NON ERA MAI SUCCESSO…
Il problema dei depuratori di Caccuri è un mistero. Non si capisce, in effetti, di chi sia la colpa se essi non funzionano. Due, comunque, ciascuno per le proprie competenze, sono, i diretti responsabili: Amministrazione comunale e Soakro. E la cosa che fa ancora più rabbia è che sono fermi per il mancato pagamento dell’energia elettrica e non perché sono guasti. E sinceramente è in ammissibile che un servizio pubblico pagato dai cittadini possa cadere in un simile stato di abbandono senza manutenzione e sorveglianza. L’Enel non sospende l’erogazione dell’energia elettrica senza preavviso per cui qualcuno era a conoscenza di questo rilevante provvedimento. Probabilmente solo dopo l’intervento del gruppo di Minoranza in Consiglio comunale prima e con una interrogazione scritta dopo sono state avviate delle ricerche in merito per conoscere realmente la situazione e tentare eventuali soluzioni.

Soluzioni che non sono state trovate perché martedì 6 ottobre gli uomini della Capitaneria di porto di Crotone mettevano sotto sequestro tre dei cinque depuratori siti sul territorio di Caccuri. Nell’ambito delle attività di controllo in materia ambientale, sottese alla tutela della salute dei cittadini, condotte nel comune di Caccuri e mirate alla verifica degli impianti di depurazione, si legge nella nota della Capitaneria di porto, è stato accertato che 3 dei 5 depuratori, presenti nel territorio del citato comune pre-silano, risultavano non funzionanti”. Non era mai stato sequestrato prima un servizio pubblico e soprattutto per una simile ragione. “ In particolare, è stato riscontrato che le acque reflue urbane provenienti dalla rete fognaria cittadina, si afferma nel comunicato, in ingresso nei depuratori situati nelle località Campo, Rupe e Santa Rania non venivano sottoposte al previsto ciclo depurativo e finivano tal quali, attraverso delle tubazioni in bypass, direttamente nel corpo d’acqua recettore o fossi naturali, in quanto gli impianti non risultavano serviti da energia elettrica”. Un comportamento deplorevole che non ha tenuto conto né della salvaguardia dell’ambiente né della tutela della salute dei cittadini. Gli impianti di depurazione risultando, quindi, all’evidenza, in completo stato di abbandono e totalmente inefficienti, venivano posti sotto sequestro, con facoltà d’uso, e venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria i responsabili”. Ora è necessario operare in sinergie in modo che si possa intraprendere un percorso di ripristino dell’efficienza di depurazione e di buona gestione. Certo i problemi di affrontare non sono pochi e nemmeno di facile soluzione. Comunque non si può ancora temporeggiare, ognuno deve fare la sua parte per accorciare notevolmente i tempi di ripristino. “ Le indagini della Capitaneria di porto, si legge sempre nella nota, non si sono attestate alla sola verifica degli impianti totalmente fermi, ma sono proseguite al controllo anche dei restanti due impianti per quanto attiene a tutti gli aspetti relativi alla gestione della depurazione e al suo ciclo funzionale. Venivano, infatti, effettuati dei campionamenti chimico-biologici dei reflui in uscita al fine di verificare se vengono o meno rispettati i parametri batteriologici e chimici nel limite massimo fissato per legge”. Per il futuro è auspicabile una più attenta sorveglianza in modo da garantire ai cittadini un servizio che compensi il sacrificio di pagare tasse in aumento.

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