UN ARGOMENTO ESLPOSIVO
Si incomincia già a parlare di programmi, di squadra da formare con specifiche caratteristiche per presentarla alle elezioni amministrative della prossima primavera. Una frenesia, una voglia infrenabile di mettersi in mostra, di salire in cattedra per dettare, sin di adesso, le linee guida da seguire per preparare una vincente campagna elettorale. Spuntano così i grandi temi che sono stati da sempre i cavalli di battaglia delle infuocate campagne elettorali caccuresi. E quindi sul tavolo degli accordi politici approdano proposte che riguardano il turismo, l’agricoltura, Bruciarello e naturalmente tante altre ancora necessarie per compilare quel solito inconfondibile programma elettorale raccolto in un libretto di una cinquantina di pagine. Un lavoro certosino che poi diventa nel corso del mandato elettorale un insormontabile impegno che mese dopo mese, anno dopo anno allontana inconsapevolmente dalla realtà, dai cittadini. Una riflessione, un guardarsi allo specchio prima di intavolare qualsiasi tipo di conversazioni sfruttando i social network sarebbe consigliabile anche per evitare di cadere nel ridicolo. La principale risorsa di Caccuri è sempre stata l’agricoltura. Solo chi vuol fare demagogia di facciata legata a particolari circostanze, può dire il contrario. Una buona percentuale del territorio caccurese è coltivata a uliveti e vigneti. Tant’è che sono state costruite nel territorio comunale strade interpoderali per oltre cento chilometri che consentono di raggiungere con automezzi quasi tutte le località coltivate. E ancora nel comune di Caccuri ci sono sette frantoi e tre aziende agrituristiche. Un quadro che fa di Caccuri un paese agricolo con vocazione turistica. Certo il turismo avrebbe potuto essere anche un settore importante dell’economia caccurese. Ma purtroppo l’attenzione dei governanti locali non è mai stata forte e determinata ad andare in fondo a specifici obiettivi individuati e annunciati. E per questo che Bruciarello non è mai diventato un Centro termale. Chi afferma che il problema di questo fallimento siano stati i Sanguedolce racconta una pinocchiata. La verità è tutt’altra storia. Una storia che tutti conoscono ma che nessuno ha il coraggio di raccontare. Ai tempi delle famose “Vacche grasse” quando bastava conoscere il politico di turno per ottenere facilmente dei finanziamenti non è stato fatto nulla a parte tante chiacchiere di corridoio. E mentre altri, privati ed Enti pubblici, realizzavano Centri termali, a Caccuri si rimaneva alla finestra aspettando la Manna dal cielo. Non è stata l’Amministrazione Falbo a gestire male la vicenda Bruciarello. La Giunta Falbo ha acquistato un ettaro di quella superficie, un primo passo verso quel famoso progetto. Mille metri recintati che racchiudono un gazebo, un locale con docce, lavabi, bolle custodite, rappresentavano lo spazio idoneo per cospargersi il corpo di fango per poi farsi una tiepida e salutare doccia. La gestione di questo “Percorso paesaggistico” poteva essere data ad un giovane che avrebbe potuto utilizzare Il gazebo come punto di ristoro. Invece. Niente. Tutto questo è diventato solo un sogno. Oggi quella superficie versa in uno stato di degrado da farla visitare a Gabibbo di Striscia la Notizia. Recinzione rotta in più punti per creare entrate, il cancello principale sommerso dai cespugli alti circa un metro, parcheggio parzialmente invaso da erbacce, recinzione in parte piegata e deformata, l’interno del locale sporco e rovinato, la porta chiusa con un filo di ferro, parte della muratura esterna scavata dall’acqua. Che spettacolo! Che amarezza! Una ricchezza offerta dalla natura che gli Amministratori comunali hanno ignorato non riuscendo a cogliere i futuri vantaggi economici e sociali che avrebbe potuto generare quella risorsa naturale invidiata dagli altri paesi. VEDI FOTO

 

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