratto denominato “Colle e l’ogliastro” e immettersi sulla strada interpoderale che attraversa questa parte della “ Forestella” per ricollegarsi nuovamente alla provinciale 32 nei pressi dell’ex frantoio Baracco. Appena si arriva in questa località si vedono per primo i ruderi della “Ghiesiella”. Una piccola costruzione a qualche chilometro da Santa Rania e non molto distante dal fiume Neto, dalla Timpa dei Santi e dalla grotta dove per alcuni anni ha vissuto il brigante Pietro Monaco. Era probabilmente una dimora dei monaci Basiliani e non una chiesa come comunemente si dice. I monaci che erano stabiliti nella grotta scavata nella Timpa dei Santi, probabilmente sostavano in questa casetta di una superficie di oltre 25 metri quadrati quando si spostavano seguendo il fiume Neto per raggiungere altre postazioni religiosi dislocate in Sila. Che non sia stata una chiesa si nota osservando attentamente le parti delle mura rimaste che presentano delle incavature fatte per contenere “lucerniere”, delle piccole feritoie, contenitori di acqua di legno e altri utensili tipici di una casa. Sempre nella stessa località a qualche decina di metri dalla Ghiesiella si possono osservare le Carnarelle che comunque non è facile rintracciarle perché non sono indicate da nessun segnale.  

Che cosa sono le “Carnarelle”? Perché sono chiamate così? A che cosa servivano? Domande senza risposte. O per lo meno senza risposte convincenti. Sicuramente sono delle buche che persone molto abili hanno scavato a pochissimi metri l’una dall’altra, molto tempo fa, per creare sotto terra delle grotti simili a un forno. Si entrava in questo spazio sotterraneo da un’apertura circolare dalle dimensioni ridotte. E il fatto che sono state realizzate non molto lontano dalla “Ghiesiella” fa pensare che chi abitava questa casa o chiesa ne faceva un particolare uso che poteva essere una sorta di nascondiglio per sfuggire ai briganti che all’epoca erano presenti nella zona o come cimitero come dicono gli anziani di Santa Rania. Dalla Ghiesiella per raggiungere i resti della tana del brigante Pietro Monaco bisogna fare solo qualche centinaia di metri. Occorre entrare nel bosco sito sulle pendici del fiume Neto per imbattersi in un cumolo di massi che un tempo formava la tana. La grotta, secondo quanto ci è stato raccontato, era abbastanza spaziosa potevano pernottare tutti i compagni di Pietro Monaco oltre ad una grande tavola di pietra che era apparecchiata nei momenti di rimpinzarsi. Alcuni giovani mentre custodivano degli animali che pascolavano nei pressi della grotta trovarono delle monete che sicuramente appartenevano ai briganti. La grotta è sprofondata non molto tempo fa probabilmente a causa del maltempo. E la cosa più strana è che nessun testo storico cita questo luogo e questa grotta che ha ospitato il brigante Pietro Monaco. Sempre in questa località è possibile vedere un ammasso di enormi massi di circa cinque metri di altezza che presumibilmente è servito ai briganti per vedere se nei paraggi ci fossero militari o altre persone. Muovendosi sempre all’interno di questa località è possibile osservare un grande masso alto più di due metri che sul lato rivolto verso il fiume Neto era stato creato una sorta di posto a sedere. Chi si sedeva per meditare o per osservare, in caso di cattivo tempo, era riparato dalle sporgenze che il masso conteneva attorno alla sommità. Nell’inverno del 1972 queste prominenze si sono scollate a seguito del maltempo che ha colpito il territorio di S. Rania e adesso si trovano alla base del masso. Oggi questi ruderi sono ricoperti di erbacce e arbusti che minacciano la conservazione di queste rovine che, per una ricerca rivolta alla conoscenza del passato di questo misterioso e affascinante luogo, rappresentano ancora un punto di partenza di notevole interesse e importanza.

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